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 pict  Le newsletter di Zaino in Spalla: Aprile 2008

Benvenuti nella newsletter di Zaino in Spalla

L'altimetro
Sto iniziando a scrivere questa newsletter e mi sono già perso... con quale argomento volevo tediarti questa volta? Di scarponi te ne ho già parlato la volta scorsa, di Vajont pure... ah, sì: l'argomento era sull'orientamento.
Dando per scontato che tu sappia come leggere una cartina (non smetterò mai di rompere su questo punto: quando vai in giro, portala sempre con te e che sia dettagliata, non la carta automobilistica della zona, quindi la scala deve essere almeno 1:50,000 o meglio ancora 1:25,000) e che tu sappia manovrare con la bussola, l'argomento di oggi è l'altimetro.
Mi è venuto spontaneo parlarne, dopo aver visto gente che, pur portandolo con sé, non aveva la più pallida idea di come utilizzarlo, o peggio, lo utilizzava male.

Che l'altimetro fornisca la quota di dove siamo, è un concetto direi lapalissiano. Che lo faccia misurando la pressione atmosferica, magari lo è un po' meno. Quindi non è altro che un barometro.
Di barometri ne dovresti avere già visti, ad esempio quello attaccato alla parete del salotto con la sua bella lancetta che viaggia tra le scritte 'bel tempo' e 'tempesta'.
Il concetto è proprio questo: il barometro (qualunque barometro, compreso il tuo altimetro) misurando la pressione dell'aria, è influenzato da due fattori:
- l'altitudine di dove sei (più si sale, più è rarefatta l'aria e più bassa sarà la pressione)
- le condizioni meteo (ad esempio quando arriva il temporale la pressione cala)

Il problema è: come fa a sapere l'altimetro se la pressione che cambia è dovuta ad un cambiamento della mia altitudine oppure se è dovuta ad una variazione meteo in corso? La risposta è semplice: l'altimetro NON PUO' SAPERLO.
Dopo questa mia affermazione, non buttare l'apparecchio dalla finestra (con quello che costa...), ma leggi le istruzioni che dovrebbero essere allegate allo strumento. Da qualche parte ci deve essere descritto il processo di CALIBRAZIONE O TARATURA.
In parole povere tutte le volte che passi da un punto dove conosci la sua quota (un rifugio, una cima, un passo) puoi, anzi devi istruire l'altimetro sull'elevazione corrente. Dato che i fenomeni meteo ci mettono qualche ora a modificare la pressione dell'aria in modo significativo, potrai in seguito alla taratura leggere la tua quota dall'altimetro, pur accettando qualche decina di metri di errore.
Quindi il mio consiglio è: comincia a tarare l'altimetro già al punto di partenza della tua escursione. Apri la carta escursionistica e leggi la quota associata alla tua posizione (se non c'è basta guardare le curve di livello e se non sai cosa sono le curve di livello, lascia perdere di giocare con l'altimetro...) e infila questa quota nel tuo altimetro. Per qualche ora sei a posto, ma se passi in qualche altro posto di cui conosci l'altitudine, ripeti nuovamente la taratura dell'altimetro.

Chiaro? No??? Allora è meglio che tu vada con un accompagnatore ;-) o più semplicemente mandami una mail con i tuoi dubbi.

Ciao
Fabrizio

 
I voli aerei
Molti di noi affrontano un viaggio all'estero e spesso si scontrano con le problematiche dei voli aerei.
Collaborando con alcune agenzie di viaggio, sono venuto a conoscenza di alcune cose, che magari potrebbero interessarti.

Innanzitutto il biglietto aereo non è come un biglietto del treno. Sembra un'osservazione ovvia, ma lo è di meno quando si sta parlando del costo del biglietto. Se vai in treno, dopo aver scelto le tratte che ti interessano, hai il costo finale, che non cambia da qui a qualche mese.
Per l'aereo è diverso. Ogni compagnia divide i posti disponibili in due grosse aree: quella turistica e quella business. Concentriamo la nostra attenzione sulla classe turistica e possiamo vedere che esistono al suo interno numerose sotto-classi, identificate da una lettera: Y/B/M/K/W...
Ogni sotto-classe ha un costo (anche se il posto e i servizi sull'aereo sono esattamente gli stessi). Ad esempio la compagnia stabilisce che i primi 10 posti prenotati in classe turistica hanno un costo bassissimo, e li identifica con biglietti di tipo B (è un esempio). I prossimi 20 sono un po' più cari. Altri 15 sono ancora meno economici e via così.
Morale della favola: chi prenota per primo, ha l'opportunità di ottenere i prezzi migliori. A volte i servizi annessi possono variare, ad esempio i primi biglietti staccati sono i più economici, ma non possono cambiare proprietario; una sotto-classe superiore potrebbe accettare la modifica dell'intestazione pagando una piccola penale.

Si va avanti così fino a riempire l'intero volo.
Quando si è prossimi alla partenza, se ci sono dei posti ancora liberi, la compagnia può decidere se abbassare o meno i prezzi dei posti a disposizione.
Con questo ragionamento si può decidere di prenotare i propri voli all'ultimo momento, sperando nei cosiddetti last-minute, che sono effettivamente economici. In questo caso il rischio che si accetta è quello di non partire, perché se l'aereo si riempie, non si vedrà nessuna offerta di last-minute... e siccome si sta parlando di ferie, è abbastanza antipatico dover rimanere a casa solo per aver voluto giocare questo azzardo.

Questo è il motivo per cui è praticamente impossibile tenere il prezzo di una gita fisso se questo è ancorato al costo di un biglietto aereo.

Le agenzie di viaggio hanno, al contrario di noi viaggiatori privati, una possibilità in più: possono bloccare un certo numero di posti su di un volo ad un prezzo fissato. Il blocco è limitato nel tempo (difficilmente supera il mese, ma dipende dalla 'potenza' e dall'importanza dell'agenzia), ma se non altro in questo modo le agenzie possono costruire un'offerta a prezzo stabile per un limitato periodo di tempo.

Come avrai capito è una gran confusione, che non facilita la programmazione.
Però sarebbe un peccato rinunciare a una bella vacanza all'estero solo per questo motivo.
Il consiglio finale che posso dare (e che vale in generale, non solo per le uscite con ZainoinSpalla) è questo: prima uno riesce a programmare le proprie ferie, meno spende. E' il classico esempio del detto 'il tempo è denaro'.

 
LA CIASPOBEACH: UNA RISATA VI SEPPELLIRA'
E con questa notiziola, cerchiamo di tirarci su di morale.

Sulla spiaggia di Cattolica con le ciaspole
TUENNO. Continua e si rafforza il feeling tra la Val di Non e la Romagna nel solco della Ciaspolada che, dopo trent'anni di successi sulla neve, il prossimo 2 maggio approderà in riva al mare. E' infatti in agenda la seconda edizione della CiaspoBeach in notturna, sulla spiaggia di Cattolica. La nuova iniziativa nasce dalla collaborazione fra il Comune di Tuenno, Ascom Confcommercio di Ravenna e il Gal L'altra Romagna di S. Piero in Bagno (Fc) che, fra i tanti progetti, coordina i Centri visitatori del Parco nazionale foreste casentinesi. "Un gemellaggio tra mare e monti all'insegna della natura e della genuinità con il motto salute e benessere che benissimo si applica alle due realtà pure così diverse" ha detto il sindaco di Tuenno, Piero Leonardi, ospitando gli amici romagnoli arrivati in valle di Non con assaggi di prodotti tipici e materiale promozionale. Nessun gemellaggio formale in vista, almeno per il momento, ma un interesse reciproco che - sono parole di Leonardi - possono sfociare in qualcosa di interessante. Obiettivo della proposta turistica romagnola in valle di Non è far incontrare la cultura marinara con quella agricola e montana che, integrandosi, offrono la possibilità di far vivere al turista la vera identità territoriale in tutto il suo insieme. "E' un pacchetto turistico vincente, molto interessante perché la linea guida di queste offerte tutte salute & benessere, è l'organizzazione di escursioni per conoscere l' entroterra romagnolo, i suoi borghi, le sue tradizioni, le sue fattorie dove gli ospiti possono trascorrere intere giornate partecipando alla vita della campagna" hanno detto i messaggeri romagnoli a Tuenno. Sul versante noneso, a parte la Ciaspolada sulla sabbia del 2 maggio (inserita nella Festa dei fiori, uno degli appuntamenti clou di Cattolica) l'esperienza romagnola di turismo integrato può benissimo interessare la Strada delle mele e dei sapori. In uno scambio di ospitalità che coinvolga aziende e operatori delle due realtà.

Che dire? Secondo te ci vuole una guida alpina per fare una ciaspolata in spiaggia? Al posto dell'ARVA verranno distribuite pinne e boccaglio?? Esisteranno delle ciaspole con attacco per l'infradito???
Ragazzi, siamo proprio alla frutta... certo, alle fette di noce di cocco!!!

Ricevo da Brupis questo addendum:
Udite, udite...... se ben ricordo, un paio di "Ciaspolade", lì in Val di Non, sono state vinte da un meridionale della provincia di Salerno (tal Pastore) che mi risulta si allenasse, con le racchette, sulla spiaggia del litorale di Paestum. Che ve ne pare? Ciao a tutti

 
La manutenzione dell'attrezzatura
Per molti la primavera corrisponde all'uscita dal letargo invernale. Dopo alcuni stiracchiamenti, si guarda fuori dalla finestra e viene la voglia di andare a fare un giro in montagna. E qui inizia il dramma: 'Dove ho messo gli scarponi? E le magliette? Cameriereeeee... la borraccia puzza!!!'
Quest'ultimo problema nasce molto probabilmente dal fatto che hai archiviato la borraccia chiudendola con il suo tappo... ricordati di non farlo il prossimo anno. Se vuoi provare a togliere la puzza di chiuso dalla tua adorata borraccia, riempila con acqua calda e bicarbonato e lasciala così per un giorno, magari cambiando l'acqua ogni tanto.

Poi guarda i tuoi scarponi, che, per l'usura, hanno perso tutti i dentini del carroarmato della suola. Insomma hai in mano un bel paio di scarponi slick, che i piloti di F1 ti ruberebbero volentieri per montarli sulle loro monoposto. Urla di dolore e di disperazione... i tuoi scarponi, fedeli compagni di tante escursioni, sono da buttare!!! Con tutta la fatica che avevi fatto per rodarli e adattarli alla forma dei tuoi piedi (o sono i tuoi piedi che si sono adattati agli scarponi? Boh). E diventa necessario mettere mano al portafoglio per acquistarne un paio di nuovi... sigh.
Vuoi alcuni consigli? Se in montagna ci vai abbastanza frequentemente, forse è meglio che il tuo nuovo paio di scarponi siano risuolabili. Se vai in un negozio specializzato e dai un'occhiata sugli scaffali, vedrai che le suole degli scarponi sono di due tipi.
Il primo tipo è formato da un blocco di gomma che avvolge completamente lo scarpone (si ottiene immergendo la tomaia in un bagno di gomma, che viene poi stampato con la forma richiesta... è il metodo della presso-fusione, che costa poco ma che ti obbliga a buttare gli scarponi una volta che la suola è andata a farsi friggere, dato che la suola è parte integrante della scarpa).
Nel secondo tipo vedrai che la suola è fatta di strati laminari incollati tra loro. In questo caso se il carroarmato si è consumato è possibile sostituirlo con uno nuovo... alla fine con 40-50 euro di risuolatura ti trovi i tuoi scarponi di nuovo in piena efficienza.

E se devi acquistare gli scarponi nuovi, non temere: se prendi quelli giusti (non troppo larghi, né troppo stretti), grazie ai materiali odierni il doloroso periodo di rodaggio è praticamente assente. A meno che tu non abbia bisogno di calzature da alta montagna e bassissime temperature, nel qual caso il discorso cambia.

Piccoli trucchetti di chi in montagna ci bazzica da mo'...
E se vuoi altri consigli leggi questa pagina: la manutenzione di abbigliamento e attrezzatura da montagna

Altri consigli sugli scarponi li trovi qui: http://www.zainoinspalla.it/materiale_scarponi.asp
Come sempre non è una bibbia, ma solo la condivisione della mia personalissima esperienza... in questi campi la verità assoluta non esiste (perché esiste da qualche altra parte???)

PS. Aggiornamento sui consigli per gli scarponi risuolabili o meno (vedi la scorsa newsletter). Ricevo da Marzia e rigiro:
La calzoleria Nicola - via C. Cattaneo, 11 - Sesto San Giovanni - Telefono 02.2480743 (chiuso il sabato pomeriggio) ripara tutti i tipi di scarponi, anche quelli con la suola ad un pezzo unico. In buona sostanza taglia via il pezzo di suola rovinata, leviga bene e poi ci applica il vibram nuovo. Costo della riparazione 40 Euro. Io ed altri amici abbiamo già provato e il risultato è buono.

 
E buona montagna a tutti dal vostro...
Fabrizio

 
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