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 pict  Le newsletter di ZainoinSpalla: Dicembre 2007

Benvenuti nella newsletter di Zaino in Spalla

Sat pronta ad abbandonare altre montagne
Ciao,
ho da poco letto questo articolo, apparso sul quotidiano L'Adige, che copio e incollo:

Sat pronta ad abbandonare altre montagne
La Sat minaccia di «mollare» altre zone. Il presidente provinciale Franco Giacomoni lo dice chiaramente: «Non siamo disposti a farci prendere in giro». Non considera accettabile la decisione della pubblica amministrazione di allungare la pista "Nuvola rossa”

19/11/2007 08:06

«Non si attenda una retromarcia. Abbiamo deciso di abbandonare la cura dei sentieri della Paganella e non torniamo indietro. Anzi. Sto preparando un documento da presentare alla giunta della Sat. Il caso della Paganella non è isolato. Tante montagne della nostra provincia continuano a subire violenze. E i nostri volontari sono stufi di usare pic e badìl per sistemare i sentieri, che poi vengono stravolti dalla costruzione di megaimpianti che snaturano la montagna». La Sat minaccia di «mollare» altre zone. Il presidente provinciale Franco Giacomoni lo dice chiaramente: «Non siamo disposti a farci prendere in giro». Considera inaccettabile la decisione della pubblica amministrazione di «allungare la pista "Nuvola rossa": un allungamento che distrugge una valletta, 39.000 metri cubi di materiale». «Così facendo - ha detto venerdì Claudio Bassetti, presidente della commissione tutela ambiente montano della Sat - si cancella un bene ambientale rimuovendo il sentiero 602». I soci della storica società alpinistica sono 23.682: 619 in più rispetto a quelli registrati lo scorso anno. È una voce importante nel panorama trentino, una voce che si fa sentire. È la prima volta che la Sat, in aperta polemica, decide di abbandonare il campo. E ora, arrabbiati per come finora è stato gestito il patrimonio montano, i membri dell'associazione - fondata il 2 settembre 1872 - si preparano a nuove iniziative. «Quello della Paganella non è un episodio isolato. Noi non mettiamo in discussione l'importanza del turismo invernale, ma qui si sta oltrepassando il limite». Giacomoni spiega che ormai non c'è più la cultura del rispetto della montagna: «Sui sentieri del Trentino 12.000 anni fa camminavano i nostri antenati. Nessuno pare ricordarsene». La Sat attacca l'amministrazione che ha dato il «via libera» all'ampliamento degli impianti sciistici, ma va oltre. Si parla di filosofia ambientale e di sviluppo ecosostenibile. Tante le aree montane che si trovano sotto la lente degli alpinisti tridentini. Fra queste, ad esempio, c'è la zona fra l'Altissimo e Torbole: il sentiero 601 viene utilizzato per il downhill. Si tratta di una disciplina della mountain bike: si svolge a cronometro individuale, completamente in discesa. I satini dicono di non avere nulla contro chi pratica questo sport, ma sottolineano il «rischio deturpazione» a cui sono sottoposti i percorsi alpini. Nel mirino ci sono anche gli amanti delle due ruote che percorrono il sentiero che si trova sotto la funivia del Monte di Mezzocorona. Ma ci sono anche aree molto vicine al capoluogo. E non si parla solo di ciclisti. La Sat denuncia una pratica diffusa: il sentiero 411 della Marzola e del Chegul (meglio noto come sentiero dei Brusàdi o delle Zète ) viene usato dai motociclisti, trial in particolare. È un modo di andare in montagna che non può essere digerito da chi promuove la politica di tutela dell'ambiente. Si parla di rispetto della montagna e di rispetto di chi dedica tempo ed energia alla sua cura. «Qui si tratta di volontariato - fa notare Giacomoni -. Si tratta di giornate di fatica dedicate alla sistemazione dei percorsi: per la manutenzione sono state impiegate 67 sezioni si 85». Il presidente dell'associazione ha lavorato alla stesura del documento che verrà presentato in settimana agli organi centrali. A chi sostiene che l'abbandono della Paganella da parte della Sat è solo una provocazione, risponde che gli alpinisti tridentini non sono soliti fare le cose in maniera avventata per conquistare un titolo sul giornale. «Qui il problema è serio e non riguarda solo la Paganella».

Andrea Tomasi

E' un articolo illuminante, perché finalmente qualcuno di “importante” nel mondo della montagna ha avuto il coraggio di dire di no.
Ti ricordo che la SAT è la Società degli Alpinisti Tidentini, che non è altro che la sezione del CAI del Trentino con ben 22,000 soci e proprietario di 34 rifugi.
In questo mondo di pazzi dove neanche il parco Nazionale dello Stelvio ha saputo dire di no alle piste di S.Caterina costruite in occasione del recente mondiale di sci, vorrei sentire un maggior numero di “NO, grazie”. Devono essere dei no ragionati, non per partito preso, dei no accompagnati da alternative valide e mi sembra che la montagna di alternative ne possa offrire tantissime.


 
Le racchette da neve sul Corriere
Guarda qui cosa è apparso sul mensile Style del Corriere della Sera nell'edizione di Dicembre 2007

Non conosco l'autrice (che ringrazio per la pubblicità), che ha centrato perfettamente il bersaglio, definendoci degli "eco-voyeur". Mai definizione fu più azzeccata.


 
E buona montagna a tutti dal vostro...
Fabrizio

 
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