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Benvenuti nella newsletter di Zaino in Spalla
Ciao,
a volte capita. A me, in due anni e mezzo, è capitato proprio durante lo
scorso weekend.
“Che cosa?” ti starai chiedendo. Ma di bigiare il lavoro...
Lo scorso weekend non avevo proprio voglia di andare: in quel orrendo
rifugio dove si mangia di un male, ma di un male... Gestito da una
ragazza che assomiglia a Charles Aznavour (non ci credi?
Guarda un po’ qui)
e, parliamoci chiaro, si sa benissimo che i rifugi gestiti dalle ragazze
sono notoriamente a dir poco infernali: ti fanno mettere le pattine
all’ingresso, si mangia solo pastina in brodo, il bagno è completamente
occupato da vasetti e tubi di cosmetici.
E poi sarei dovuto andare a camminare in mezzo a boschi per raggiungere
l’ennesimo crinale: i sassi sono sempre quelli, gli alberi pure, per non
parlare di tutta quella gente: ben 11 iscritti e tutti più alti di me (o
quasi). “No” mi sono detto, “me ne sto a casa e mi guardo le montagne in
fotografia”.
Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso e mi ha fatto prendere la
decisione della bigiata è stato il pensiero dell’ennesima notte che
avrei dovuto passare di fianco a Giovanni... con le sue infinite
operazioni di smontaggio delle lenti a contatto, l’idiosincrasia nei
confronti dei russatori (che colpa ne abbiamo noi se c’è così tanta
gente che soffre d’insonnia???) e l’indescrivibile faccia del primo
mattino.
E così mi sono dato malato. Hai letto bene, non sono andato alla due
giorni al Parco di Salbertrand.
E grazie a questa bigiata ho potuto stirare, guardare Domenica In,
ascoltare in diretta i risultati delle partite: che meraviglia! E appena
guardavo fuori dalla finestra e vedevo quel bellissimo sole, dicevo tra
me e me “Meno male che oggi non esco”; peccato però, perché avrei fatto
volentieri un giro in qualche iper-mercato o a mangiare le polpettine
con i mirtilli all’Ikea, dispensando gomitate a destra e a manca per
raggiungere il posto a tavola.
Aaaah i weekend trascorsi in città: che fantastica invenzione. Se non ci
fossero, bisognerebbe inventarli.
Ma il gioco è bello finché dura poco e i miei giochi durano sempre
poco.
Il ginocchio ha smesso di balbettare (avevi veramente creduto a tutta
questa farsa?) e il fisioterapista mi ha raccomandato di non stare
fermo, pur senza esagerare. Per cui mi sono rituffato nel mondo montano,
cominciando dal Monte Barro (il Monte Stella mi sembrava un po’ troppo
degradante...).
Morale della favola: ce ne vuole ancora prima che riuscirai a liberarti
di me!!!
Ciao
Fabrizio |
Sul calendario del sito in questo
momento si possono vedere le uscite in programma fino alla fine di
Maggio.
Ma tra una ciaspolata ed un’esplorativa, sto lavorando per
l’organizzazione delle iniziative della prossima estate.
E’ un lavoro lungo, che deve essere anche meticoloso, e si compone di
varie fasi.
Prima di tutto occorre avere ben chiaro dove vorrei portare i gruppi. Ma
questo è abbastanza semplice: ogni esplorativa che ho fatto ha la sua
scheda informativa e soprattutto so benissimo quali sono quei trek che
mi sono piaciuti e quali no, e questi ultimi non li metterò mai in
programma.
Poi occorre trovare il periodo giusto: mica vado in Dolomite a cavallo
di Ferragosto... sarebbe un suicidio della tranquillità.
Poi inizia la fase più rognosa: si chiamano i vari rifugi e alberghetti
per verificare la disponibilità dei posti e i costi per le mezze
pensioni. Questa fase spesso richiede telefonate su telefonate per
completare la “contrattazione” sui costi. C’è da dire che spesso
ZainoinSpalla è conosciuto e questo mi permette di giocare qualche carta
in più su questo tavolo. In questo momento sono proprio in questa fase.
Alla fine, con tutti i costi definiti, è possibile pubblicare sul sito
le varie uscite programmate, costi inclusi e tu, sei puoi, puoi
cominciare a programmarti le tue santissime ferie.
A proposito delle mezze pensioni, ho una novità da raccontarti, che
richiede un minimo di antefatto.
Lo scorso dicembre siamo stati in Garfagnana al rifugio CAI Del Freo,
dove avevo come sempre prenotato con il trattamento di mezza pensione.
Peccato che il gestore del rifugio considerava il dessert come extra e
se lo voleva far pagare. Tieni presente che nel 99% dei rifugi la cena
della mezza pensione include: un primo, un secondo con contorno o
polenta, il pane e il dolce o la frutta. Ho protestato con il gestore,
ma non c’è stato nulla da fare.
Tornato a casa ho fatto lunga serie di ricerche, per capire a quale
servizio ha diritto un socio CAI quando fa la mezza pensione. Su
Internet non si trova nulla, sono andato alla mia sezione CAI, che mi
hanno rimbalzato alla sede nazionale. Qui una signora gentilissima mi ha
fornito un po’ di documentazione sulla gestione dei rifugi, dove però
non si parlava della mezza pensione.
A quel punto, non avendo tolto un ragno dal buco, dietro un abile
suggerimento, ho lasciato perdere le vie istituzionali e mi sono rivolto
ad amici e conoscenti e mi hanno confermato che: il trattamento di mezza
pensione dei rifugi CAI non viene regolamentato!!! Quindi, anche se il
CAI dà delle raccomandazioni, i gestori possono fare quello che
vogliono.
Morale della favola, se hai intenzione di prenotare un rifugio per le
tue gite e se vuoi utilizzare il trattamento di mezza pensione, fatti
sempre dire cosa questo servizio include e cosa no, sia che tu sei socio
CAI, sia che tu non lo sia.
Spero che questa dritta ti possa essere d’aiuto.
Fabrizio
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Dopo l’esperienza accumulata in questo inverno, è ora di tirare le
somme.
Chi è da tempo registrato al sito sa che fino a qualche mese fa le
prenotazioni erano aperte dal momento della pubblicazione di ogni uscita
sul sito.
Questo provocava alcuni grossi inconvenienti, in particolare
l’accaparramento di posti in gite che sarebbero partite mesi dopo la
prenotazione. Spesso poi succedeva che una settimana prima della
partenza arrivava l’onda di disdette. D’altronde è difficile sapere con
mesi di anticipo a quali impegni (di lavoro, di famiglia, ecc.) una
persona era sottoposto.
In questo modo nessuno era contento:
- io spesso non riuscivo a fare il gruppo pieno (con danno
economico, visto che le tariffe hanno come base di partenza il fatto
che il gruppo non supera le 15 persone)
- chi si iscriveva e poi si toglieva all’ultimo momento si trovava
in una posizione a dir poco antipatica
- a molti veniva preclusa la possibilità di partecipare, dato che
trovavano liste d’attesa micidiali, che avrebbero scoraggiato anche
il più ardente montanaro
Davanti a questa situazione, ho cambiato le regole del gioco e per le
gite giornaliere ci si può prenotare solo un mese prima (circa) della
partenza dell’uscita. Per quelle di più giorni non ho posto questo
limite, dato che richiede una programmazione più impegnativa, sia da
parte mia (per la gestione dei rifugi), sia da parte del partecipante
per il blocco delle ferie.
Il risultato di questo cambiamento è stato decisamente positivo: non
ci sono più state quelle lunghissime liste d’attesa che avevano sfiorato
le 15 persone. Non ci sono state le ondate di rinuncia la settimana
prima di partire, anche se qualcuno ha continuato a fare questo
giochetto. E soprattutto è stato possibile trovare spazio nei gruppi
anche a ridosso della partenza.
Per cui manterrò questo sistema, anche per le uscite primaverili ed
estive.
Ovviamente se hai dei suggerimenti per migliorare ulteriormente questo
aspetto gestionale, sono come Dumbo: tutt’orecchi. |
E buona montagna a tutti dal vostro...
Fabrizio
Per informazioni e prenotazioni potete contattarmi per email a questo
indirizzo:
info@zainoinspalla.it
oppure chiamarmi telefonicamente al 348/8962937.
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