Non è
certo un libro da portare nello zaino: troppo pesante. Eppure te lo consiglio
vivamente.
L'autore con una prosa leggera, che scorre via che è una meraviglia, ci racconta
dell'approccio tra la montagna (che è sempre stata lì) e l'uomo, con la sua
storia e le sue percezioni che mutano molto velocemente.
Si parte da periodi dove salire su di una cima era considerato a dir poco una
cosa inutile, per non dire una vera e propria follia, assecondata dal senso
comune.
Poi è nata l'epoca dell'illuminismo con la voglia della scoperta. Seguita dal
romanticismo, dove l'uomo è stato messo al centro del mondo intero.
Fino ad arrivare all'inizio del '900, quando l'Everest era considerato il terzo
polo, tutto da scoprire.
Tra storie impressionanti, racconti di altre epoche, che si possono rispecchiare
nelle nostre esperienze contemporanee, dopo la lettura di questo libro possiamo
avere delle nuove chiavi di lettura che ci possono aiutare a capire il "perché
andiamo in montagna".
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