Ecco un
libro, tranquillo, pacato, piacevole da leggere, insomma uno di quelli da tenere
nello zaino.
Mario Rigoni Stern, che si è reso famoso con i suoi racconti di guerra de "Il
Sergente nella neve", in questa occasione ci offre piccole riflessioni,
commenti, impressioni sulla natura e sugli uomini che vivono la natura al mutare
delle stagioni.
In un periodo dove "non esistono più le mezze stagioni" questo libro è un
piccolo contributo per riassaporare le piccole emozioni che ogni stagione riesce
a regalarci tra i monti.
Non posso non sottolineare anche qualche contraddizione (tipicamente umana e
ancora più tipicamente dell'uomo di montagna). Da un lato Stern invita la visita
dei boschi "in punta di piedi" per non spaventare gli animali e non creare loro
stress nocivi e nel capitolo immediatamente successivo ci racconta delle sue
esperienze di cacciatore, dove va a caccia di caprioli e di francolini di monte.
Io, che sono un cittadino, non lo capisco e non vedo una logica dietro tutto
questo, Nonostante tuttto, il libro racconta degli amori e della vita degli
animali, ma anche della vita dell'uomo, anche questa scandita dal passaggio
delle stagioni.
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