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 pict  Le newsletter di Zaino in Spalla: n.19 - Novembre 2006

Benvenuti nella newsletter n.19 di Zaino in Spalla

Sicurezza e Soccorso
Ciao,
sul tema della sicurezza se ne potrebbe parlare per giorni e giorni. Anche se il buon senso ci fa capire benissimo cosa vuol dire affrontare un'uscita in montagna in sicurezza, quando è da mettere nero su bianco una sua definizione, ecco che cominciano i distinguo, le variazioni sul tema, le interpretazioni.
Oggi invece vorrei cercare di farti capire come funziona il Soccorso Alpino, che è una vera istituzione delle nostre montagne.
Ovviamente se arriviamo a chiamare il Soccorso Alpino, vuol dire che qualcosa è già andato storto e che probabilmente abbiamo disatteso le norme di prudenza, che dovremmo sempre tenere a mente. A volte però capita l'imponderabile, che nessuno avrebbe potuto prevedere. Questo fa parte del gioco della natura (ma anche del gioco della vita in città, dove ti può benissimo cadere una tegola in testa o essere falciato da un pirata della strada).
E allora cosa posso fare in caso di incidente?
La prima azione è quella di vedere di mettere in sicurezza chi è accanto a te (ad esempio allontanandosi dalla zona di una frana) e di stabilizzare le condizioni degli feriti (se uno ha un'emorragia e sta perdendo un sacco di sangue, è meglio cercare di tamponare la ferita prima di andare alla ricerca dei soccorsi).
Poi si deve valutare se è possibile tornare alla base in modo autonomo oppure se c'è bisogno dell'aiuto di una squadra di soccorso. Se mi slogo un polso, posso benissimo tornare giù con le mie gambe; se invece mi slogo una caviglia probabilmente no.
L'ultima cosa da fare è chiedere aiuto e per farlo ho solo due possibilità: o riesco a mettermi in contatto via telefono oppure devo raggiungere un posto (ad esempio un rifugio) dove so che c'è la possibilità di chiamare i rinforzi.
In entrambi i casi il numero da fare in Italia è uno solo: il 118, cioè il servizio sanitario nazionale.
Gli operatori del 118, persone molto in gamba e preparare, ti faranno delle domande, per capire qual'è e dov'è il problema.
Nel caso serva un intervento specializzato, il 118 si rivolge al Soccorso Alpino, un'emanazione del CAI, che raggruppa mezzi e competenze per intervenire sui monti.
E qui parte l'elicottero, oppure la squadra a piedi, che cerca di raggiungerti per fornire l'aiuto richiesto. In questo frangente la squadra di soccorso corre i rischi di avventurarsi in zone poco sicure, ad esempio attraversando frane, valanghe, portando l'elicottero a pochi metri dalle pareti rocciose, mettendo quindi a repentaglio le vite dei soccorritori, che sono lì per salvare le nostre, di vite.
Il 118 è un servizio gratuito su tutto il territorio nazionale. La chiamata, ma soprattutto l'intervento di soccorso non costa nulla.
Se il 118 per erogare il suo servizio istituzionale deve avvalersi del Soccorso Alpino o di altri enti ed istituzioni, verserà a questi ultimi il dovuto e preleverà i fondi necessari da quelli messi a disposizione dal budget regionale della sanità (che sono soldi di tutti).
Come potrai immaginare, far alzare un elicottero con pilota, co-pilota, almeno un medico e qualche esperto di montagna, costa un sacco di soldi.
Il problema è quindi quello di utilizzare questo servizio essenziale in modo corretto, evitando di chiamare subito i soccorsi per una slogatura di un polso, per una puntura di vespa (a meno che non si sia allergici) oppure perchè si sta facendo buio e si è ancora lontani dalla propria auto.
In alcune regioni (tipo la Val d'Aosta) stanno proponendo soluzioni miste di pagamento: se chiami il soccorso ed il medico dell'ospedale conferma che ce n'era bisogno, non si paga nulla, ma se il medico stabilisce che si è usato l'elicottero come servizio taxi e che l'intervento della squadra di soccorso non era di fondamentale importanza, può capitare di vederti recapitare una bella fattura alla fine della disavventura (che fa anche rima...).
 
Perchè ti racconto tutto questo (in modo sicuramente un po' grossolano e sicuramente non preciso al 100%)? Perchè è di fondamentale importanza che i frequentatori delle montagne sappiano cosa ci sta dietro a quei signori vestiti di rosso che si calano dal cielo. Sono lì per passione e professione e rischiamo la pelle solo per noi.
A volte basta solo un po' più di prudenza per evitare sprechi, ma soprattutto vite (e non dimenticare che purtroppo gli incidenti in montagna stanno aumentando di numero, per cui è bene cercare in tutti i modi di intervenire per ribaltare questa tendenza).
 
 
Avremo un nuovo 4000
A volte, quando leggo queste cose, non so se mettermi a piangere o a ridere... provaci e tu.
 
Gli ideatori: «Dovrà diventare il nuovo simbolo della Svizzera»
Una piramide sulle Alpi, la nuova Tour Eiffel
Albergo, ristoranti, area multimediale e piattaforme per ammirare ghiacciai e crepacci. Al via il progetto per alzare il Piccolo Cervino
ZERMATT (Svizzera) - La Svizzera avrà un nuovo 4000. Grazie a una piramide panoramica, attrezzata come un centro commerciale, il Piccolo Cervino, il fratello minore del Cervino, si alzerà di 117 metri e raggiungerà quota 4.000. Sarà il punto panoramico più alto d’Europa, raggiungibile da chiunque in funivia, ossigeno permettendo, che va ad aggiungersi ai 76 Quattromila delle Alpi, 38 delle quali si potranno ammirare dal Matterhorn glacier paradise, così si chiame l’area già usufruibile da alpinisti e sciatori oggetto della riorganizzazione con una struttura in vetro e acciaio che sormonterà la vetta del Klein Matterhorn, il Piccolo Cervino.
LA PIRAMIDE - Qualcuno l’ha già soprannominata la Tour Eiffel della Svizzera. Per ammirarla, gli italiani non dovranno andare oltreconfine, ma basterà transitare dal Plateau di Cervinia per rendersi conto della meraviglia che avrà buon diritto di entrare nel Guinness dei primati. In pratica sulla vetta del Piccolo Cervino sarà costruita una piramide in vetro e acciaio alta 117 metri che terminerà con una piattaforma panoramica a 4.000 metri sul livello del mare. Nella piramide ci saranno ristoranti, spazi multimediali, e successivamente anche un albergo.
STRUTTURA PRESSURIZZATA - Dal momento che a queste altitudini molte persone dormono male (a causa del ridotto contenuto di ossigeno nell’aria), all’interno dell’albergo si dovrà mantenere un’atmosfera pari a quella presente a 2200 m s.l.m. (come succede per gli aerei). Per entrare in questa sorta di universo chiuso gli ospiti dovranno passare in camere di compensazione. Sulle pareti esterne della vetta e della piramide, alta circa 90 metri (circa 30 piani), gli ascensori panoramici percorreranno i 190 m che separano la piattaforma sul ghiacciaio dalla cima della piramide, e poi ancora 30 metri più in alto, fino alla piattaforma finale circondata da vetrate.
LE ALPI SOTTO I PIEDI - Grazie alla leggera inclinazione della costruzione, la piattaforma sembrerà quasi sospesa. E quindi non solo si potrà ammirare lo straordinario panorama su Svizzera, Italia e Francia, ma sarà anche possibile guardare in basso sotto di sé… e ritrovarsi le Alpi sotto i piedi! La piattaforma sul ghiacciaio si trova all’estremità inferiore degli ascensori panoramici. I turisti potranno così ammirare da vicino crepacci e vette, un’esperienza che normalmente è possibile solo partecipando a escursioni guidate.
SFIDA STATICA - Tutto è cominciato nel 2004 quando la società Zermatt Bergbahnenha bandito un concorso per la riorganizzazione del Matterhorn glacier paradise. Sono stati presentati cinque progetti. Il consiglio di amministrazione ha scelto il progetto di Heinz Julen e Ueli Lehmann dopo avere realizzato uno studio di fattibilità tecnica. Il progetto è una vera sfida, in particolare dal punto di vista della statica. Il team di progetto è composto dal Capo struttura di Zermatt Bergbahnen, Christen Baumann, da Heinz Julen (artista), Ueli Lehmann (architetto), da geologi, esperti di statica, ingegneri e altri professionisti competenti.
«SIMBOLO DELLA SVIZZERA» - Così ha commentato il suo ideatore, allorquando ha saputo della vittoria: «L’uomo si è sempre sentito attratto dall’universo, da esperienze magiche», e il progetto è un piccolo passo in questa direzione. Il Matterhorn glacier paradise sarà un luogo dove realizzare i nostri sogni, un luogo dedicato agli uomini, un omaggio al mondo delle montagne, una dimensione spirituale. «Anche l’infrastruttura e l’architettura saranno degne della maestosità e dell’unicità tipiche del Matterhorn glacier paradise - è l’opinione di Christen Baumann -. Dovrà diventare un altro simbolo della Svizzera e si aggiungerà all’offerta che già attualmente è molto diversificata».
FUNIVIA ARDITA - Il Klein Matterhon a quota 3850 metri è già accessibile ai turisti con una ardita funivia che sale in 3 tronchi dal tipico paesino svizzero di Zermatt. Dalla cima gli sciatori si possono gettare vorticosamente in una appassionante discesa fino a Zermatt coprendo un dislivello di 2000 metri. La piramide sarà un altro punto di forza della cittadina svizzera di Zermatt che oltre a godere di panorami mozzafiato sulle tre aree sciistiche che la circondano (Sunnega Rotorn; Klein Matterhorn e Schwarzsee) è conosciuta per l’aria più pura delle Alpi. A Zermatt, infatti, non circolano veicoli con motore a scoppio, ma ci si sposta soltanto con bus e taxi elettrici, slitte trainate da cavalli e si arriva soltanto con il treno. In uno dei suoi percorsi più caratteristici, il trenino rosso collega St. Moritz a Zermatt, passando per gole, passi e viadotti. Un trenino che dalla stazione di Zermatt vi porterà poi alla stazione del Gornergrat a 2500 metri, sopra la cittadina, da dove si gode una vista panoramica non soltanto sul Cervino, ma anche sul Monte Rosa. Nel corso di questo autunno è previsto l’inizio dei lavori per la costruzione dei ristoranti sul ghiacciaio, dei negozi, degli alloggi per gli alpinisti e dell’accesso sotterraneo al palazzo di Ghiaccio. Presto il grande Cervino, il simbolo della Svizzera, avrà un concorrente, il suo fratellino minore. E allora anche la Svizzera avrà la sua Torre Eiffel!
 
 
Edoardo Stucchi
09 novembre 2006

 

La tecnologia che aiuta
Non sempre la tecnologia è invasiva, a volte ci dà una mano nelle attività di tutti i giorni.
Sul sito sono state introdotte da poco un paio di novità tecnologiche, che vanno proprio in questa direzione.
 
SKYPE
Se guardi in basso a sinistra da un po' di settimane c'è una finestrella intitolata "Info via Skype".
Skype è una tecnologia che permette di mettere in comunicazione gratuita delle persone che hanno sottoscritto questo servizio. La comunicazione è in tempo reale, non è come la posta elettronica, per cui il prerequisito è che le due (o più) persone che vogliono chiacchierare insieme devono trovarsi contemporaneamente davanti al loro PC connesso ad Internet.
Se le persone hanno a disposizione una linea internet veloce (come l'ADSL) e hanno un microfono, possono fare delle autentiche telefonate con altri utenti Skype a costo zero.
Io l'ho provata in molte occasioni e ti posso assicurare che la qualità è assolutamente paragonabile a quella di una telefonata tradizionale.
Se invece la linea è più lenta oppure non hai il microfono, rimane sempre la possibilità di fare una cosiddetta chat, cioè di chiacchierare in tempo reale utilizzando la tastiera e scrivendo quello che uno vuole dire alle altre persone con cui si è deciso di comunicare.
Io ho cominciato ad utilizzare questo servizio per ridurre i costi delle telefonate. Poi mi sono reso conto che potrebbe essere utilissimo anche per estendere le possibilità di mettermi in contatto con gli amici ZainoinSpallisti.
Per usarlo quindi occorre:
- un PC collegato ad Internet
- l'installazione di Skype (lo puoi scaricare qui http://www.skype.com/intl/it/helloagain.html)
- la creazione di un'utenza nel servizio di Skype
Fatti questi passi non ti resta che provare.
Vai sul sito di Zainoinspalla e collegati con la tua utenza. Se in basso a sinistra c'è questa immagine
vuol dire che in quel momento sono anch'io davanti al mio PC.
Clicca sull'immagine e partirà la procedura che ti permetterà di parlare con il sottoscritto.
Una volta presa la mano, vedrai anche tu che è semplice e comodissimo da usare, oltre ad essere completamente gratuito.
Oltre che con me, potrai parlare con i tuoi amici e conoscenti, aprendoti nuove possibilità per comunicare.
 
GOOGLE MAP
Quando utilizziamo le auto per recarci alla partenza del sentiero, c'è la possibilità di incontrarci in un luogo che è più comodo da raggiungere rispetto alla base di partenza, che è sempre a Milano in Piazzale Lotto.
Pensa a chi vive in Brianza e si vuole aggregare ad una gita che si svolge in Valtellina. Non ha senso raggiungere il gruppo venendo giù a Milano.
E' per questo motivo che utilizziamo normalmente altri punti di ritrovo, che non sempre è facile spiegare dove sono localizzati.
A questo punto entra in gioco Google Maps, un bel servizio di cartografia stradale offerta da Google.
In ogni scheda di presentazione delle gite c'è un link ai punti di ritrovo, che si trova cliccando sul link "Guarda la mappa dei punti di ritrovo".
Cliccandoci sopra si apre una mappa della zona, che ti mostrerà il punto esatto dove ci possiamo incontrare.
Ovviamente se si va in Val d'Aosta, non ha senso trovarci a Lecco, mentre è molto più furbo stabilire come punto d'incontro il parcheggio presente prima della barriera dell'A4.
Ma se vuoi anche sapere come arrivare da casa tua ai vari punti di ritrovo, lo puoi fare in due click:
1. clicca sul punto d'incontro desiderato 
2. clicca sul link "Vai a vedere il percorso da casa" presente nel fumetto sulla mappa
Anche in questo caso la procedura è facilissima e totalmente gratuita.
Per utilizzarla devi comunque entrare nel sito con il tuo username/password e avere definito nel tuo profilo l'indirizzo dove abiti.

 

E buona montagna a tutti dal vostro...
Fabrizio

 
Per informazioni e prenotazioni potete contattarmi per email a questo indirizzo: info@zainoinspalla.it oppure chiamarmi telefonicamente al 348/8962937.


 

 

 
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