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 pict  Un accompagnatore a casa    
Vita da AmM – Un accompagnatore a casa

Sono appena tornato da un 4000, probabilmente l'unico della stagione. E' l'Allalinhorn, che abbiamo risalito con le ciaspole. Che bella avventura!!! Ce l'ho ancora qui sulla pelle e negli occhi. L'alta montagna ha un fascino tutto suo, fatto di grandi spazi, di neve e ghiaccio, di cime a perdita d'occhio, ma anche di fatica, di fiato corto, di freddo... dio, che freddo sulla cima.

Dopo la sveglia alle 4 di ieri (hai letto bene), oggi mi è concessa una giornata di svacco: niente orologi puntati, gruppi da prendere, niente viaggi sulle strade deserte e soprattutto niente camminata.
Mi metto sul balcone per toccare con mano la giornata di oggi: è umido e nuvoloso, tra poco pioverà. Non lo dice l'ARPA, ma il mio naso, che a volte funziona meglio dei calli delle persone anziane.
Oggi sarà una giornata cà e butega, come direbbero dalle mie parti, nella piatta pianura ferrarese. La casa e la bottega nel mio specifico caso sono in effetti la stessa cosa: accanto alla camera da letto c'è un tavolo con il PC e mille cavi volanti, la stampante/fotocopiatrice sormontata da una pigna di articoli da leggere, enne librerie ingolfate di guide, cartine e riviste. Se l'ingolfamento del poco spazio utile continuerà così o esco io di casa/ufficio o esce la mia fidanzata.

Nonostante tutto, il lavoro da libero professionista ha molti vantaggi: niente badge da timbrare, fantasia al potere ed ogni esperienza che, positivamente o meno, la si vive sulla propria pelle.
Dopo le operazioni di routine (caffè caldo e lungo e gorgoglii davanti allo specchio del bagno) prendo posto davanti al PC per leggere e rispondere alle nuove mail. Il sito funziona da solo: non è certo perfetto, ma l'aiuto che ne traggo è infinito.
Dopo la risposta alle mail (odio tenerle lì in attesa... così come odio che le mie ricevano una risposta in tempi biblici) controllo le nuove prenotazioni. E' un'operazione delicata, perché la composizione dei gruppi è un lavoro importantissimo per la riuscita delle gite: non ci dovrebbero essere persone con esperienza troppo diversa, ma come vedi uso il condizionale, dato che non sempre riesco a mantenere questa promessa che ho fatto al sottoscritto.
Dal sito vedo l'iscrizione di una persona nuova: anche se è per un'escursione facile (la Val di Mello), parte la mail che ha per soggetto "Due minuti del tuo tempo". Lo scopo è quello di stabilire un primo contatto e sopratutto di conoscere le esperienze montanare del nuovo iscritto. A questa mail, se necessario, seguiranno altre con consigli e ragguagli. La logica di Zainoinspalla è lineare, ma è ovviamente ignota a chi non è mai venuto con me. Lo so, c'è tutto sul sito, ma chi ha tempo e voglia di leggerselo tutto? Molto meglio farsi spiegare personalmente le cose da sapere: quando si paga, che attrezzatura portare, come funzionano gli equipaggi in auto, i dati per emettere la fattura a fine giro.
A volte devo dire di no a qualcuno: non è bello dover coprire questo ruolo, ma è necessario, egoisticamente necessario. Parliamoci chiaro: è molto meglio per me avere un gruppo di persone abili e arruolate, che dover gestire gente che arranca e sbuffa. Ma è meglio anche per il resto del gruppo, oltre che per il potenziale escursionista sbuffante. Per cui, porta pazienza se prima o poi parte "l'interrogatorio": fa parte di questa logica.
Ma c'è una montagna per ciascuno di noi, per cui oltre a dire di no, devo anche essere in grado di indirizzare l'interesse verso le uscite più adatte.
Relazioni, relazioni, relazioni... ecco cosa fa un accompagnatore nella propria casa/ufficio.

Ma sono relazioni "virtuali", quasi tutte per mail. Alle 10 mi piacerebbe essere nel mio vecchio ufficio, quando ancora non immaginavo di diventare un accompagnatore. A quell'ora c'era la migrazione dalle scrivanie alla saletta attrezzata per il caffè. In quel momento non solo si poteva sorbire la calda (ma schifosa) bevanda, ma si chiacchierava, si scherzava, ci si raccontavano le ultime novità sia lavorative che personali. Oggi non c'è nulla di tutto questo: il caffè delle 10 è un po' migliore, ma non c'è nessuno con cui condividere il momento... adesso avrai capito perché nel weekend con i gruppi sono un vero e proprio macinino della chiacchiera... è per sopravvivere ad una crisi di astinenza forzata.
Stacco dal PC e butto l'occhio sulla lista delle cose da fare, mentre accendo la radio. Al ritmo rock di Virgin Radio ecco che mi appare la lista dei compitini per oggi:

  • controllare gli orari del treno dell'escursione tra 10 giorni
  • chiamare Antonella per la distribuzione delle brochure
  • mandare a Giorgio i dati per la fatturazione della gita di ieri
  • convertire e pubblicare il video dell'Allalin
  • vedere acconti della Via del Sale
  • leggere i tre articoli sui trek estivi da esplorare

Priorità? Decisamente gli orari dei treni da verificare.
Internet in questo caso ha rivoluzionato la nostra vita (e ha permesso al sottoscritto di lanciarsi nel mondo dell'accompagnamento pur facendo tutto da solo). Un paio di click e ho le risposte di cui avevo bisogno. Segue mail di conferma agli iscritti.

Ma Internet non basta: la collaborazione arricchisce di relazioni e di opportunità. Ed eccomi quindi a parlare con Antonella (ma potrebbe essere anche con Serena, Giorgio, Giovanni, Piero, Chiara, Roberto... tralascio il resto della mia rubrica telefonica) per le attività che abbiamo in comune. Concordiamo le cose da fare e passiamo al prossimo punto... le maledette fatture. Non pensare che le maledizioni siano legate ai mancati guadagni dovuti al versamento delle imposte (anche se non sono come l'ex-ministro che ha dichiarato che "pagare le tasse è bello"). Gli improperi sono dovuti alla rottura di scatole che c'è dietro il lavoro di fatturazione: codici fiscali, nomi multipli, conteggio dell'IVA... ognuno è un problema, che va affrontato a risolto. Leggerei 50 guide di montagna piuttosto che controllare 5 fatture, ma anche questo fa parte del mondo del libero professionista.
E poi mi incavolo, ohhh come mi incavolo, quando sento delle persone che candidamente mi confermano che "non c'è nessuno che mi ha mai dato fattura per le gite fatte", che "se vuoi fattura, devi passarla a prenderla in ufficio". Il solito spaccato dell'italietta con la "i" minuscola.

 

Mi devo tirare su di morale e lo faccio sognando i trek estivi che andrò a testare. Ho già raccolto la documentazione e le cartine, che apro amorevolmente sul tavolo della cucina. Non so se hai mai provato la stessa gasatura che provo io a violare l'intimità di una cartina: è come sfogliare un libro dei segreti, con il suo linguaggio magico fatto di piccoli simboli colorati, di linee, di numeri, di nomi in lingue straniere. Un libro segreto che apre ad un mondo nuovo, da scoprire. E' il momento della fantasia, perché la montagna non ha un solo modo di visitarla, ma ne offre mille. Lo stesso giro lo puoi fare di giorno o di notte, oppure (come è successo nell'escursione dello scorso autunno sopra Morterone) all'imbrunire, perché quello è il momento magico.

Puoi salire dal sentiero più facile oppure seguire la linea di cresta. Ma ogni volta c'è da pensare a chi è destinata quell'escursione: a chi si sta avvicinando alla montagna oppure a chi ha esperienza da vendere? A chi cerca natura, oppure panorami? A chi ama sentirsi raccontare le storie del posto o a chi ama i silenzi?
Quando mi trovo in questi frangenti non posso che pensare al sottoscritto: anch'io sono stato un novellino, anch'io sono stato "spremuto" come un limone perché mi hanno fatto fare delle cose al di sopra delle mie capacità o dei miei interessi, al punto di rischiare di mandare tutto a quel paese. Questo errore IO non lo devo fare: è un io imperativo, un must... non c'è compromesso e non ci deve essere in questo campo. Chi viene con me dovrebbe avere voglia di ritornare in montagna... ma non sempre ci riesco e quei casi a me noti pesano come un vero e proprio fallimento... è questa la mia croce, la croce di questo lavoro.
Se già sei o se stai accarezzando l'idea di diventare un accompagnatore, pensaci a queste cose... è una preghiera che ti faccio.


La passione di un accompagnatore

Controllo acconti: altra palla infinita. Entro nel sito della banca, registro i nuovi movimenti, passo al mio sito e metto i dati con l'invio degli acconti. Con Paypal è tutto automatizzato, ma quanto mi costi? Mica poco: il 3,4% per l'esattezza... ma quanto tempo e rogne mi fai risparmiare? Basta questo per convincermi che Paypal è un'ottima soluzione.
Certo Paypal non aiuta nell'operazione di "recupero crediti", altra gatta da pelare. Due persone non hanno ancora inviato l'acconto (nonostante io abbia già inviato le caparre ai vari rifugi) per cui parte l'ultimatum, gentile ma fermo: "Ciao, purtroppo non ho ancora ricevuto il tuo acconto per la gita. Per cortesia provvedi al versamento entro il, sennò sarò costretto a cancellare la tua prenotazione." Un ciao e uno SLURP concludono la mail... quanto mi scoccia mandare questi messaggi, ma l'amor proprio e il frigo reclamano la giusta ricompensa. E poi vai a spiegare a chi non è venuto alla gita perché ammalato, che mi deve ugualmente la tariffa... "Ma non è colpa mia" dice lui "Lo so" dico io "ma non è tantomeno colpa mia...". E lui intanto come lavoratore dipendente, purché ammalato, riceve ugualmente lo stipendio a fine mese...
Ma non posso lamentarmi: con questo lavoro si vive, il mutuo della casa è finalmente pagato e faccio la vita che mi piace fare... anche se la jeep-come-dio-comanda rimarrà nel cassetto dei sogni.

"Guarda qui che posti" dico tra me e me sfogliando una rivista, "dobbiamo proprio andare a vederli". Questo pluralia majestatis (è una prova del mio latino d'altri tempi) è ovviamente riferito alla mia fidanzata, alla quale ho già ipotecato le ferie da qui al 2032, anno in cui andrà in pensione. In quel fatidico giorno potremo dedicarci a vivere tutti i viaggi che abbiamo sognato insieme... giorno verrà.
Anche gli accompagnatori prima o poi vanno in pensione, ma prima di allora mi vedo portare in giro gruppi di dializzati, cataterizzati, azzoppati, ai quali dedicherò il nuovo gadget di ZainoinSpalla: il porta-dentiera tascabile auto-igenizzante con elegante logo sulla custodia.
Ci devo scrivere qualcosa su questa idea... opps, eccolo qui il racconto: l'hai appena letto.

PS. Il riferimento a dializzati & Co. è solo una battuta: c'è gente dializzata e azzoppata che pedala come non mai...

 

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