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- potresti leggere le proposte delle escursioni con tutti i dettagli, inclusi i costi e le disponibilità dei posti
- avresti a disposizione un facile strumento per cercare quale escursione fa al caso tuo, in base alla difficoltà, al dislivello, al numero di giornate che vorresti impegnare per andare per sentieri
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Spero di vederti presto all'interno della comunità di Zainoinspalla. Ciao
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Le Newsletter di ZainoinSpalla: Aprile 2009 |
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Benvenuti nella newsletter di Zaino in Spalla
Lo zaino, anche protetto con il coprizaino, non è perfettamente
impermeabile, il che vuol dire che gli oggetti contenuti nello zaino
possono bagnarsi. Se stai programmando un trek di più giorni è bene
infilare i vestiti di riserva dentro dei sacchetti di plastica, che non
solo ti permetteranno di salvarli dalla pioggia, ma ti aiuteranno a
tenere ordine dentro il sacco.
Altro trucchetto, sempre su questo tema: la parte dello zaino che si
bagna per prima in caso di pioggia è la parte superiore, dove tra
l'altro di solito teniamo il portafoglio, il cellulare e altre cose
importanti e per nulla idro-repellenti. Hai mai visto i sacchetti per il
freezer? Sì, dai... quelli con la zip. Sono trasparenti e perfettamente
isolanti... insomma sono l'ideale per metterci dentro le nostre gioie. E
se il tuo autista guida da schifo, magari proprio nelle curve in
montagna, il sacchetto può diventare sempre utile, no? |
Oggi vorrei parlarti di macchine fotografiche (ad esempio io ho una
piccola Canon e una più cicciona Nikon), ma soprattutto di dove
metterle. Tralasciando la gestione delle macchine ciccione, che è
decisamente complicata, volevo dedicare qualche riga di questa
newsletter alle macchine fotografiche compatte, quelle che quasi tutti
noi abbiamo nel corredo di ogni escursione.
Ho visto cose che voi umani non avreste mai potuto immaginare: c'è gente
che gira con la compatta infilata dentro lo zaino ed in questo modo
scatterà si e no 4-5 foto per escursione, cioè solo quando c'è la sosta
merenda.
C'è altra gente che la tiene attaccata con un moschettone allo
spallaccio dello zaino, facendola sballottolare a destra e a manca...
non per niente stiamo camminando e non utilizziamo le scale mobili per
le nostre escursioni.
Chi la tiene nella tasca dei pantaloni, garantendosi un delizioso
'effetto orchite' pur solo lateralmente.
Dopo prove e controprove, alla fine ho adottato questo sistema: la
macchina va tenuta dentro la sua custodia (perchè se piove, se c'è vento
e polvere, è bene che sia protetta). La custodia la attacco ad uno
spallaccio dello zaino, grazie a delle strisce di velcro, che permettono
una buona tenuta e il posizionamento dove risulta essere più comodo. In
questo modo ho la macchina a portata di mano e basta un gesto per
farmela trovare in mano in posizione di scatto.
Ma c'è un inconveniente: in questo modo mi sento molto 'albero-di-natale',
con le palle e i doni appiccicati a destra e a manca. Questa sensazione
è aumentata dal fatto che con lo stesso sistema posiziono il GPS. Ma è
solo una negatività estetica e la funzionalità viene risparmiata...
insomma è il metodo migliore che personalmente abbia trovato.



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Questa volta ti parlo del buio.
Dormendo in rifugio, normalmente alle 22 le luci vengono spente e la
gente se ne va in branda. Anche se ti sconvolgerai all'idea di andare a
dormire così presto, ti assicuro che, dopo un paio di giornate per i
monti, a quell'ora non avrai altri desideri. Prova ad immaginare che nel
cuore della notte ti svegli sospinto da un forte desiderio
minzionatorio, cosa comprensibile soprattutto pensando a tutte le birre
che hai appena scolato. Ti alzi dal letto con la tipica postura
barcollante di chi si trova ancora tra il sonno e la veglia e ti metti
alla ricerca del bagno, chi si trova sul piano, ma dove??? Prendi una
prima botta picchiando con lo stinco contro una seggiola, poi ne arriva
una seconda con il gomito contro un letto a castello. Miracolosamente
infili il buco della porta che, te la risparmio, è aperta. E poi? Ti
giri su te stesso nel buio più nero e perdi anche la cognizione di dov'è
la tua stanza. Il livello dell'ansia comincia ad attanagliarti, anche
perché lo stimolo nel sottopancia diventa sempre più bruciante e
impellente. E imprechi contro di te di non aver portato una torcia.
La parola chiave di questa storia è appunto 'torcia'. Portarne sempre
una nello zaino può risolvere un po' di situazioni poco divertenti.
Avresti potuto ad esempio valutare male i tempi di una camminata e
trovarti all'imbrunire in un posto ancora lontano dalla tua meta. In
questi casi avere con sé il conforto di una luce può essere
psicologicamente fondamentale, oltre che utile per affrontare un bivacco
all'aperto.
Ma quale torcia è bene avere con sé? Il mercato ne offre di mille tipi
diversi. Ci sono quelle da tenere in mano e quelle che si montano sulla
fronte grazie ad una fascia elastica. Le prime vanno bene in rifugio e
in quelle occasioni dove non si deve camminare usandole (ad esempio
quando si parte prima dell'alba per fare un ghiacciaio o una cima,
oppure durante le bellissime escursioni notturne). Poi le torce si
differenziano per la loro potenza: se devi usarle all'aperto mentre
cammini è bene che abbiano un fascio di luce che arrivi almeno a 15-20
metri, sennò bastano le torce piccole, che costano e pesano molto di
meno. Personalmente uso solo torce frontali,
in modo da avere sempre libere le mani per ogni evenienza: mentre
cammino uso i bastoncini, mentre se devo andare nel bagno del rifugio...
E non dimenticare un set di pile di ricambio: sarebbe disdicevole
trovarsi a dover usare la torcia e poi rimanere con le braghe in mano a
causa delle pile scariche!!!
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Belli, puliti, ma leggeri.
Ecco come si può battezzare questa serie di consigli.
Andando in giro per rifugi, una toeletta serale non solo è desiderata,
ma a volte diventa quasi indispensabile. Ormai quasi tutti i rifugi
offrono il servizio di doccia calda a pagamento e con qualche euro (dai
3 ai 6-7) puoi toglierti di dosso la polvere e la fatica accumulata
durante la giornata. E se proprio la doccia non c'è, è sempre possibile
utilizzare i lavabi per eliminare il grosso e prepararsi così alla vita
sociale da rifugio.
Ma per lavarti servono un po' di cose: dall'asciugamano ai saponi, dal
pettine al phon, dall'accappatoio alle creme idratanti. Se non dovessimo
portare tutto sulle nostre spalle, non si sarebbe né limite né problema,
ma purtroppo non è così e diventa quindi necessario trovare un
compromesso tra l'utilità e la trasportabilità delle cose che portiamo
durante un trek. Ad esempio durante le mie sedute mattutine o serali a
casa, ho l'abitudine di leggere dei fumetti: rilassano e mettono di buon
umore. Purtroppo durante i trek non posso permettermi di portare nello
zaino l'ultima serie di Tex Willer o la bellissima 'Ballata sul mare
salato' e così devo arrangiarmi diversamente, magari leggendo la cartina
della zona...
La stessa cosa capita con l'attrezzatura da toeletta. L'accappatoio in
spugna è bello, ma hai mai provato a pesarlo? E hai mai provato a vedere
il tempo che serve per asciugarlo??? Morale della favola l'accappatoio
rimane a casa e al suo posto uso un asciugamano in fibra, quelli usati
anche in piscina, che non pesano quasi nulla e si asciugano in poche
ore, diventando quindi utilizzabili anche il giorno dopo.
Il flacone del mio shampoo preferito viene venduto in confezioni minime
da mezzo chilo e mi dura almeno un mese. Perchè mai dovrei portarmi in
un trek mezzo chilo di roba, quando so che ne userò se va bene un
decimo? Ecco che possono aiutare i flaconcini degli hotel, quelli che
sicuramente hai grattato in qualche occasione. Basta svuotarli e
riempirli con il tuo shampoo preferito... e il gioco è fatto.
Sempre gli hotel sono degli ottimi fornitori di saponcini, che svolgono
egregiamente il loro scopo, pur pesando molto ma molto meno di saponette
intere. Ne consegue che il mio consiglio è quello di svaligiare il bagno
degli hotel che visitate, però alcune cose le trovare anche nei
supermercati e nelle profumerie.
Il phon lascialo a casa, tanto è difficile che ci sia una presa di
corrente nel bagno del rifugio, a meno che non ti equipaggi con un
generatore di corrente portatile, magari a pedali ;-) Lo stesso discorso
è applicabile al rasoio elettrico per i maschietti, che non riescono a
stare con la barba più lunga di un paio di giorni.
Infine un cenno all'igiene orale: in mille posti vendono dei kit
fantastici da viaggio con spazzolino e dentifricio, entrambi in formato
e peso mini. E poi chiediti: non riesco a fare a meno dello spazzolino
elettrico per qualche giorno? Ho un tartaro così devastante che mi si
incolla al palato se per una settimana uso il metodo di ablazione
manuale? |
Questa è la classica domanda che ci facciamo prima di partire per un
trek di più giorni.
Sulla copertura anti-pioggia ne ho già
parlato qui
Sulla giacca e pile puoi vedere
qualche consiglio qui
E per l'intimo? Magliette di cotone come se piovesse: una al giorno per
camminare più una per stare in rifugio. Totale 1 Kg di materiale, che
dopo una settimana di zaino comincia a fermentare e a rilasciare effluvi
poco salutari.
A meno che tu non sia interessato all'ottenimento di un distillato di
fatica settimanale, posso consigliarti una soluzione alternativa, che si
chiama 'maglietta in tessuto sintetico'. Lo so già che stai storcendo il
naso, davanti alla puzza che queste magliette fanno, ma ti assicuro che,
se gestite bene, non solo guadagni di peso e di benessere, ma anche di
odori.
Il punto fondamentale è quello di scegliere la maglietta giusta. Mi
taccerai di fare pubblicità (e hai ragione, la sto facendo, ma solo
perchè è un prodotto con cui mi sono sempre trovato benissimo), ma io ti
raccomando l'intimo della
LIOD. Grazie alle sue capacità di rimanere asciutte posso
organizzarmi in questo modo:
In un trek porto con me
- una maglietta intima che indosso già alla partenza
- una maglietta intima (sempre della LIOD) che tengo di riserva nello
zaino
- un flaconcino con del detersivo liquido
- 4 mollette da bucato
Peso totale nello zaino: 120gr (misurato con il bilancino).
Dopo una giornata per sentieri, si arriva al rifugio e oltre a lavare il
sottoscritto lavo anche la maglietta, che grazie alle sue proprietà
riesce ad asciugarsi durante la notte per essere di nuovo pronta e
pulita per il giorno dopo. La maglietta che tengo nello zaino la porto
solo per coprire ogni evenienza.
Molto meglio che portare un chilo di magliette di cotone, senza contare
che il cotone a metà giornata è già zuppo di sudore, rendendo la
camminata poco salubre, non trovi? |
E buona montagna a tutti dal vostro...
Fabrizio
Per informazioni e prenotazioni potete contattarmi per email a questo
indirizzo:
info@zainoinspalla.it
oppure chiamarmi telefonicamente al 348/8962937.
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