Ciao,
sono a casa qualche giorno dopo i primi trek e volevo parlarti un po’
dei nostri amati/odiati rifugi.
Prima di tutto facciamo un po’ di storia. Pensa di essere
teletrasportato alla fine dell’800. Mettiti nei panni di un facoltoso
signorotto, che ha del tempo da impiegare in cose diverse dal lavorare i
campi o in miniera, ad esempio andando per monti. Parti da Milano con le
prime luci dell’alba e ti rechi sulla punta del lago di Como. Da qui
partono numerose vallate che puntano verso la vicina Svizzera. Cominci a
risalirne una utilizzando le tracce che le mandrie hanno lasciato sul
terreno vergine durante le loro transumanze. In giro c’è solo qualche
pastore e man mano che ti alzi di quota rimani solo, completamente solo,
con il tuo sacco (difficile chiamarlo zaino, data l’epoca), la poca
documentazione cartografica, un coltello, un salame e un po’ di pane. Ti
innamori di quella vallata e sai già che ci tornerai per conoscerla più
a fondo e per salire almeno qualcuna di quelle cime che ora ti guardano
dall’alto.
Ma ogni volti che torni devi perdere giorni e giorni per il
trasferimento dalla pianura e per risalire quel lungo tratto che ti
porta in quota. Ecco la soluzione: dormi tra i vecchi muri di un vecchio
ricovero di pastori.
Passa il tempo e coinvolgi altri amici in queste tue avventure e con
loro progetti di sistemare quei vecchi ruderi per renderli un po’ più
accoglienti e sicuri. Da camminatore diventi muratore e carpentiere (o
ti fai aiutare in questi lavori), finchè le quattro mura diroccate non
prendono l’aspetto di una modesta, pur funzionale, casetta. E’ nato il
rifugio, che, come dice lo stesso nome, sarà il tuo rifugio per la
scoperta della tua valle. Lì troverai un tetto sotto cui proteggerti dal
freddo della notte e dalle intemperie, lì c’è un camino dove scaldarti,
un giaciglio dove dormire e un tavolo sul quale mangiare le poche cose
che ti sarai portato da valle.
Oggi molti rifugi sono raggiunti dalle strade e si sono trasformati
in veri e propri alberghetti, dove c’è del personale che ti prepara cena
e colazione, ti fornisce lenzuola e asciugamani per la doccia calda, ti
pulisce le stanze e i bagni.
Ma molti rifugi sono raggiungibili solo a piedi, magari dopo ore di
scarpinate. Cosa puoi aspettarti da queste strutture? I rifugi sono
normalmente custoditi nel periodo estivo, cioè c’è un gestore con del
personale, che tiene in ordine la struttura e ti prepara da mangiare,
quindi se vai in questi posti la cena e la colazione sono normalmente
inclusi nella cosiddetta mezza-pensione, mentre per il pranzo puoi farti
preparare dei panini, dato che li mangerai durante l’escursione. Le
camere da letto possono essere piccole (2-4 posti), medie (6-10 posti) o
dei cameroni, dove dormono 10-20 persone. Il rifugio ti fornisce cuscino
e coperte, per cui basta portarsi dietro il sacco-letto (detto anche
sacco-lenzuolo), che non è altro che un lenzuolo piegato a metà e cucito
a mo’ di sacco a pelo. Occhio che il sacco lenzuolo è OBBLIGATORIO per
motivi igienici. Consigliabile portarsi anche i tappi per le orecchie:
dormendo insieme c’è il rischio (o meglio la sicurezza), che qualcuno
russi.
Il bagno è in comune e normalmente è composto da un lungo lavandino dove
ci si può lavare con l’acqua fredda (spesso gelida). Molti rifugi oggi
offrono anche la doccia, che però è a pagamento e non sempre è calda
(spesso dipende dalla correttezza delle persone che si sono docciate
prima di te: se sono state mezz’ora sotto l’acqua calda è molto
probabile che a te non rimanga che le briciole).
L’energia elettrica in un rifugio è un bene prezioso, per cui dopo le 22
le luci vengono spente e si va tutti a nanna. Se storci il naso pensando
che prima di mezzanotte non vai mai a dormire in città, forse ti
ricrederai dopo una giornata trascorsa camminando tra boschi e sentieri.
Come puoi immaginare diventa in questi casi molto utile una piccola pila
(magari frontale) da utilizzare se durante la notte hai bisogno di
andare in bagno.
Per gli stessi problemi energetici non è detto che tu possa ricaricare
cellulare, macchina fotografica, palmare, GPS, I-Pod, TV satellitare e
tutto quello che richiede delle batterie e che ti porti (spesso
inutilmente) nello zaino, come il mitico phone o il rasoio elettrico per
la barba.
Ultima informazione riguardo la gestione dei rifiuti. Tutti noi vogliamo
una montagna pulita e gli escursionisti, sparpagliati lungo i sentieri
durante la giornata, si aggregano alla sera nei rifugi. Il rifugista
paga e fa fatica per smaltire i rifiuti, per cui se porti in quota
carte, lattine, bottiglie, ecc, fai la cortesia di portare a valle i
tuoi rifiuti. Francamente continuo a non capire chi si porta in quota
una bottiglia piena (pari a un Kg di roba per ogni litro di liquido) e
poi, dopo averne bevuto il contenuto, abbandona la bottiglia sul
sentiero o nel rifugio. Un microscopico sforzo da parte di ciascuno di
noi, diventa in questo caso un enorme contributo alla bellezza dei posti
che amiamo frequentare.
Spero che con questa “predica” possa averti dato qualche informazione
in più per aiutarti a trascorrere dei momenti sempre migliori tra i
monti.
Ciao
Fabrizio |