Chiunque
frequenta la montagna sa benissimo
che si suda, poco o tanto, ma si
suda.
Hai presente quel fastidiosissimo
tremito da freddo, che ti attanaglia
quando ti fermi?
E' proprio quello che provoca il
rito dello spogliarello da vetta:
una volta arrivati sulla cima, un
sacco di escursionisti accaldati si
spogliano a torso nudo per cambiarsi
la maglietta, ormai fradicia, a
contatto di pelle.
Poi inizia il rito della lavandaia:
i basamenti delle croci di vetta e
gli arbusti eventualmente presenti
si coprono di queste magliette,
nella speranza di una loro rapida
asciugatura.Avrai capito che qui
vorrei parlarti della parte intima
dell'abbigliamento, spesso
trascurata rispetto a pile e giacche
a vento, a mio parere questa è una
trascuratezza non da poco, specie
per chi passa in montagna varie
giornate del proprio tempo libero.
Il comfort è infatti un fattore
importante per godere a pieno di una
bella giornata in montagna. A
costo di sembrare di fare
pubblicità, da quando ho provato i
prodotti della Liod, una piccola ma
importante realtà nella zona di
Morbegno, il rapporto tra il
sottoscritto e il suo "sudato"
sudore sono cambiati da così a così.
A questi prodotti ci sono arrivato
per caso, grazie al più classico
passa parola e il loro punto di
forza è il materiale con cui sono
fabbricati, il polipropilene, uno
dei tanti polimeri presenti sul
mercato, e al metodo particolare di
lavorazione che ne esalta le
proprietà.
Se hai la pazienza di leggere le
etichette incollate ai tuoi capi,
vedrai che la stragrande
maggioranza è fatta di poliestere,
che si contende insieme al cotone e
alla lana (la classica maglietta
della salute) il primato. Nel sito
della Liod (www.liod.it)
c'è un'interessante comparazione
delle caratteristiche di questi
materiali (vedi
http://www.liod.it/files/scegliere.aspx),
da cui si capiscono i vantaggi del
polipropilene:
- trattiene il calore quasi
quanto la lana e ben oltre gli
altri materiali
- ha la più alta
traspirabilità
- e la più bassa capacità di
trattenere l'umidità
per non parlare della sua
leggerezza, in termini di peso,
e si sa quanto è importante
viaggiare con lo zaino più
leggero possibile, specie nei
trek di più giorni. Ma quello
che voglio raccontarti qui è la
mia esperienza diretta.
Nelle escursioni di un giorno
indosso una maglietta a maniche
corte con sopra una a maniche
lunghe, tutte rigorosamente in
polipropilene: questo mi
permette di aumentare
l'isolamento termico, pur
mantenendo un'ottima
traspirabilità. Se è inverno
sopra questi due strati ne
aggiungo altri fatti di pile e
se proprio il clima è rigido,
tiro fuori la giacca a vento (il
cosiddetto guscio).
Nei trek viaggio leggero.
Supponiamo di stare via per
un'escursione di una settimana.
Ho sentito di gente che
infarcisce lo zaino di magliette
(almeno una al giorno o al
massimo una da cambiare ogni due
giorni). Io viaggio con le mie
solite due addosso e un cambio
(uno solo) nello zaino. Tanto
quando arrivo al rifugio, do'
una lavata alle magliette
utilizzate durante la giornata e
la mattina dopo queste sono
perfettamente asciugate...
potenza della loro bassa capacità di
trattenere l'umidità. Chi mi
conosce sa che, arrivato sulla
vetta, gli spogliarelli li
evito, visto che non ho bisogno
di mettermi a torso nudo per
asciugare le magliette... in
questo modo evito anche di
rovinare gli splendidi panorami
a chi mi fa compagnia...
Riguardo ai tessuti in fibre naturali (cotone, lana) personalmente te li sconsiglio
vivamente: quando si bagnano ci vogliono giornate di sole prima che si
asciughino, sono pesanti, non traspirano proprio nulla. Certo, non puzzano dopo
una camminata, ma cosa preferisci: puzzare un po' (insieme a tutti gli altri) ma
stare asciutto, oppure profumare come una rosa bagnata dalla rugiada del
mattino, perché è proprio così che ti riduci con le magliette di cotone?
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