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 pict  La prima ciaspolata della stagione 2007-08    
Vita da AmM – La prima ciaspolata della stagione 2007

E' novembre, novembre 2007 per la precisione, e in queste ultime due settimane un anticiclone con un fronte grosso così ha protetto le nostre regioni da perturbatio e pioggerelle tipiche di questo mese. Manco la nebbia abbiamo visto. In compenso il solleone ha regnato sovrano regalandoci giornate da sballo: ho visto gente in maniche corte, ore di pausa pranzo per goderci il caldino, il sudore che manco questa estate avevo visto...
Questo qui da noi, a sud delle Alpi. Al nord le cose hanno girato ben diversamente: ondate di nuvole di origine atlantica (quelle belle cariche di pioggia, come la spugna dopo una doccia), fredde come la peperonata che ho mangiato stasera (e che MAI digerirò), hanno portato la prima benedetta neve.
Perchè benedetta? Non certo per il candore immacolato (lascio ad altri questo genere di considerazioni), quanto perchè questa neve sarà la base per quella che verrà. Insomma sta preparando il terreno, gelando i pratoni e predisponendo i pendii.
Ti lascio immaginare il livello della mia salivazione, quando ho visto le foto di Giorgio, in giro con le racchette da neve sull'Eggerhorn, di fronte a Fiesh... insomma nella Svizzera nordalpe.
"Anch'io, anch'io..." ho cominciato a farneticare, girando in mutande per casa: ero infatti nel momento di ricerca dei vestiti da ciaspola, opportunamente stivati negli scatoloni alla fine dell'inverno scorso.
Ecco saltare fuori i pantaloni fuseaux, che tanto snello fanno, gli scarponi in pelle dall'odore di pelle di ippopotamo marcilento, le calze grosse due dita, la giacca in goretex pesante. Guanti e cappello erano già nello zaino perennemente pronto. E alla fine, le amate ciaspole: brutte, tutte sgarruppate, con i ramponcini piallati, i cinturini sfilati e il colore della plastica che sta virando al violetto. Ne abbiamo fatta di strada insieme ed è una giusta riconoscenza la loro scelta per la prima ciaspolata della stagione.
Eh sì, ma dove? Apro il mio foglio Excel, cerco sotto la voce "ciaspole", incrocio con la voce "Svizzera" sottovoce "Ticino" e regolo il dislivello sotto i 1000m (mica ho voglia di ammazzarmi già alla prima occasione) ed ecco spuntare fuori il nome "Capanna Bovarina" con un piccolo commento a fianco: "OK anche senza neve". Che volere di più? Un amaro Tucano... direbbe la pubblicità.
Le previsioni non sono granchè, ma almeno fino a sera il tempo dovrebbe reggere. Manca solo di puntare l'odiata sveglia...

Sono le 6... non le 18: sono proprio le 6. Mettere il naso fuori dalle coperte, quando i termosifoni non sono ancora partiti, è già una bella impresa, ma almeno al sveglia è assicurata. Caffè per due, bacio del buongiorno, dribblo il bagno e parto. Nulla da dichiarare, neanche alla frontiera svizzera, fino alla sosta colazione al Movenpick di Bellinzona, il regno della colazione. Faccio anche il pieno e risalgo la strada verso il Lucomagno. "Di neve qui ne vedo pochina..." commento a voce alta. Quando sono da solo parlo sempre a voce alta, mi capita anche quando dormo e, ora che ci penso, anche quando non sono solo: sono una vera macchina logorroica.
A Campo Blenio le prospettive della giornata cambiano di colpo: neveeeeeee!!! E anche tanta. E' uno spettacolo, anche se manca il sole.
Salgo lo stradello finchè posso, anche finchè l'auto ce la fa, e poi parto.
All'inizio me sto infagottato come l'omino Michelin, ma in capo a 10 minuti mi devo togliere un paio di strati. Per ora le ciaspole sono appese allo zaino, in quanto si cammina decentemente sulla neve senza sprofondare.
Prima cavolata: ho dimenticato di mettere le rondelle alle bacchette... morale della favola, devo allungarle di una ventina di cm, sennò mi sembra di interpretare il ruolo di Igor in Frankenstein junior.
Per ora il percorso è tranquillo: attraverso alcune minuscole frazioni, ad ogni bivio c'è l'immancabile palina dei sentieri (questa è Svizzera, mica pizza e fichi...), ma soprattutto calpesto una neve che è mia, tutta mia... manco un cane è passato di qui.

Quando lo stradello lascia spazio al sentiero è ora di infilarmi le ciaspole, che devo regolare in lunghezza... chissà che scarponi avrò usato l'ultima volta? Guardo le mie estremità, come si fa quando si sta acquistando un paio di scarpe nuove. Alzo le punte, osservo il piede di lato, faccio qualche passo. Riguardo le punte, stringo un po' i cinturini e applico qualche flessione delle gambe. Sembra quasi che mi stia preparando per andare sul Marte e in realtà oggi non arriverò manco a quota 2000.
Nel sentiero la musica cambia: prima di tutto cambia il suono degli uccellini che mi stanno fischiettando intorno, poi cambia il rumore delle ciaspole sulla neve farinosa, ma cambia anche la fatica. Ero abituato a partire con il mio ritmo da "escursione a secco" e devo abituarmi a calare il passo, sennò mi trovo i polmoni nei tacchi.
Quando il ritmo si è assestato posso finalmente dirmi: "Che bello qui..." ed è bello veramente rivivere queste sensazioni. E' inutile la neve regala qualcosa in più ed io sono qui come il bambino in attesa di Babbo Natale.
Non faccio tempo a rallegrarmi, che subito mi rendo conto di non vedere più i segni del sentiero, fino a poco fa ricchi e frequenti. Torno sui miei passi e mi rendo conto che il sentiero estivo sale a destra, mentre io stavo tirando dritto. Fin qui niente di male nè di diverso dal solito. Le cose si complicano più avanti, quando i segni scompaiono definitivamente. Torno all'ultima bandierina bianco-rossa, faccio qualche giro intorno, ma non trovo altre tracce. La logica mi direbbe di tirare diritto, però mi sembra che in alto il bosco diventi un po' troppo fitto. E' l'ora della bussola, che ovviamente è in fondo allo zaino: tutte le cose che servono sono sempre in fondo allo zaino. Faccio il punto e opto per girare intorno al cocuzzolo ricco di vegetazione. Dopo 10 minuti ritrovo i segni del sentiero e tiro un sospiro.
Passo accanto ad una baita e la cartina (una misera 1:50,000) mi dice che ormai dovrei essere vicino alla capanna, di cui non vedo traccia. Per forza, la capanna Bovarina si mostra solo dopo l'ultima curva.
Entro: la capanna è aperta anche quando non c'è il gestore e trovo una bella struttura, ben organizzata, con un sacco di stoviglie, pentole e bicchieri, come se qui dovessero dare da mangiare ad un esercito intero. Mi sposto al piano superiore per vedere le camere da letto. Alcune sono chiuse, un paio no e sono bellissime: tutte in legno, con degli allegri piumoni colorati e le finestre che puntano verso le montagne. Mi verrebbe da farci un pisolino, ma la neve mi chiama. Ingollo una dose di Pocket Coffee (mi che devo presentarmi alla Ferrero per chiedere sovvenzioni per tutta la pubblicità che sto facendo al loro prodotto), mi rimetto le ciaspole e parto per la seconda tappa.
Non voglio tornare dal percorso della mattina, per cui opto per fare il giro della valle. Dopo un tratto in costa, finalmente si scende e la mia discesa, inizialmente goduriosa, diventa rotolosa: mi si stacca una ciaspola, col piede affondo, la gamba fa da perno, mi trovo con la schiena verso la valle e in un istante sono sepolto dalla neve. E rido... certo che rido, perchè è troppo divertente, soprattutto quando mi sono accorto che nella fase di rotolamento ho scansato una nutrita serie di cacche di qualche ungulato. La mia fama di "caccologo" m'impone una sosta indagatoria: "Mmmmm, colore chiaro, gusto deciso... è decisamente un capriolo!!!".
Il sole non esce, ma c'è caldo a sufficienza per regalarmi una sosta: spazzolo via la neve che mi è entrata un po' dappertutto, tiro fuori la cartina per rivedere il giro e mi sparo la mia paglia. Sono al bordo di un torrente, che a fatica si fa ancora vedere attraverso la neve, che copre un po' dappertutto. E' l'unico rumore presente, anche perchè per un attimo taccio... il tempo di cambiare le pile e poi riprendo con le mie chiacchiere personali.
Vedo la macchia rossa dell'auto da lontano e la giornata finisce qui, perchè il rientro in autostrada, la scrittura della scheda, lo scaricamento delle foto non mi regaleranno niente di più di quello che ho già "guadagnato" oggi.

E la stagione delle ciaspole è ufficialmente cominciata!!!

 

Ecco cosa ha visto il Giorgio

Giorgio in versione da racchettaro

Ed ecco la mia di ciaspolata: si inizia facile

Vista sul ghiacciaio dell'Adula

Lui non ha bisogno di ciaspole

 
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