Nella puntata
precedente di questa serie
di chiacchierate, abbiamo visto
che il GPS fornisce una serie di
informazioni, che possono essere
così riassunte:
- Longitudine (che
possiamo chiamare X)
- Latitudine (che possiamo
chiamare Y)
- Altitudine (che possiamo
chiamare Z)
- la data-ora del
rilevamento (che possiamo
chiamare T)
insomma, abbiamo tutte le
coordinate che possono
identificare un punto nello
spazio-tempo terrestre e che ci
possono dire dove siamo in ogni
istante (sempre che il GPS sia
attivo e tenendo conto
dell'errore di misura dello
strumento).
Queste coordinate possono
essere salvate sul GPS per
poterle utilizzare in un secondo
momento. Fai attenzione che non
tutti i modelli di GPS
permettono di fare questo
salvataggio, per cui se questi
dati sono per te importanti,
scegli il GPS tenendo conto
anche della presenza questa
funzionalità.
I dati salvati possono essere di
3 tipi diversi:
WAYPOINT o punti di
interesse
E' un punto sul globo
terracqueo che
identifica un luogo di
particolare interesse o
importanza, per esempio
dove è una cima, il
rifugio, dove ho
lasciato l'auto.
Quando arrivo nel punto
di interesse, attendo
qualche secondo (in modo
che il GPS aggiorni
correttamente la
posizione) e poi procedo
con il salvataggio del
waypoint, fornendogli
un'etichetta che ricordi
il luogo (io uso delle
sigle per fare prima,
come PARK per il
parcheggio, ADX se
voglio indicare che c'è
un bivio dove voltare a
destra, RIF per il
rifugio).
Sullo schermo del GPS
appare un simbolo (in
questo caso una
bandierina verde, che
posso cambiare tra una
nutrita serie di
simboli) e l'etichetta
che ho scelto. |
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TRACCE
La traccia non è
altro che una serie di
punti salvati uno dopo
l'altro, che mi
rappresentano il
percorso seguito.
La memorizzazione della
traccia va fatta da
quando si comincia a
camminare e sullo
schermo del GPS appare
come una striscia (vedi
la parte gialla nella
figura qui a destra).
Quando si abilita la
memorizzazione della
traccia, è il GPS che
pensa a fare tutto e a
salvare nello strumento
il percorso fatto. |
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ROTTE
La rotta non è altro
che una traccia, che
contiene non solo il
percorso da eseguire, ma
anche le informazioni
per girare di qui o
girare di là.
Quando il GPS della tua
auto ti informa che tra
300m devi prendere la
seconda uscita alla
rotonda è perchè sta
facendo uso di una
rotta,
Come puoi immaginare, le
rotte sono importanti se
viaggi sulle strade,
mentre non lo sono se
vai su sentieri: per
fortuna c'è solo un tipo
di GPS che ti permette
di seguire le rotte su
sentieri... dico per
fortuna, perchè sai che
barba girare per monti
ed avere con sè uno
strumento che ti dice
con voce suadente
"Attenzione, tra 120m
prendi il sentiero a
sinistra" |
Cosa ci faccio con
tutti questi dati?
I dati raccolti durante
un'escursione vanno salvati
sul tuo PC. Ogni GPS ha la
sua procedura per fare
questo (normalmente si usa
un collegamento USB) ed è
indispensabile consultare il
manuale del tuo GPS.
Con dei software particolari
è possibile vedere sul PC il
giro che hai appena fatto,
vederlo sulla cartina,
giocare con i profili
altimetrici e tutti i dati
annessi e connessi. Qui
sotto c'è la schermata del
programma che personalmente
utilizzo (CompeGPS) per fare
questo tipo di analisi.

Inoltre se torni in quei posti,
hai già le informazioni che ti
permettono di rifare lo stesso
percorso anche in caso di
nebbione da coltello: basta
ricaricare le vecchie tracce e i
vecchi waypoint sul GPS e
rimettersi in cammino. Buona lettura...
Alla prossima puntata |