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Ciao,
sul tema della sicurezza se ne
potrebbe parlare per giorni e giorni. Anche se il buon senso ci fa
capire benissimo cosa vuol dire affrontare un'uscita in montagna in
sicurezza, quando è da mettere nero su bianco una sua definizione,
ecco che cominciano i distinguo, le variazioni sul tema, le
interpretazioni.
Oggi invece vorrei cercare di farti
capire come funziona il Soccorso Alpino, che è una vera istituzione
delle nostre montagne.
Ovviamente se arriviamo a chiamare il
Soccorso Alpino, vuol dire che qualcosa è già andato storto e che
probabilmente abbiamo disatteso le norme di prudenza, che dovremmo
sempre tenere a mente. A volte però capita l'imponderabile, che
nessuno avrebbe potuto prevedere. Questo fa parte del gioco della
natura (ma anche del gioco della vita in città, dove ti può
benissimo cadere una tegola in testa o essere falciato da un
pirata della strada).
E allora cosa posso fare in caso di
incidente?
La prima azione è quella di vedere di
mettere in sicurezza chi è accanto a te (ad esempio allontanandosi
dalla zona di una frana) e di stabilizzare le condizioni degli
feriti (se uno ha un'emorragia e sta perdendo un sacco di sangue, è
meglio cercare di tamponare la ferita prima di andare alla ricerca
dei soccorsi).
Poi si deve valutare se è possibile
tornare alla base in modo autonomo oppure se c'è bisogno dell'aiuto
di una squadra di soccorso. Se mi slogo un polso, posso benissimo
tornare giù con le mie gambe; se invece mi slogo una caviglia
probabilmente no.
L'ultima cosa da fare è chiedere aiuto
e per farlo ho solo due possibilità: o riesco a mettermi in contatto
via telefono oppure devo raggiungere un posto (ad esempio un
rifugio) dove so che c'è la possibilità di chiamare i rinforzi.
In entrambi i casi il numero da fare
in Italia è uno solo: il 118, cioè il servizio sanitario nazionale.
Gli operatori del 118, persone molto
in gamba e preparare, ti faranno delle domande, per capire qual'è e
dov'è il problema.
Nel caso serva un intervento
specializzato, il 118 si rivolge al Soccorso Alpino, un'emanazione
del CAI, che raggruppa mezzi e competenze per intervenire sui monti.
E qui parte l'elicottero, oppure la
squadra a piedi, che cerca di raggiungerti per fornire l'aiuto
richiesto. In questo frangente la squadra di soccorso corre i rischi
di avventurarsi in zone poco sicure, ad esempio attraversando frane,
valanghe, portando l'elicottero a pochi metri dalle pareti rocciose,
mettendo quindi a repentaglio le vite dei soccorritori, che sono lì
per salvare le nostre, di vite.
Il 118 è un servizio gratuito su tutto
il territorio nazionale. La chiamata, ma soprattutto l'intervento di
soccorso non costa nulla.
Se il 118 per erogare il suo servizio
istituzionale deve avvalersi del Soccorso Alpino o di altri enti ed
istituzioni, verserà a questi ultimi il dovuto e preleverà i fondi
necessari da quelli messi a disposizione dal budget regionale della
sanità (che sono soldi di tutti).
Come potrai immaginare, far alzare un
elicottero con pilota, co-pilota, almeno un medico e qualche esperto
di montagna, costa un sacco di soldi.
Il problema è quindi quello di
utilizzare questo servizio essenziale in modo corretto, evitando di
chiamare subito i soccorsi per una slogatura di un polso, per una
puntura di vespa (a meno che non si sia allergici) oppure perchè si
sta facendo buio e si è ancora lontani dalla propria auto.
In alcune regioni (tipo la Val
d'Aosta) stanno proponendo soluzioni miste di pagamento: se chiami
il soccorso ed il medico dell'ospedale conferma che ce n'era
bisogno, non si paga nulla, ma se il medico stabilisce che si è
usato l'elicottero come servizio taxi e che l'intervento della
squadra di soccorso non era di fondamentale importanza, può capitare
di vederti recapitare una bella fattura alla fine della disavventura
(che fa anche rima...).
Perchè ti racconto tutto questo (in
modo sicuramente un po' grossolano e sicuramente non preciso al
100%)? Perchè è di fondamentale importanza che i frequentatori delle
montagne sappiano cosa ci sta dietro a quei signori vestiti di rosso
che si calano dal cielo. Sono lì per passione e professione e
rischiamo la pelle solo per noi.
A volte basta solo un po' più di
prudenza per evitare sprechi, ma soprattutto vite (e non dimenticare
che purtroppo gli incidenti in montagna stanno aumentando di numero,
per cui è bene cercare in tutti i modi di intervenire per ribaltare
questa tendenza).
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