Ciao, è passata un po' in sordina, ma all'inizio dell'anno è passata una
legge regionale della Lombardia, che finalmente si occupa di fare un po'
ordine nel mondo dei rifugi. Forse non lo sai, ma grazie alla legge sul
federalismo di qualche anno fa, le competenze sulle attività turistiche
sono state regionalizzate, il che vuol dire che i rifugi, ma anche i
sentieri, come le guide e gli accompagnatori (che fanno parte del grosso
calderone che di nome fa 'turismo') vengono gestiti da leggi e
regolamenti regionali. Quindi ogni regione può avere regole diverse:
l'ufficio complicazione affari semplici ha lavorato duro in questi anni.
La Lombardia ha appena promulgato la sua legge, dopo che quasi tutte le
altre regioni del nord avevano già fatto questo importante lavoro.
Il comunicato stampa emesso dal consiglio regionale recita: Rifugi alpini: il
Consiglio regionale approva la legge Definitivo e unanime via libera in
Consiglio regionale alla nuova legge che regolamenta l'utilizzo e la
funzione degli oltre 150 rifugi alpini esistenti sulle aree montane
lombarde. Con il nuovo provvedimento la Regione introduce normative più
selettive e qualificanti per i rifugi situati in zona alpina, istituendo
un vero e proprio albo regionale dei rifugi con relativo marchio di
riconoscimento e distinguendo tra rifugio alpino e rifugio
escursionistico. La legge dà facoltà di predisporre la segnaletica
sentieristica 'oltre che in lingua italiana anche in dialetto locale' e
assegna alle amministrazioni comunali la possibilità per i rifugi
alpinistici di ridurre la tariffa ordinaria di smaltimento dei rifiuti
solidi urbani nel rispetto della normativa nazionale vigente. 'La
legge – ha spiegato il relatore Carlo Saffioti (FI-Pdl)- vuole dare
pieno riconoscimento solo a quelle strutture che rispetteranno le regole
e le normative indicate. Saranno queste le uniche strutture che potranno
poi beneficiare dei contributi regionali previsti dalla legge n°26 del
2002. In questo modo –ha spiegato Saffioti- vogliamo privilegiare quei
rifugi che davvero svolgono un servizio e una funzione utile al
territorio montano, evitando una inutile dispersione di finanziamenti a
pioggia'. E' indicata la distinzione tra rifugi alpini e rifugi
escursionistici. I primi devono offrire ospitalità e ristoro ed essere
ad almeno 1000 metri di quota in zone isolate di montagna inaccessibili
da strade aperte al traffico ordinario e devono essere distanti da linee
funiviarie almeno 1500 metri o con 150 metri di dislivello, ad
esclusione delle sciovie. Possono invece fregiarsi del titolo di rifugi
escursionistici le strutture poste ad una altezza minima di 700 metri
accessibili anche mediante strade aperte al traffico ordinario. Una voce
specifica del testo regionale è dedicata alla figura del gestore,
chiamato ad esercitare la propria attività per un numero minimo
obbligatorio di 100 giorni all’anno. Deve inoltre qualificarsi come
riferimento informativo della zona e nel caso di incidenti o infortuni
deve collaborare attivamente fornendo anche disponibilità di locali e
attrezzature utili agli interventi di soccorso. ... Approvato
all’unanimità anche un ordine del giorno che impegna la Giunta regionale
a stanziare tempestivamente i fondi necessari per la ristrutturazione
dei rifugi e la relativa messa in sicurezza, nonché per effettuare la
manutenzione dei sentieri di montagna. Tratto da
http://www.consiglio.regione.lombardia.it/web/giornalisti/ambiente/archivio?p_p_id=62.1_INSTANCE_IuEx&p_p_action=0&p_p_state=maximized&p_p_mode=view&p_p_col_id=column-1&p_p_col_pos=1&p_p_col_count=2&_62.1_INSTANCE_IuEx_struts_action=%2Fjournal_articles_1%2Fview&_62.1_INSTANCE_IuEx_articleId=5858&_62.1_INSTANCE_IuEx_version=1.0
Il testo originale della legge lo trovi qui Che dire? Trovo importantissimo che finalmente si cerchi di fare
chiarezza su compiti e responsabilità intorno al mondo dei rifugi. Mi fa
ridere la segnaletica in dialetto, scelta a dir poco miope se si vuole
promuovere le nostre montagne anche agli stranieri, però spero che ci
sia qualche possibilità in più nell'avere sentieri opportunamente
segnati. Pur capendo che i fondi per i rifugi disagiati devono essere
maggiori per quelli che si trovano sulla strada, non capisco l'uso della
quota per la suddivisione tra rifugi alpini ed escursionistici. Infine
concordo in pieno con i compiti assegnati ai rifugisti: non più semplici
ristoratori, ma punti di riferimento del territorio e di chi lo
frequenta. Adesso occorre mettere in pratica queste nuove regole,
sperando che con le sovvenzioni che i rifugi lombardi dovrebbero
ricevere (meno tasse per i rifiuti, aiuti per i trasporti del
materiale), i prezzi almeno non subiranno quegli aumenti che sto
misurando nel resto d'Italia. Ciao Fabrizio |