Ciao,
siamo nel pieno della stagione ciaspolatoria e le soddisfazioni fioccano
come la neve, basti vedere come sono andate le ultime due uscite nel
weekend scorso. In giro eravamo praticamente solo noi, la goduria
all'arrivo su cime panoramicissime, le discese ardite e le risalite...
ci manca solo Battisti (il Lucio).
Dall'altra parte del mondo stanno proliferando le ciaspolate
competitive. Come avevo già scritto mesi fa, non si fa in tempo a creare
un'attività nuova, che subito esce la versione agonistica, con coppe,
classifiche e tanto di pubblicità.
Per ora conosco queste:
6 Gennaio 2008 "Ciaspolada" in Val di Non
13 Gennaio 2008 prima edizione della Ciaspeata - Monte Livata - Subiaco
(Roma)
20 Gennaio 2008 Val Gardena Ciasp
2 Febbraio 2008 CRASPADA 2008 (gara con ciaspole), Calaita - Siror (TN)
3 Febbraio 2008 LA CIASPOLERA - Monte Bondone
10 Febbraio 2008 RACCHETTINVALLE a Pragelato
24 febbraio 2008 ciaspolata agonistica e non nel Parco Naturale del Gran
Bosco di Salbertrand
2 Marzo 2008 Traccia Bianca all'Alpe Devero
Sono sicuro che molte altre mancano all'appello.
La prima domanda che mi pongo è: queste gare aiutano la diffusione
delle ciaspole?
La risposta che mi do' è "Probabilmente SI". Gira molta pubblicità
intorno a questi eventi, i vacanzieri che sono nella zona della
competizione ne sentono parlare e magari vanno a vedere la gara
(competitiva o meno che sia). E poi gli albergatori, le aziende di
promozione turistica e tutte le strutture annesse e connesse si
organizzano per offrire i servizi legati ai ciaspolatori.
La seconda domanda è: che impressione avrà lo spettatore di una gara
sulle ciaspole?
E qui casca il famoso asino. Gli agonisti vanno su terreno innevato, ma
battuto, con ciaspole così piccole che emergono di poco dalla scarpetta
con cui corrono (niente scarponi alti in questi casi...). E sono tutti
(o quasi tutti) dei Rambo-jet, gente che vola.
Le ciaspolate non competitive invece si svolgono su di un terreno che
magari per i primi della fila non è battuto, ma puoi benissimo
immaginare la pista piallata che si crea dopo il passaggio di 100
partecipanti ed altri 1000 sono lì dietro che arrivano. E poi la folla,
il casino... insomma è esattamente il contrario di quello per cui le
ciaspole sono nate, cioè frequentare terreni innevati non battuti, in
una natura incontaminata, per raggiungere una determinata meta.
Ovviamente c'è chi si diverte a fare le competizioni e lascio
volentieri a loro questo "piacere", che non ho certo intenzione di
censurare.
Ma perché non si parla delle ciaspolate che molti di noi vivono, come
momento di puro escursionismo invernale?
Perché non si organizzano percorsi per ciaspolatori, dove la segnaletica
è posta in alto, al di sopra del livello della neve, dove le pendenze
non sono mostruose e dove il rischio valanghe è ridotto? Non è utopia:
li ho visti ad esempio in Val Chisone (Piemonte).
Chissà se questo messaggio riuscirà mai ad arrivare a un illuminato
gestore di qualche territorio montano. Magari potrà sviluppare qualche
idea per lo sviluppo del turismo non di massa nella sua zona.
Il vostro “orgoglione” escursionistico-ciaspolatorio
Fabrizio |