Accompagnando gruppi
su per i monti, ho
modo di vedere
l'equipaggiamento di
ciascuno, ricevendo
allo stesso tempo
numerose domande del
tipo: ma che
scarponi devo usare?
Lo zaino va bene
così? E per la
pioggia che mi devo
mettere? Sono utili
i bastoncini?
Cercherò di dare
alcune risposte a
queste importanti
domande, ma prima
devo fare una
doverosa premessa.
La scelta
dell'abbigliamento e
dell'equipaggiamento
in generale è di
tipo personale,
che dovrebbe
derivare
dall'esperienza
accumulata andando
per sentieri.
Io vorrei
condividere la mia
esperienza, che, per
quello che vale, è e
rimane una cosa
soggettiva.
Altra
sotto-premessa:
secondo me
l'abbigliamento e
gli accessori che ci
portiamo in
montagna hanno lo
scopo
di massimizzare la
sicurezza e il
comfort (in
quest'ordine
esatto).
E adesso parliamo
dei bastoncini
telescopici.
L'uomo nasce
quadrupede, perché
ciascuno di noi ha
gattonato da bimbo,
ma velocemente si è
alzato in piedi per
assumere la
posizione eretta.
Una domanda nasce
spontanea: "Perché
mai dovrei dotarmi
di bastoncini per
tornare ad essere un
quadrupede?"
Le risposte ci sono
e sono tante.
- Salviamo le ginocchia.
Chiunque frequenti la montagna
da un po' di tempo, sa benissimo
che il nostro punto più delicato
sono le ginocchia, che devono
supportare e sopportare il
nostro peso più quello dello
zaino per migliaia e migliaia di
passi su terreno accidentato. I
bastoncini aiutano a scaricare
fino al 30% del peso, in questo
modo se hai una stazza totale di
circa 75Kg, con i bastoncini le
ginocchia sono oppresse solo da
50Kg di peso.
Questo vale soprattutto lungo la
discesa. Se usi i bastoncini
correttamente le tue ginocchia
ti ringrazieranno per l'eternità
- ... e le braccia? Noi
escursionisti soffriamo di una
classicissima sindrome, che ci
ingrossa le gambe e ci
assottiglia le braccia: le prime
sono sempre sotto sforzo, mentre
le seconde sono lì a non far
nulla, se non per afferrare un
panino. I bastoncini compensano
adeguatamente questo evidente
squilibrio, in quanto, specie in
salita, si usano anche le
braccia per aiutarci nella
progressione, spingendo sui
bastoni, come avviene nello
sci da fondo
- Aiutiamo l'equilibrio.
E' indubbio che 4 punti
d'appoggio sono più stabili di
2. Questo teorema vale se si
usano i bastoncini correttamente
(evitando ad esempio che vadano
a finire tra le gambe, nel qual
caso l'equilibrio è più che
compromesso) e se il terreno
permette il loro utilizzo (se
c'è da attraversare un tratto
dove dobbiamo utilizzare le mani
per appoggiarci alla roccia, è
ovvio che i bastoncini sono solo
d'intralcio).
I bastoni andrebbero utilizzati
sempre in coppia, perché l'uso
di un solo bastone rende la
camminata asimmetrica
provoncando numerose torsioni
del busto che, alla fine di una
camminata, si fanno sentire.
- Respiriamo a pieni
polmoni. Grazie all'uso dei
bastoncini si ha un movimento
amplificato delle braccia in
avanti e indietro, il che aiuta
ad aprire la cassa toracica e a
respirare con maggiore
efficienza
Se ti ho convinto almeno a
provare l'uso dei bastoncini, puoi
passare alla seconda parte di questo
capitolo.
Quali bastoncini scegliere?
I bastoncini sono composti
fondamentalmente da tre parti:
l'impugnatura (che include il
lacciolo), il tubo e la punta
terminale (che include o meno una
rondella di plastica.
L'impugnatura e il lacciolo devono
essere i più ergonomici possibile,
secondo la famosa legge "Più è
comodo, più è sicuro". Prendendo in
mano il bastone lo dovresti sentire
tutt'uno con la mano, come se fosse
un prolungamento ideale del braccio.
Il tubo (cioè il supporto) dev'essere
telescopico, in modo da ridurre
l'ingombro del bastoncino quando non
lo devi utilizzare. Quindi sono
sconsigliati i bastoncini usati per
lo sci (sia da discesa che da
fondo). I bastoncini da scialpinismo
sono normalmente composti da due
spezzoni, che per noi escursionisti
sono troppo pochi, perchè il bastone
"a riposo" rimane troppo lungo.
Molto meglio utilizzare quelli con
tre spezzoni.
La punta finale è quella che ti
permette di appoggiare il bastone
sul terreno e quindi deve essere
molto solida e non scivolare. Alla
punta è normalmente associata una
rondella, che deve essere
sostituibile. Le rondelle hanno due
dimensioni: quelle larghe vanno bene
sulla neve (per esempio ciaspolando),
mentre quelle più piccole sono
adatte a terreni escursionistici ed
evitano che la bacchetta "sprofondi"
tra i sassi e le rocce.
Considerazione finale: il peso è
fondamentale, perchè questi aggeggi
li muoviamo migliaia di volte
durante una giornata. Meno peso =
meno fatica e maggiore possibilità
di controllo dell'attrezzo.
La tecnologia sta facendo anche in
questo campo dei passi da gigante e
sono recentemente usciti dei bastoni
in fibra di carbonio, che sono tanto
leggeri quanto fragili. Fate
attenzione che noi escursionisti
utilizziamo i bastoncini su terreni
spesso impervi e sconnessi, per cui
subiscono un sacco di colpi e la
fragilità può diventare un brutto
problema.
Come si usano?
Prima di tutto stabiliamo la
lunghezza del bastoncino, che deve
permettere di avere un angolo retto
tra il braccio e l'avambraccio,
quando appoggiamo la punta del
bastone visino allo scarpone.
Questo vorrebbe dire che il bastone
dovrebbe essere accorciato in salita
e allungato in discesa.
Sui tubi telescopici ci sono segnate
delle tacche che ti aiutano nella
scelta della lunghezza. Di solito
c'è una tacca superiore (spesso
indicata con STOP), che non fa mai
superata, sennò si compromette la
resistenza del bastoncino.
Poi dobbiamo regolare il
lacciolo, che non deve essere troppo
stretto da "soffocare" la mano, ma
neanche troppo largo da perdere il
bastoncino quando apriamo la mano.
Dopo queste regolazioni, siamo
pronti per partire.
Le braccia si muovono in modo
alterno alle gambe, come avviene
sempre quando camminiamo... e fin
qui nulla di nuovo.
In piano o in salita, il bastoncino
è tenuto con una posizione inclinata
avente l'impugnatura davanti alle
punte, come nel disegno qui sotto.
Idealmente la punta del bastoncino
in posizione avanzata dovrebbe
toccare il terreno tra i due piedi.
In discesa invece le punte
vanno tenute davanti al corpo e ci
dobbiamo appoggiare sopra, in modo
da scaricare tutto il peso
possibile.
Queste tecniche derivano non solo
dal buon senso, ma sono state
affinate dal Nordic Walking.

Talvolta però... rompono!!!
Hai ragione: ci sono situazioni
in cui a volte serve avere le mani
libere. Pensa ad esempio ad un
passaggio su roccette, oppure quando
c'è una catena dove attaccarsi. In
questi casi le bacchette non solo
non servono, ma sono proprio di
impaccio, per cui occorre metterle
via.
per farlo prima di tutto mettiti in
un posto sicuro, togliti lo zaino e
chiudi le bacchette. Poi si deve
trovare un posto dove attaccarle
allo zaino. Nelle foto qui sotto
troverai qualche esempio:




Come puoi notare
dalle foto, le punte andrebbero
messe sempre in basso, in modo da
non infilzare nessuno.
Se infili le bacchette dentro lo
zaino, sarebbe meglio usare i
puntali di gomma, in modo da non
rovinare il contenuto dello zaino.
La manutenzione
Con quello che costano, è un peccato
dover buttare via i nostri amati
bastoncini, perché abbiamo
dimenticato alcune facili regole di
manutenzione:
- a casa, aprire i bastoncini,
scomporli nei vari tronconi e
lasciarli asciugare. Questo
evita la formazione di quel
sottile strato di ossido che si
può formare internamente e che
impedisce la chiusura dei
bastoni
- una volta asciugati,
ricomponi i bastoncini, ma non
serrare la chiusura, in modo da
evitare inutili tensioni sulle
guarnizioni
- se non si riesce a serrare
un bastoncino, aprilo, controlla che il sistema di
chiusura sia funzionante, magari puliscilo
e poi riprova.
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