 |
 |
 |
 |
Collegati ai servizi |
 |
 |
Registrami
Hai dimenticato la password?
Perchè registrarsì?
 |
 |
 |
 |
7 buoni motivi per registrarsi |
 |
 |
Dando per scontato che ti interessa il mondo della montagna (sennò non saresti qui), ti vorrei spiegare quali vantaggi avresti se ti registrassi a Zainoinspalla:
- potresti leggere le proposte delle escursioni con tutti i dettagli, inclusi i costi e le disponibilità dei posti
- avresti a disposizione un facile strumento per cercare quale escursione fa al caso tuo, in base alla difficoltà, al dislivello, al numero di giornate che vorresti impegnare per andare per sentieri
- potresti scrivere nel libro degli ospiti
- se stai cercando di vendere qualche oggetto legato alla montagna oppure ne sei alla ricerca, una volta registrato potresti utilizzare la bacheca di questo sito, che offre visibilità alle tue richieste
- per fare "comunità" e scambiarsi le opinioni, potresti aggiungere i tuoi commenti alle gite e condividerli con gli altri componenti del gruppo
- potresti prenotare le uscite di tuo interesse direttamente dal sito: niente costi telefonici, niente perdite di tempo
- se sei un escursionista fai-da-te che preferisci andare non in gruppo ma da solo o con i tuoi amici, puoi acquistare direttamente dal sito le 540 schede tecniche che ho sviluppato nel tempo
Per registrarti basta cliccare qui. Ti verrà richiesto di definire un tuo username e di digitare il tuo indirizzo di email.
Tieni presente che ogni tuo dato è vincolato alla gestione secondo la legge della Privacy e che, dopo la registrazione, potrai cancellare o modificare i tuoi dati a tuo piacimento.
La registrazione è assolutamente gratuita e non comporta nessun obbligo né vincolo.
Spero di vederti presto all'interno della comunità di Zainoinspalla. Ciao
|
|
 |
 |
 |
 |
|
|
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
Scrivimi
|
 |
 |
Per ogni richiesta di informazioni scrivimi a questo indirizzo: info@zainoinspalla.it o chiamami al: +39 348 8962937 |
|
 |
 |
 |
 |
Condividi
 
 
|
|
|
Benvenuti nella newsletter di Zaino in Spalla
|
Ciao,
sono appena rientrato da 4 giorni in mezzo ai monti e questa newsletter
sarà molto veloce, anche perché sono in partenza per un trek
esplorativo.
Il racconto dell’avventura del Grignone di 10 giorni fa, ha dato il “la”
ad alcuni lettori del sito nel raccontarmi analoghe (brutte) esperienze.
Qualcuno ha raccolto il mio invito a pubblicare il suo racconto sul sito
in modo che diventasse un’esperienza condivisa.
Cosa fare nei casi in cui un rifugista non si comporti degnamente?
Purtroppo non c’è molto da fare. Se il rifugio è privato, non vedo
nessuna strada percorribile, ma se appartiene al CAI, una breve e
circostanziata lettera alla sezione di appartenenza del rifugio andrebbe
fatta, magari mettendo in copia la Commissione Centrale dei rifugi (Via
Petrella, 19 - 20124 Milano - Tel. 02/2057231, purtroppo non ho trovato
la mail). In questo modo si allertano i proprietari del rifugio che
qualcosa non sta andando per il verso giusto e magari loro possono
intervenire con maggiore pressione, affinché certi comportamenti
scorretti non si ripetano.
Dobbiamo imparare a “lamentarci”, denunciando le cose che non vanno bene
alle persone che hanno la responsabilità del servizio erogato, per due
motivi:
-
solo informando
chi-di-dovere riguardo un malfunzionamento si può sperare che questo
venga risolto
-
se dobbiamo scrivere,
esponendoci in prima persona, ci “autoregoliamo”, concentrando le
nostre lamentele sugli aspetti più importanti. Ad esempio non ci
metteremo mai a scrivere che la stanza di un rifugio è impolverata,
mentre magari lo facciamo se troviamo un topo morto nella polenta
Nel libro degli ospiti del sito,
Ermanno ha fatto una proposta (copio e incollo):
“Varrebbe la pena fare una lista dei rifugi efficienti e non, lista
aperta a modifiche e/o commenti, così da realizzare una mappa della
qualità; una sorta di guida michelin della montagna (spunto per il
prossimo libro...ricordati degli amici...) che possa essere di aiuto a
tutti i frequentatori del sito; e potrebbe diventare anche lo stimolo
perchè alcuni furbetti cambino registro. proviamo a parlarne”
Raccolgo l’idea: parliamone e
vorrei dire qui cosa ne penso.
Io sono convinto che non esista il rifugio perfetto, né quello che
sarebbe meglio darci fuoco.
Il punto secondo me che dobbiamo chiarire è: “A cosa serve raccogliere
le informazioni legate alla frequentazione dei rifugi?” Se pensi che le
eventuali lamentele inserite sul sito siano sufficienti a cambiare le
cose, posso dire che pecchi di ottimismo e quindi non è questa secondo
me la strada da percorrere.
Se invece pensi che lo scambio di esperienze possa essere utile a
qualche altro lettore del sito, si aprono alcuni problemi del tipo:
-
chi controlla che quanto
riportato sia vero? Una persona che va la prima volta in un rifugio,
probabilmente ne scriverà peste e corna, perché il rifugio non è (e
non dovrebbe essere) un albergo. Messner invece troverà
incredibilmente comodo una catapecchia decrepita, dove ti nevica in
testa mentre dormi. Come fare a sapere se chi scrive una lamentela è
un neofita o un mostro di esperienza montana?
-
da buoni italiani, siamo
sempre ben disposti a lamentarci, ma difficilmente riconosciamo il
buon lavoro fatto dagli altri. Un sistema come quello proposto
rischia di diventare l’ennesima opportunità per piangere miseria
-
sui rifugi molto frequentati
(penso nella zona lombarda a un Brioschi, a un Azzoni, ecc) si
raccoglieranno alcuni commenti negativi, molti neutri, altri
positivi. Alla fine, chi leggerà tutto questo che idea conclusiva
potrà trarne?
A te la parola.
Il libro degli ospiti del sito è il posto
giusto per dire la tua su questo argomento (ma anche su altri...
ovviamente).
Alla faccia che doveva essere
una newsletter veloce...
Buona montagna
Fabrizio |
Ciao,
più di una persona mi ha chiesto perché non organizziamo un corso per
ciaspolare. Guardandomi intorno ho visto che c’è un fiorire di questo
tipo di iniziative, che potrebbe benissimo entrare a far parte del
programma di ZainoinSpalla, visto che siamo quelli che organizzano più
ciaspolate in tutt’Italia (hai letto bene, per il prossimo inverno
abbiamo raggiunto finora ben 46 giornate sulle racchette da neve) e che
abbiamo già messo in piedi corsi di varia natura montanara, dalla
progressione su ghiacciaio, all’escursionismo, dall’arrampicata allo
scialpinismo... ma non abbiamo mai fatto nulla nell’ambito delle
ciaspole.
E un motivo c’è.
La mia esperienza di ciaspolatore mi dice che la tecnica che sta dietro
questa bellissima attività è molto simile a quella che accompagna un
normale escursionista. Si cammina praticamente nello stesso modo: le
gambe vanno tenute chiuse (e non aperte come se fossimo delle papere),
la posizione del busto è baricentrica, si alterna il passo con l’uso
delle bacchette. Ecco una differenza: se come escursionista non hai mai
usato le bacchette, quando proverai ad andare con le ciaspole dovrai
impratichirti nell’uso della terza e quarta gamba.
Stessa cosa per la discesa. In quelle normali non c’è differenza di
progressione rispetto alla camminata su sentiero, mentre in quelle più
ripide ci si comporta come quando si affronta un ghiaione.
Morale della favola: perché fare un corso per “insegnare” delle cose che
dovrebbero già appartenere al bagagliaio di un escursionista?
Ben diverso è invece l’approccio alla sicurezza e all’ambiente
innevato. I rischi maggiori legati nell’andare in mezzo alla neve sono
l’orientamento (mica trovi i sentieri, specie dopo una nevicata) e il
pericolo oggettivo delle slavine.
I corsi che approfondiscono questi aspetti hanno molto senso.
Imparare l’uso di carta e bussola, a capire in che direzione muoversi, a
riconoscere se la traccia di un ciaspolatore o di uno scialpinista che è
passato prima di te porta o meno alla tua stessa meta. Certo, qui ci
sarebbe molto da fare in un eventuale corso, ma vedo alcuni problemi di
non facile risoluzione:
- la parte di orientamento richiede alcune sessioni “teoriche” da
fare in aula, dato che è impossibile spiegare con efficacia l’uso di
questi strumenti stando in mezzo alla neve
- le esercitazioni pratiche vanno fatte in ambiente, ma ci vuole
un corretto rapporto allievi/istruttori, sennò è più il casino che
altro
Poi c’è la parte della sicurezza, legata all’uso di ARVA, pala e
sonda, alle tecniche di recupero di sepolto da slavina, a riconoscere se
un pendio è potenzialmente valanghivo. Questa parte del corso è del
tutto analoga a quella che gli scialpinisti seguono, prima di andare a
cercare autonomamente i pendii coperti di polvere bianca.
Chi è venuto con noi, specie nelle ciaspolate di più giorni, sa che
facciamo vedere l’uso dell’ARVA e pratichiamo qualche esercitazione
pratica e sa quanto è difficile mettere in pratica anche le cose
teoricamente più elementari.
Concludendo: l’organizzazione di un corso per ciaspolare non ha senso
(secondo me) se deve insegnare solo la camminata.
Se invece nel programma del corso ci si mette l’orientamento, l’uso
dell’ARVA, ecc. è necessario poter utilizzare un’aula per la parte
teorica (cosa che purtroppo non ho e nei 40mq di casa mia non è proprio
il caso di organizzare...).
Ecco perché il corso di ciaspolate manca nel programma. SIGH!
Buona montagna
Fabrizio |
E buona montagna a tutti dal vostro...
Fabrizio
Per informazioni e prenotazioni potete contattarmi per email a questo
indirizzo:
info@zainoinspalla.it
oppure chiamarmi telefonicamente al 348/8962937.
|
Per
informazioni e prenotazioni
potete contattarmi per email a
questo indirizzo: info@zainoinspalla.it oppure
chiamarmi telefonicamente al +39 348 8962937.
|
|
La newsletter è distribuita gratuitamente a tutta la comunità
di Zaino in Spalla e segue la legge sulla Privacy.
Se vuoi essere cancellato dalla lista di distribuzione, entra nel sito e nel
menù "Il tuo profilo" togli il segno di spunta dalla voce "Invio
mail"
oppure inviami una mail |
|
|