INTRODUZIONE, PREMESSE E
PINZILLACCHERE INIZIALI
Con
questa pagina comincerò una
serie di chiacchierate sull'uso
(e anche sull'abuso) del GPS in
montagna.
Sono ormai 4 anni che giro
sempre con questo strumento
mentre vado per monti,
raccogliendo informazioni e
divertendomi con gli aspetti
tecnologici che lo accompagnano.
Posso già anticiparti alcune
conclusioni a cui sono giunto,
tenendo presente che sono basate
solo sulla mia personalissima
esperienza diretta:
- se non sai leggere una
cartina, lascia perdere il
GPS... sarà scritto in arabo
come lo è la cartina
- la tecnologia che sta
dietro l'uso cosciente
del GPS non è banale ed
occorre studiare e studiare
e poi studiare ancora per
non trovarsi nella
situazione in cui è il GPS
che ti porta a spasso senza
sapere dove
- il GPS ha dei limiti
intrinseci: le batterie si
possono scaricare, puoi
passare in luoghi dove il
GPS non prende il segnale,
si può rompere. In questi
casi è di fondamentale
importanza sapersela cavare
anche senza strumento
- finché stai sui sentieri
segnati, il GPS serve a poco
o a nulla: la strada da
seguire ce l'hai sotto i
piedi. E' ben diverso quando
vai a fare camminate
fuoripista o vai a pestare
neve o ghiaccio: in generale
più sono assenti i punti di
riferimento, maggiore è la
potenziale utilità del GPS
- cartografia
escursionistica: siamo agli
albori. Non pensare che
dentro il GPS tu possa
trovare le mappe dei
sentieri con i dettagli
presenti per oggi solo sulle
cartine (parlo di cartine
serie, ovviamente)
Solo in rare occasioni ho
fatto uso del GPS per recuperare
la strada persa o per farmi
aiutare a scegliere il percorso
giusto davanti ad un bivio che
non era segnalato.
La maggiore utilità del GPS (ma
soprattutto della tecnologia che
ci sta dietro) l'ho trovata
nella fase di pianificazione
di un'uscita in montagna:
prima di andare a fare un giro
che non conosco, mi metto al
computer e costruisco lo schizzo
di rotta elettronico. Questo
esercizio mi fornisce alcune
informazioni molto importanti,
come:
- lo sviluppo del giro che
mi appresto a fare
- il dislivello totale e
il profilo altimetrico
- una bozza della traccia
che andrò a percorrere

 
In
questo modo ho la possibilità di
pianificare il giro con maggiori
dettagli, minimizzando i rischi
di trovarmi ancora per strada
quando fa buio.
Poi quando torno a ripetere il
giro con un gruppo, ho tutte le
informazioni che servono.
Capisco benissimo che
quest'ultimo aspetto è legato
soprattutto alla mia attività di
accompagnatore e che
difficilmente un "escursionista
normale" ripete un giro che ha
già percorso.
Un ultimo aspetto è il
"divertimento" di vedere su
carta il giro appena fatto, di
toccare con mano i vari
dislivelli percorsi (dopo averlo
fatto con i piedi), di costruire
una propria libreria di tracce,
magari associata con le foto
scattate durante il giro.
Dopo questa doverosa e lunga
anticipazione, veniamo alle
chiacchiere vere e proprie, che
verteranno su vari argomenti:
- come funziona un GPS
- che informazioni ci può
fornire un GPS
- che dati posso
raccogliere con un GPS
- cosa vuol dire
"pianificazione di
un'uscita"
- e se mi perdo?
- cosa si può trovare su
Internet
Buona lettura...
Alla prossima puntata |