 |
 |
 |
 |
Collegati ai servizi |
 |
 |
Registrami
Hai dimenticato la password?
Perchè registrarsì?
 |
 |
 |
 |
7 buoni motivi per registrarsi |
 |
 |
Dando per scontato che ti interessa il mondo della montagna (sennò non saresti qui), ti vorrei spiegare quali vantaggi avresti se ti registrassi a Zainoinspalla:
- potresti leggere le proposte delle escursioni con tutti i dettagli, inclusi i costi e le disponibilità dei posti
- avresti a disposizione un facile strumento per cercare quale escursione fa al caso tuo, in base alla difficoltà, al dislivello, al numero di giornate che vorresti impegnare per andare per sentieri
- potresti scrivere nel libro degli ospiti
- se stai cercando di vendere qualche oggetto legato alla montagna oppure ne sei alla ricerca, una volta registrato potresti utilizzare la bacheca di questo sito, che offre visibilità alle tue richieste
- per fare "comunità" e scambiarsi le opinioni, potresti aggiungere i tuoi commenti alle gite e condividerli con gli altri componenti del gruppo
- potresti prenotare le uscite di tuo interesse direttamente dal sito: niente costi telefonici, niente perdite di tempo
- se sei un escursionista fai-da-te che preferisci andare non in gruppo ma da solo o con i tuoi amici, puoi acquistare direttamente dal sito le 540 schede tecniche che ho sviluppato nel tempo
Per registrarti basta cliccare qui. Ti verrà richiesto di definire un tuo username e di digitare il tuo indirizzo di email.
Tieni presente che ogni tuo dato è vincolato alla gestione secondo la legge della Privacy e che, dopo la registrazione, potrai cancellare o modificare i tuoi dati a tuo piacimento.
La registrazione è assolutamente gratuita e non comporta nessun obbligo né vincolo.
Spero di vederti presto all'interno della comunità di Zainoinspalla. Ciao
|
|
 |
 |
 |
 |
|
|
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
Scrivimi
|
 |
 |
Per ogni richiesta di informazioni scrivimi a questo indirizzo: info@zainoinspalla.it o chiamami al: +39 348 8962937 |
|
 |
 |
 |
 |
Condividi
 
 
|
|
|
Benvenuti nella newsletter di Zaino in Spalla
Ciao,
sono le 10 di sera e sto sfogliando pigramente una rivista di montagna
spaparanzato sul divano. L’occhio è ormai semi-chiuso, quando mi appare
l’immagine del nuovo coltellino svizzero (vedi anche tu su questo link
http://www.victorinox.ch/index.cfm?site=victorinox.ch&page=157&lang=E):
è una pubblicità? Un servizio giornalistico? Non ricordo, so solo che è
stata l’ultima immagine che mi si è impressa sulla retina prima di
cadere tra le braccia Morfeo.
Dopo un po’ mi ritrovo nel mio ambiente più congeniale: le mie fidate (e
consunte) pedule ai piedi, lo zaino sulle spalle, pronto per un’altra
camminata. E’ una mattinata uggiosa, una di quelle che possono portare
pioggia a gogò, come pure un bel sole (in realtà ogni mattinata
assomiglia a questa qui...).
Dopo la solita colazione (è la seconda che mi sparo stamattina),
comincio a camminare ed incontro quasi subito un cancelletto girevole.
Estraggo il mio nuovo coltellino svizzero, infilo la chiave USB
nell’apposita fessura e il cancelletto mi lascia passare. I guardaparco
si sono tecnologizzati: in questo modo sanno istantaneamente quante
persone sono nel parco e anche dove sono. Ma la procedura di
identificazione non è sufficiente: pago l’ingresso con un SMS (ormai
tutto si paga) e un distributore automatico mi riempie la borraccia (per
il cibo mi sono dovuto arrangiare secondo le antiche usanze).
Faccio partire il GPS, che scarica le ultime mappe satellitari, le
previsioni meteo sviluppate negli ultimi 3 minuti (chissà se sono più
affidabili delle antiche previsioni fatte un giorno prima?), il tutto
inframezzato da alcuni spot pubblicitari, che parlano di tessuti a base
di filo di ragno e di scarponi con annessi tapirulan per chi non vuole
fare tanta fatica in salita.
Sono solo, ma una voce suadente proveniente dalla tasca dello zaino mi
avverte: “Tra 50 metri prendere la deviazione a sinistra”. Ignorando il
gentil consiglio (ho voglia di fare un po’ di fuori-pista), la voce si
fa più perentoria “Torna indietro e volta a sinistra”. Nel frattempo il
GPS ha mandato un pre-allarme di smarrimento alla centralina del 118,
che a sua volta ha già pre-allertato una squadra di robot recuperatori,
che si attiveranno solo se ignorerò anche il terzo, nonché ultimo,
consiglio, che ora ha più l’aria di minaccia: “TORNA INDIETRO E VOLTA
SINISTRA!!! L’uscita dai sentieri comporta una minaccia per te e una
violazione della legge internazione di gestione dei boschi. Questo è
l’ultimo avviso. TORNA INDIETRO...”. Meglio ubbidire: l’ultima volta che
ho avuto a che fare con un gruppo di robot recuperatori, me la sono
vista brutta: le fruste al laser hanno bruciacchiato il mio pile e mi
fanno aperto numerose chiazze nella barba; poi dato che li ho coperti di
insulti, mi hanno dato una pennellata di vernice rossa sulla lingua e
infine mi hanno sostituito tutte le foto salvate sulla digitale con
delle immagini di transistor. Mi sarebbe venuta voglia di piangere, ma
non sarebbe stato bello versare lacrime per delle macchine.
Ooooh: che albero è? Infilo la chiave USB nella corteccia e ne ottengo
vita, morte e miracoli (oltre che la mappatura completa del suo DNA).
Parte anche una simulazione in 3D con tanto di ologrammi sulla vita
dell’albero: lo vedo in primavera, carico di gemme che odorano di fresco
(l’odore però non si sente, in quanto il sistema sta scaricando un
aggiornamento, che impedisce per ora all’odoramer di funzionare); si
passa all’estate con le foglie in perfetta formazione, l’ombra che
produce (si sente persino la frescura, miracoli della tecnica); ecco
l’autunno con i suoi colori rosso e giallo, le foglie che si staccano
dai rami e c’è persino la simulazione di uno scoiattolo che sta
accumulando le nocciole per la stagione fredda; e poi l’inverno, dove
l’ologramma mi offre l’immagine di un bosco spoglio, ricco di neve con
un ciaspolatore dalla faccia contenta che l’attraversa. Guardo meglio e
mi rendo conto che la faccia del ciaspolatore è proprio la mia...
afferro il comunicatore e invio immediatamente un messaggio di reclamo
all’ente gestore del bosco, che ha violato la mia privacy adottando per
la simulazione la mia faccia, senza chiedermi il permesso.
Proseguo nella camminata e accidentalmente pianto la punta della
bacchetta su di un cavo che collega l’apparato tecnologico del bosco e
parte un Control-Alt-Canc che fa tornare il bosco per un attimo com’era
prima.
Mi sveglio e sudo... che incubo! Stai a vedere che devo tornare a fare
l’informatico? |
Penso che ciascuno di noi sia al corrente della strage di orsi avvenuta
in un parco nazionale italiano, quello d'Abruzzo, Lazio e Molise. Gli
orsi uccisi sono tre e pare che siano stati avvelenati (la certezza ci
sarà solo dopo l’esame autoptico). Riporto qui un comunicato stampa del
parco.
“ORSI MORTI: INDAGINI IN CORSO
A seguito della notizia sulla morte dei due orsi nel Parco Nazionale
d'Abruzzo,
Lazio e Molise, sono giunti numerosi messaggi di profondo dispiacere da
parte di cittadini e associazioni ambientaliste e quanti hanno a cuore
la
sorte della specie simbolo del nostro Parco.
Si è in attesa dell'esame autoptico sulle carcasse che solleverà ogni
dubbio
sulle cause del decesso che da un primo esame non escludono la morte
violenta.
E' duro il Presidente del Parco Giuseppe Rossi che stigmatizza
l'accaduto
come "un fatto inaccettabile e incredibile. Drammatico e di inaudita
gravità. Un atto di barbarie - prosegue Rossi - indegno di un popolo
civile."
"La scomparsa di Bernardo e di una sua compagna, rinvenuti nel
territorio
montano di Gioia dei Marsi - prosegue il Presidente - rappresenta una
perdita naturalistica e culturale incalcolabile per il Parco, per il
Paese e
l'umanità intera. Un episodio che deve allarmare e impegnare le
Istituzioni,
le popolazioni del Parco e la stessa opinione pubblica. Un evento
tragico
che avviene in un momento cruciale per il Parco che sta tentando di
ripartire e progettare il suo futuro."
Il Servizio Sorveglianza del Parco, congiuntamente al CTA del Corpo
Forestale dello Stato ed alla preziosa collaborazione tecnico -
scientifica
dei ricercatori dell'Università "La Sapienza" di Roma, stanno conducendo
le
indagini per individuare eventuali responsabilità. Il Presidente invita
i
cittadini a collaborare fornendo eventuali informazioni utili alle
indagini.”
Gli orsi sono il simbolo del parco e di un progetto di convivenza tra
la specie umana e le specie predatrici (oltre agli orsi ricordiamo i
lupi, le linci, le aquile e i grossi rapaci). Questa convivenza non è
certo facile (a dire il vero non lo è mai nessuna convivenza) e
l’omicidio degli orsi ha sicuramente un aspetto economico, ma secondo me
gli aspetti culturali sono predominanti. Prova a pensare alla convivenza
all’interno di un condominio: quante volte avresti voluto mettere le
mani al collo al tuo vicino? Eppure non lo hai mai fatto. Il motivo è
uno solo: oggi tu sai (noi tutti sappiamo) che certe cose non si fanno.
Punto e basta.
Dobbiamo arrivare ad una simile consapevolezza anche nei confronti della
natura e dei suoi abitanti e per arrivarci ci vuole un percorso di
crescita culturale, che forzatamente è lento.
Una strada è quella di parlarne, di confrontarci, di mettere in piazza
queste cose e pian piano ci arriveremo alla convivenza (almeno lo
spero).
Ecco il perché di questa mia “predica”.
Ma mi tocca aggiungere un nuovo fatto. Ecco cosa c’è scritto
sull’ultimo numero di Orobie.
“SUI MONTI DEL LARIO E’ TORNATO IL GRIFONE MA L’HANNO SUBITO UCCISO
Nove chili di peso e un’apertura alare di due metri e mezzo. Non avrebbe
fatto del male proprio a nessuno questo grifone abbattuto sui monti di
Garzeno nell’Alto Lario. Le sue dimensioni erano nella norma, anzi
piuttosto contenute per essere un avvoltoio. Eppure qualcuno ha pensato
bene di farlo fuori, eliminando l’unico esemplare presente in zona. Già,
perché finora erano stati avvistati aquile e gipeti ma, al di là di
qualche segnalazione in Svizzera e in Piemonte, erano secoli che questo
rapace non faceva capolino sulle Alpi.
E’ una specie a rischio di estinzione – confermano gli esperti -, da
tempo non si avevano tracce concrete della sua presenza sull’arco
alpino. Il fatto che ne sia stato rinvenuto un esemplare morto non può
che rattristarci anche se rappresenta comunque un segnale importante.
A ritrovarlo sono stati alcuni operai impegnati a ripulire la strada del
Giovo dalle erbacce: “Sulle prime – raccontano – abbiamo pensato ad un
aquila, ma poi abbiamo capito che si trattava di un volatile
particolare, mai visto da queste parti. Le guardie venatorie hanno poi
confermato la sua rarità: era un grifone”.
Un avvoltoio che si ciba esclusivamente di carcasse, sviluppando proprio
per questo motivo la caratteristica testa calva che gli consente di
nutrirsi scavando nei resti di grossi animali con facilità e senza
sporcarsi eccessivamente”
Nell’articolo non viene riportata nessuna causa della morte del
grifone, animale che ho avuto la fortuna di vedere recentemente durante
le mie ferie a Creta. Eccolo qui:
http://www.zainoinspalla.it/schede/foto/2599_3.jpg
Anche per l’amico “spazzino” vale lo stesso discorso fatto per gli orsi.
|
E buona montagna a tutti dal vostro...
Fabrizio
Per informazioni e prenotazioni potete contattarmi per email a questo
indirizzo:
info@zainoinspalla.it
oppure chiamarmi telefonicamente al 348/8962937.
|
Per
informazioni e prenotazioni
potete contattarmi per email a
questo indirizzo: info@zainoinspalla.it oppure
chiamarmi telefonicamente al +39 348 8962937.
|
|
La newsletter è distribuita gratuitamente a tutta la comunità
di Zaino in Spalla e segue la legge sulla Privacy.
Se vuoi essere cancellato dalla lista di distribuzione, entra nel sito e nel
menù "Il tuo profilo" togli il segno di spunta dalla voce "Invio
mail"
oppure inviami una mail |
|
|