Il libro di questa
volta, purtroppo, non posso consigliarvelo, anzi... ma anche questo è in fondo
un consiglio.
Dumas, sì, proprio quello dei Tre Moschettieri, scrive decisamente bene e le
pagine scorrono sotto gli occhi come un fiume in piena, ma il libro è proprio
fiacco.
Parla delle esperienze montane del giovane Dumas, a cavallo delle Alpi, tra
Francia, Svizzera e Italia.
Tieni presente che siamo nel 1832 e che Dumas ha già l'indole del romanziere,
per cui il risultato finale è un pastone di realtà e finzioni, dove è difficile
capire dove finisce una e comincia l'altra.
E' famosa l'intervista fatta da Dumas a Balmat, la guida che accompagnò Paccard
nella prima salita al Monte Bianco. Balmat minimizza il ruolo di Paccard
nell'eroica impresa, quando in realtà le cose andarono esattamente all'opposto.
Ma a parte questo falso storico (che purtroppo verrà smascherato solo molti anni
dopo), il libro in realtà mi ha donato qualche sorriso e molta noia... a buon
intenditore...
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