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 pict  Le newsletter di ZainoinSpalla: n.10 - Gennaio 2006

Benvenuti nella newsletter n.10 di Zaino in Spalla

Per un 2006 ricco di gioia e soddisfazioni...
Ciao,
innanzitutto ti auguro un felice anno nuovo con la speranza che in questo pazzo mondo la felicità delle persone aumenti almeno quanto aumenta il PIL ogni anno.
 
Siamo appena tornati dal Capodanno svizzero al rifugio Saoseo in val di Campo, dove, tra tuffi nella neve, mangiate di struffoli e camminate su laghi ghiacciati, ce lo siamo goduto un sacco e una sporta. Il meteo ci ha decisamente aiutato, grazie alle prime due magnifiche giornate di sole, mentre il terzo giorno è stato meno "gentile", con nuvole accompagnate da una leggera nevicata.
 
Si apre un nuovo anno e si aprono nuove occasioni per "vivere la montagna in sicurezza e conoscerla in compagnia"... non è questo il motivo per cui c'è ZainoinSpalla?
E in tema di sicurezza, se andate a ciaspolare, usate sempre l'ARVA. Se andate con un gruppo organizzato, richidetelo specificatamente, perchè con la sicurezza non si scherza!!! Questa filosofia sta finalmente (anche se lentamente ) prendendo piede: nell'ultimo numero della "Rivista della Montagna", Franco Micheli, l'autore dell'articolo sulle ciaspolate dice: "Se si esce su terreni aperti le precauzioni devono aumentare, il rischio di valanghe cresce, e l'Arva diventa un attrezzo indispensabile per ogni appassionato di racchette"... chiaro e semplice.
Anche nell'ultimo numero dello Scarpone (la rivista del CAI), c'è un articolo dal titolo "Ciaspole, consigli per l'uso", dove si raccomanda l'uso dell'Arva, pala e sonda e questo non può che farmi solo piacere.

 
Ciaspole o racchette da neve?
Ciao,
dato che il mondo della montagna non ha molto a cui pensare, si produce spesso in "interessantissime" polemiche dal gusto antico.
Vuoi qualche esempio?
Recentemente è stata portata e montata su di una vetta lombarda (non ricordo quale) un bel Buddah, per contrapporsi polemicamente all'infinità di croci, cappelle e madonne, nel nome (sacrosanto) della laicità della montagna. Risponde la comunità montana della Val Malenco andando a porre sulla cima della Val Fontana un'effige di papa Woytila. E intanto il CAI ha addirittura organizzato un convegno su questo fon-da-men-ta-le argomento.
Altro caso: ho letto che i ciaspolatori sono considerati dei "ladri di tracce" ai danni degli scialpinisti, in quanto questi ultimi salirebbero sempre per primi a tirare la traccia, che verrebbe poi furbescamente utilizzata da chi va con le ciaspole (a zero fatica e zero rischio orientamento). Mah...
E sempre nell'ambito dell'escursionismo sulla neve, ti pongo l'ultimo spunto per una doverosa riflessione: dobbiamo chiamarle ciaspole o racchette da neve? WOW, finalmente un argomento che merita di essere dibattuto. Ma lo farò solo dopo aver spento il mio elaboratore elettronico... perchè non si deve chiamare PC!!!
A parte gli scherzi, la cosa terribile è che queste cose scherzi non sono.
E perdiamo tempo a leggere e, molti meno per fortuna, a discutere di 'ste robe, quando abbiamo una montagna perforata, violentata, con sentieri che scompaiono, ferrate non gestite, rifugi trasformati in piccoli "grand hotel" (con costi da grand hotel), improvvisazione nella sicurezza.
Come direbbe Moretti "Avanti, continuiamo pure a farci del male..."
 
Ma veniamo agli aggiornamenti lieti.
Sono partite le ciaspolate del mercoledì. Nella prima, sul lago del Devero, ci ha accompagnato una giornata a dir poco stupenda e ne è venuta fuori un'esperienza con i fiocchi.
Meno fortunata, meteorologicamente parlando, è stata la tre giorni in Val di Thures; con nuvole e un po' di nevischio. Ma la bellezza di questa vallata, isolata dal resto del mondo, ne è venuta fuori a pieno, specie nella seconda giornata, quando abbiamo sconfinato nella terra francese del Queyras.
 
Ti ricordo il programma completo delle ciaspolate di Gennaio (tra parentesi le difficoltà):
mercoledì 11 Gennaio: gli alpeggi alti di Varzo (E)
domenica 15 Gennaio: il Monte Ziccher (E)
domenica 22 Gennaio: ciaspolata in Val Bognanco (T) COMPLETA
domenica 29 Gennaio: il Pizzetto (EE)
 


 

Le ciaspolate al cubo...
Ciao,
no, non ho sbagliato il titolo di questa newsletter e non sto parlando di "ciaspolate del tubo", ma proprio al cubo.
Perchè la mia stagione invernale è ormai divisa in:
  • ciaspolate dove accompagnamo dei gruppi su e giù dei pendii innevati: persone alle prime armi e collaudati sufisti della neve. Gli ultimi esempi sono il lago Palù, il Pian dei Cavalli e la Val Bognanco, tra Lombardia e Piemonte.
  • poi ci sono le ciaspolate esplorative, dove vado alla caccia di nuovi percorsi, che potrebbero diventare delle papabili proposte di ZainoinSpalla
  • infine ci sono quelle che faccio per il solo gusto di farle...
Mi sono venute in mente le esplorative, dato che proprio questa settimana (e anche la prossima) starò via un po' di giorni per andare alla ricerca di nuovi percorsi, che, spero, si concretizzeranno in nuove proposte per il prossimo anno.
Avete presente la Val di Funes? O la tre giorni di Capodanno al Saoseo? Ecco quelle ciaspolate erano nate da una mia precedente visita fatta in quei luoghi, che non solo mi erano piaciuti, ma mi avevano entusiasmato.
Questo è il lato più "nascosto", o per meglio dire, "meno appariscente" della mia professione e ancora meno visibile è il lavoro di ricerca fatto precedentemente a tavolino, scartabellando guide, riviste e cartine. E poi chiamando i rifugi, le comunità montane, a volte anche i bar per avere i dettagli aggiornati sullo stato dei percorsi che vorrei testare.
Se dopo l'università volevo fare il ricercatore, ecco che oggi ho trovato la realizzazione di questo antico sogno... solo che è una ricerca un po' speciale: la ricerca del bello in montagna.
Scusate, ma oggi mi sento un po' filosofo... e come diceva quel filosofo... "Carpe diem"... che un mio compagno di classe aveva tradotto in "Una carpa al giorno", nell'assurda speranza che il mangiare pesce aumenti l'intelligenza. Forse però non aveva tutti i torti, dato che oggi questo mio ex-compagno è dirigente in una media azienda ortofrutticola.
 


 

Che neve fa
Ciao,
ovviamente non posso esimermi dal parlare della recente nevicata, che ha coperto mezza Italia arrivando, per fortuna, anche sulle montagne.
40cm a Milano, 1 metro a Domodossola, 70cm a Chiareggio in Val Malenco, oltre un metro sulle Orobie. E' giunta al momento giusto, per coprire le "falle" che si stavano aprendo più o meno dappertutto, specie sui versanti soleggiati.
Dopo che venerdì abbiamo visto il meteo più aggiornato e grazie alle info raccolte da Giovanni e da Giorgio che erano in zona, abbiamo annullato la salita al Meriggio di sabato (cavoli, è una meta scalognata: in due anni di vita di ZainoinSpalla l'abbiamo dovuta cancellare per due volte...) e quella di domenica sul Pizzetto... ma si sa che anche questo fa parte del gioco.
In compenso si è salvata la ciaspolata di domenica in Valnontey, in pieno parco nazionale del Gran Paradiso, un bijoux... leggere la relazione per credere.
 
La cosa più divertente è stata l'osservazione della vita cittadina, letteralmente stravolta dalla nevicata.
Venerdì sono andato un po' in giro per Milano: gente incazzatissima perchè si bagnava le scarpe, con abbigliamenti assolutamente improbabili; gente che sputava sangue per liberare l'auto dal parcheggio e poi con la stessa sfrecciare nella poltiglia alzandola contro i poveri pedoni (che si incazzavano ancora di più); gente funambolica che usava le sporte della spesa come bilanciere per stare in equilibrio, fregandosene bellamente nel tirare sportate nei fianchi ai vicini di marciapiede.
E' proprio vero: la città non è più abituata ad eventi atmosferici "anomali" (metto le virgolette perchè non siamo ai tropici e la neve non è poi così strana alle nostre latitudini) e i cittadini si ribellano di conseguenza, prendendosela con i tram che non arrivano, con gli automobilisti indisciplinati... alla fine prendendosela con se stessi.
 
Ma ho avuto la fortuna di assistere anche ad una bella scenetta. Ero in attesa del tram in mezzo ad una ventina di persone sbuffanti e infreddolite, tra cui un signore, distinto, sulla cinquantina. A vederlo poteva essere il classico ragioniere di un'azienda di medie dimensioni. Cappello, cappotto, l'immancabile valigetta 24 ore... il tram si sta avvicinando e il signore ad un certo punto si piega, raccoglie un po' di neve facendone la classica palla e la lancia verso il tronco di un albero. CENTRO!!! Preso al primo colpo. Il signore sorride, tira fuori i biglietti del tram e sale in vettura insieme a tutti noi.
E' bello vedere che almeno dentro qualcuno di noi c'è ancora un bambino che sorride quando la neve cade.
 
Di sicuro non dobbiamo più preoccuparci della presenza della neve nelle prossime ciaspolate.


 


E buona montagna a tutti dal vostro...
Fabrizio

 
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