Ciao,
sbagliando si impara: questo certamente è un motto che dovrebbe
appartenere a ciascuno di noi, frequentatori della montagna. Se poi
l'errore ti è segnalato da chi ne sa più di te, allora la lezione è
ancora più ricca di significati.
Il caso di oggi sono le bucce: bucce di banana, di mela, di arancia, di
tutti quei frutti che normalmente ci cibiamo lungo i sentieri. Tutta
roba biodegradabile, che dopo qualche settimana è già tornata alla
natura, per cui io per primo non mi sono mai preoccupato
nell'abbandonarla sul posto, magari un po' fuori dal sentiero per non
lasciare segni del passaggio.
Al recente corso di guida per il parco delle Orobie Valtellinesi mi sono
state fornite ulteriori informazioni, che mi hanno fatto capire che
questo comportamento non è corretto. Se butto delle bucce durante il
pranzo su di una cima o lungo il sentiero, queste attireranno gli
animali che se ne cibano. Questi animali non solo si abitueranno a
trovare del cibo in certi luoghi (noi escursionisti passiamo normalmente
per gli stessi sentieri), ma i predatori di questi animali in poco tempo
impareranno che lì c'è cibo anche per loro. Morale della favola, buccia
dopo buccia avremo cambiato radicalmente le abitudini degli animali che
popolano la zona.
Dato che noi vorremmo non lasciare nessuna traccia al nostro passaggio,
è bene portare a casa oltre alle cartacce anche le bucce.
Come dicevo all'inizio 'sbagliando si impara' e ringrazio che mi ha
fatto capire la storia delle bucce.
Ciao
FabrizioPS. Ovviamente e a maggior ragione, tutti i rifiuti non
biodegradabili vanno riportati in città, compresi i mozziconi delle
sigarette... |