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 pict  Le newsletter di ZainoinSpalla: Maggio 2007

Benvenuti nella newsletter di Zaino in Spalla

Orgoglio escursionista
Argomento odierno? L’escursionista questo sconosciuto.
Non so tu, ma a me piace bazzicare a destra e manca, leggere sulle riviste o sui siti internet, per mantenermi aggiornato su quello che succede nel mondo della montagna e devo dire che sono abbastanza sconfortato.
C’è appena stato a Milano il “Trento film festival”, 3 giorni dedicati alle anticipazioni del famoso concorso/rassegna sui film di montagna, anzi per essere più preciso, come dice lo stesso sottotitolo della rassegna, si parla di montagna, esplorazione, avventura. FANTASTICO!!!
Poi vado a vedere il programma: la Genziana d’Oro “Premio del Club Alpino Italiano” va al film “First Ascent”, che parla (copio e incollo) “degli ultimi regni inesplorati del mondo verticale e delinea le caratteristiche dei giovani pionieri contemporanei dell’arrampicata mettendo in luce l’impegno per
un nuovo rispetto per l’ambiente.”
Passo oltre. Il miglior contributo tecnico-artistico va a “Am Limit” che parla del superamento del record di speed climbing.
E poi ancora per la serata finale. Ospite d’eccezione sarà Silvio “Gnaro” Mondinelli, l’alpinista valtellinese che si accinge ad affrontare il Broad Peak, l'ultimo dei suoi 14 Ottomila (partirà in giugno).

Passo versante e vado sul recente blog della sezione nazionale del CAI (http://www.mountainblog.it/ triste pubblicità). Sulla destra potrai vedere gli argomenti di cui tratta questo blog (anche qui copio e incollo):
Interviste, Sondaggi, Alpinismo, Arrampicata, Mountain Bike, Ambiente, Giovani, Bambini, Cultura, Letteratura, Notizie CAI, Formiche di Montagna, Mountain Album. FINE ELENCO

Apro il numero di Meridiani Montagne che dedica una monografia alle Alpi Giulie (dove vorrei andare a fare un giretto) e cosa ci trovo? Tante salite alpinistiche, un paio di ferrate, un articolo sulle grotte e il mondo speleo e la descrizione di un bel giro in MTB. Ah, eccolo qui: c’è anche l’escursionismo... una paginetta (sulle 146 di cui è composta la rivista) che parla di un giro di 4 ore nella foresta di Fusine.

Questi sono solo alcuni dei millanta esempi che potrei portarti e la strada che dipingono è solo una: l’escursionismo non esiste, gli escursionisti sono morti e quei pochi che tengono botta non interessano più a nessuno (sì, sto un po’ esagerando, ma il messaggio che voglio lanciare è chiaro, no?).
Ma se facciamo due conti, il turismo montano è fatto da oltre tre quarti di escursionisti: anche loro, come gli alpinisti, i bikers, gli scialpinisti hanno bisogno di informazioni e di crescere anche grazie alla circolazione di idee.
Però non fanno notizia. Certo è più eclatante (e fa notizia) uno che sale per la 14.a volta un 8000 che uno che ha dedicato una settimana a fare il tour dell’Argentera. Ma non sto parlando di scoop giornalistici, ma di diffusione della cultura e delle informazioni legate al mondo della montagna ed oggi il 75% di questa diffusione è semplicemente ignorata.

Fonderò un partito, una corrente di pensiero, un gruppo antagonista, non lo so... so solo che chiamerà “Orgoglio escursionista” e i suoi iscritti e simpatizzanti saranno tutti battezzati “Orgoglioni”.
Ciao
Fabrizio


Ma cos'è il trekking?
Lo sai qual è l’origine della parola trekking? Viene nientepopodimeno che dal Sudafrica. Nel ‘700 quel paese era stato terra di conquista da parte dei coloni di origine olandese (i cosiddetti Boeri, da non confondere con i ben noti cioccolatini). Durante questa invasione c’è stato l’inevitabile scontro con le popolazioni locali, che sono state sopraffatte, anche con battaglie terribilmente cruente e che sono state spinte verso l’interno del paese.
Poi sono arrivati gli Inglesi, che in nome di sua maestà, hanno fatto lo stesso scherzetto ai Boeri, costringendoli a loro volta a migrare verso terre meno contese. Queste migrazioni, avvenute in ondate successive e con l’uso di carri trainati con i cavalli (hai presente i film western? Stessa cosa...) il passo era molto lento e questo procedere (lento, per più giorni, per attraversare un’intersa regione) è stato battezzato trek, che quindi è un sostantivo di origine olandese e non, come si crede comunemente, anglosassone.
Le pillole di cultura quotidiana terminano qui.
Aut. Min. Ric. 66271 del 22 Maggio 2007

Il problema delle ferrate
Mi fa piacere notare che una delle pagine più visitate del sito è quella che parla della classificazione delle difficoltà http://www.zainoinspalla.it/difficolta.asp
Il piacere nasce dal fatto che evidentemente chi entra nel sito vuole giustamente sapere di che morte deve morire (...dai, scherzo!)
A parte le facezie, è importante sapere le difficoltà delle gite e la classificazione che utilizzo è quella riconosciuta a livello internazionale. Se leggi una guida troverai le stesse sigle: T, E, EE, EEA..., quindi niente scarponi, orme, o fiaschi... ebbene sì, ho anche trovato un sito che simpaticamente classifica le escursioni come da un fiasco, da 2 fiaschi, da 3 fiaschi, ovviamente di vino.
Perché è importante uniformarsi ad un’unica classificazione? Perché in questo modo chi frequenta la montagna sa cosa può fare indipendentemente dall’organizzazione sul quale si è appoggiato in precedenza. Ad esempio se hai fatto un’escursione classificata E ed eri al limite, affronterai in futuro con la dovuta cautela una EE, mentre potrai essere più sereno con una T. E questo indipendentemente dal gruppo o associazione con cui vai.

Che dire poi se in una descrizione non viene nemmeno inserita la difficoltà? Secondo me è una D, d come “diffida di queste uscite”.


 
La classificazione delle difficoltà in montagna
Copio e incollo dall’ultimo numero dello “Scarpone” (Maggio 2007, pag.34), il bollettino del CAI inviato a tutti i soci.

COMO
Ferrata dimessa sul Monte Generoso
La Sezione di Merone (Como) comunica che la propria ferrata dedicata ad Angelo Mauri in Valle Intelai sul Monte Generoso non è più percorribile causa mancata manutenzione da parte di personale specializzato. Quindi non gode di alcuna copertura assicurativa e pertanto la sezione declina ogni responsabilità circa l’utilizzo.

Chi mi conosce, sa come la penso sulle ferrate e qui viene riproposto per l’ennesima volta il problema della loro manutenzione. Ai cavi e scalette ci attacchiamo la nostra pelle. Qualche anno fa c’è stato qualcuno che non era tornato indietro dalla ferrata sul Grona (vicina e nelle stesse condizioni odierne di quella del Generoso), anche se ora dovrebbe essere agibile.
Agli amanti della ferramenta (cioè delle ferrate) posso solo dare un consiglio: informatevi SEMPRE dello stato di manutenzione e dell’agibilità delle ferrate che vi piacerebbe percorrere.


E buona montagna a tutti dal vostro...
Fabrizio

 
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