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Benvenuti nella newsletter di Zaino in Spalla
Sto iniziando a scrivere questa newsletter e mi sono già perso... con
quale argomento volevo tediarti questa volta? Di scarponi te ne ho già
parlato la volta scorsa, di Vajont pure... ah, sì: l'argomento era
sull'orientamento.
Dando per scontato che tu sappia come leggere una cartina (non smetterò
mai di rompere su questo punto: quando vai in giro, portala sempre con
te e che sia dettagliata, non la carta automobilistica della zona,
quindi la scala deve essere almeno 1:50,000 o meglio ancora 1:25,000) e
che tu sappia manovrare con la bussola, l'argomento di oggi è
l'altimetro.
Mi è venuto spontaneo parlarne, dopo aver visto gente che, pur
portandolo con sé, non aveva la più pallida idea di come utilizzarlo, o
peggio, lo utilizzava male.
Che l'altimetro fornisca la quota di dove siamo, è un concetto direi
lapalissiano. Che lo faccia misurando la pressione atmosferica, magari
lo è un po' meno. Quindi non è altro che un barometro.
Di barometri ne dovresti avere già visti, ad esempio quello attaccato
alla parete del salotto con la sua bella lancetta che viaggia tra le
scritte 'bel tempo' e 'tempesta'.
Il concetto è proprio questo: il barometro (qualunque barometro,
compreso il tuo altimetro) misurando la pressione dell'aria, è
influenzato da due fattori:
- l'altitudine di dove sei (più si sale, più è rarefatta l'aria e più
bassa sarà la pressione)
- le condizioni meteo (ad esempio quando arriva il temporale la
pressione cala)
Il problema è: come fa a sapere l'altimetro se la pressione che
cambia è dovuta ad un cambiamento della mia altitudine oppure se è
dovuta ad una variazione meteo in corso? La risposta è semplice:
l'altimetro NON PUO' SAPERLO.
Dopo questa mia affermazione, non buttare l'apparecchio dalla finestra
(con quello che costa...), ma leggi le istruzioni che dovrebbero essere
allegate allo strumento. Da qualche parte ci deve essere descritto il
processo di CALIBRAZIONE O TARATURA.
In parole povere tutte le volte che passi da un punto dove conosci la
sua quota (un rifugio, una cima, un passo) puoi, anzi devi istruire
l'altimetro sull'elevazione corrente. Dato che i fenomeni meteo ci
mettono qualche ora a modificare la pressione dell'aria in modo
significativo, potrai in seguito alla taratura leggere la tua quota
dall'altimetro, pur accettando qualche decina di metri di errore.
Quindi il mio consiglio è: comincia a tarare l'altimetro già al punto di
partenza della tua escursione. Apri la carta escursionistica e leggi la
quota associata alla tua posizione (se non c'è basta guardare le curve
di livello e se non sai cosa sono le curve di livello, lascia perdere di
giocare con l'altimetro...) e infila questa quota nel tuo altimetro. Per
qualche ora sei a posto, ma se passi in qualche altro posto di cui
conosci l'altitudine, ripeti nuovamente la taratura dell'altimetro.
Chiaro? No??? Allora è meglio che tu vada con un accompagnatore ;-) o
più semplicemente mandami una mail con i tuoi dubbi.
Ciao
Fabrizio |
Molti di noi affrontano un viaggio all'estero e spesso si scontrano con
le problematiche dei voli aerei.
Collaborando con alcune agenzie di viaggio, sono venuto a conoscenza di
alcune cose, che magari potrebbero interessarti.
Innanzitutto il biglietto aereo non è come un biglietto del treno.
Sembra un'osservazione ovvia, ma lo è di meno quando si sta parlando del
costo del biglietto. Se vai in treno, dopo aver scelto le tratte che ti
interessano, hai il costo finale, che non cambia da qui a qualche mese.
Per l'aereo è diverso. Ogni compagnia divide i posti disponibili in due
grosse aree: quella turistica e quella business. Concentriamo la nostra
attenzione sulla classe turistica e possiamo vedere che esistono al suo
interno numerose sotto-classi, identificate da una lettera: Y/B/M/K/W...
Ogni sotto-classe ha un costo (anche se il posto e i servizi sull'aereo
sono esattamente gli stessi). Ad esempio la compagnia stabilisce che i
primi 10 posti prenotati in classe turistica hanno un costo bassissimo,
e li identifica con biglietti di tipo B (è un esempio). I prossimi 20
sono un po' più cari. Altri 15 sono ancora meno economici e via così.
Morale della favola: chi prenota per primo, ha l'opportunità di ottenere
i prezzi migliori. A volte i servizi annessi possono variare, ad esempio
i primi biglietti staccati sono i più economici, ma non possono cambiare
proprietario; una sotto-classe superiore potrebbe accettare la modifica
dell'intestazione pagando una piccola penale.
Si va avanti così fino a riempire l'intero volo.
Quando si è prossimi alla partenza, se ci sono dei posti ancora liberi,
la compagnia può decidere se abbassare o meno i prezzi dei posti a
disposizione.
Con questo ragionamento si può decidere di prenotare i propri voli
all'ultimo momento, sperando nei cosiddetti last-minute, che sono
effettivamente economici. In questo caso il rischio che si accetta è
quello di non partire, perché se l'aereo si riempie, non si vedrà
nessuna offerta di last-minute... e siccome si sta parlando di ferie, è
abbastanza antipatico dover rimanere a casa solo per aver voluto giocare
questo azzardo.
Questo è il motivo per cui è praticamente impossibile tenere il
prezzo di una gita fisso se questo è ancorato al costo di un biglietto
aereo.
Le agenzie di viaggio hanno, al contrario di noi viaggiatori privati,
una possibilità in più: possono bloccare un certo numero di posti su di
un volo ad un prezzo fissato. Il blocco è limitato nel tempo
(difficilmente supera il mese, ma dipende dalla 'potenza' e
dall'importanza dell'agenzia), ma se non altro in questo modo le agenzie
possono costruire un'offerta a prezzo stabile per un limitato periodo di
tempo.
Come avrai capito è una gran confusione, che non facilita la
programmazione.
Però sarebbe un peccato rinunciare a una bella vacanza all'estero solo
per questo motivo.
Il consiglio finale che posso dare (e che vale in generale, non solo per
le uscite con ZainoinSpalla) è questo: prima uno riesce a programmare le
proprie ferie, meno spende. E' il classico esempio del detto 'il tempo è
denaro'. |
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E con questa notiziola, cerchiamo di tirarci su di morale.
Sulla spiaggia di Cattolica con le ciaspole
TUENNO. Continua e si rafforza il feeling tra la Val di Non e la Romagna
nel solco della Ciaspolada che, dopo trent'anni di successi sulla neve,
il prossimo 2 maggio approderà in riva al mare. E' infatti in agenda la
seconda edizione della CiaspoBeach in notturna, sulla spiaggia di
Cattolica. La nuova iniziativa nasce dalla collaborazione fra il Comune
di Tuenno, Ascom Confcommercio di Ravenna e il Gal L'altra Romagna di S.
Piero in Bagno (Fc) che, fra i tanti progetti, coordina i Centri
visitatori del Parco nazionale foreste casentinesi. "Un gemellaggio tra
mare e monti all'insegna della natura e della genuinità con il motto
salute e benessere che benissimo si applica alle due realtà pure così
diverse" ha detto il sindaco di Tuenno, Piero Leonardi, ospitando gli
amici romagnoli arrivati in valle di Non con assaggi di prodotti tipici
e materiale promozionale. Nessun gemellaggio formale in vista, almeno
per il momento, ma un interesse reciproco che - sono parole di Leonardi
- possono sfociare in qualcosa di interessante. Obiettivo della proposta
turistica romagnola in valle di Non è far incontrare la cultura marinara
con quella agricola e montana che, integrandosi, offrono la possibilità
di far vivere al turista la vera identità territoriale in tutto il suo
insieme. "E' un pacchetto turistico vincente, molto interessante perché
la linea guida di queste offerte tutte salute & benessere, è
l'organizzazione di escursioni per conoscere l' entroterra romagnolo, i
suoi borghi, le sue tradizioni, le sue fattorie dove gli ospiti possono
trascorrere intere giornate partecipando alla vita della campagna" hanno
detto i messaggeri romagnoli a Tuenno. Sul versante noneso, a parte la
Ciaspolada sulla sabbia del 2 maggio (inserita nella Festa dei fiori,
uno degli appuntamenti clou di Cattolica) l'esperienza romagnola di
turismo integrato può benissimo interessare la Strada delle mele e dei
sapori. In uno scambio di ospitalità che coinvolga aziende e operatori
delle due realtà.
Che dire? Secondo te ci vuole una guida alpina per fare una
ciaspolata in spiaggia? Al posto dell'ARVA verranno distribuite pinne e
boccaglio?? Esisteranno delle ciaspole con attacco per l'infradito???
Ragazzi, siamo proprio alla frutta... certo, alle fette di noce di
cocco!!!
Ricevo da Brupis questo addendum:
Udite, udite...... se ben ricordo, un paio di "Ciaspolade", lì in Val di
Non, sono state vinte da un meridionale della provincia di Salerno (tal
Pastore) che mi risulta si allenasse, con le racchette, sulla spiaggia
del litorale di Paestum. Che ve ne pare? Ciao a tutti |
Per molti la primavera corrisponde all'uscita dal letargo invernale.
Dopo alcuni stiracchiamenti, si guarda fuori dalla finestra e viene la
voglia di andare a fare un giro in montagna. E qui inizia il dramma:
'Dove ho messo gli scarponi? E le magliette? Cameriereeeee... la
borraccia puzza!!!'
Quest'ultimo problema nasce molto probabilmente dal fatto che hai
archiviato la borraccia chiudendola con il suo tappo... ricordati di non
farlo il prossimo anno. Se vuoi provare a togliere la puzza di chiuso
dalla tua adorata borraccia, riempila con acqua calda e bicarbonato e
lasciala così per un giorno, magari cambiando l'acqua ogni tanto.
Poi guarda i tuoi scarponi, che, per l'usura, hanno perso tutti i
dentini del carroarmato della suola. Insomma hai in mano un bel paio di
scarponi slick, che i piloti di F1 ti ruberebbero volentieri per
montarli sulle loro monoposto. Urla di dolore e di disperazione... i
tuoi scarponi, fedeli compagni di tante escursioni, sono da buttare!!!
Con tutta la fatica che avevi fatto per rodarli e adattarli alla forma
dei tuoi piedi (o sono i tuoi piedi che si sono adattati agli scarponi?
Boh). E diventa necessario mettere mano al portafoglio per acquistarne
un paio di nuovi... sigh.
Vuoi alcuni consigli? Se in montagna ci vai abbastanza frequentemente,
forse è meglio che il tuo nuovo paio di scarponi siano risuolabili. Se
vai in un negozio specializzato e dai un'occhiata sugli scaffali, vedrai
che le suole degli scarponi sono di due tipi.
Il primo tipo è formato da un blocco di gomma che avvolge completamente
lo scarpone (si ottiene immergendo la tomaia in un bagno di gomma, che
viene poi stampato con la forma richiesta... è il metodo della
presso-fusione, che costa poco ma che ti obbliga a buttare gli scarponi
una volta che la suola è andata a farsi friggere, dato che la suola è
parte integrante della scarpa).
Nel secondo tipo vedrai che la suola è fatta di strati laminari
incollati tra loro. In questo caso se il carroarmato si è consumato è
possibile sostituirlo con uno nuovo... alla fine con 40-50 euro di
risuolatura ti trovi i tuoi scarponi di nuovo in piena efficienza.
E se devi acquistare gli scarponi nuovi, non temere: se prendi quelli
giusti (non troppo larghi, né troppo stretti), grazie ai materiali
odierni il doloroso periodo di rodaggio è praticamente assente. A meno
che tu non abbia bisogno di calzature da alta montagna e bassissime
temperature, nel qual caso il discorso cambia.
Piccoli trucchetti di chi in montagna ci bazzica da mo'...
E se vuoi altri consigli leggi questa pagina:
la manutenzione di abbigliamento
e attrezzatura da montagna
Altri consigli sugli scarponi li trovi qui:
http://www.zainoinspalla.it/materiale_scarponi.asp
Come sempre non è una bibbia, ma solo la condivisione della mia
personalissima esperienza... in questi campi la verità assoluta non
esiste (perché esiste da qualche altra parte???) PS. Aggiornamento sui
consigli per gli scarponi risuolabili o meno (vedi la scorsa
newsletter). Ricevo da Marzia e rigiro:
La calzoleria Nicola - via C. Cattaneo, 11 - Sesto San Giovanni -
Telefono 02.2480743 (chiuso il sabato pomeriggio) ripara tutti i tipi di
scarponi, anche quelli con la suola ad un pezzo unico. In buona sostanza
taglia via il pezzo di suola rovinata, leviga bene e poi ci applica il
vibram nuovo. Costo della riparazione 40 Euro. Io ed altri amici abbiamo
già provato e il risultato è buono. |
E buona montagna a tutti dal vostro...
Fabrizio
Per informazioni e prenotazioni potete contattarmi per email a questo
indirizzo:
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oppure chiamarmi telefonicamente al 348/8962937.
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