L'accompagnatore: una professione meteopatica
Ciao,
che dire dopo una
settimana del genere, che mi hanno fatto spuntare branchie e pinne?
L'andare in montagna, si sa, è decisamente legato alle condizioni meteo,
non solo per ovvi motivi di sicurezza, ma anche per la godibilità
dell'escursione. Passare una giornata mezzi inzuppati, viaggiando a
testa bassa per non prendere la pioggia sul viso, senza possibilità di
vedere una qualsiasi cosa né tanto meno di fermarsi a chiacchierare e
dire qualche battuta non è particolarmente divertente.
Ecco perchè l'uscita al sentiero glaciologico del Ventina della scorsa
domenica l'ho voluta cancellare e, con le previsioni di oggi in mano,
anche la salita al Bregagno di sabato prossimo è a rischio.
Come mi comporto in questi
casi? Aspetto di vedere le ultime previsioni (quelle del giorno prima
della partenza), che sono decisamente le più attendibili. Tanto per
darti un'idea, in media l'attendibilità delle previsioni a un giorno è
superiore all'80%, a due giorni cala al 70%, mentre a tre giorni è di
poco superiore al 50%, cioè, visto che vogliamo sapere se pioverà o
meno, il contenuto previsionale è praticamente nullo, perchè è come
lanciare in aria una monetina e dire testa=non piove, croce=piove. In
entrambi i casi la probabilità è del 50%.
Una volta viste le
previsioni del giorno prima, decido se è il caso o meno di partire e in
quest'ultimo caso avviso gli iscritti.
Nel caso fosse possibile
organizzare al volo un'escursione di pari difficoltà in una zona, dove
le previsioni meteo sono più clementi, propongo questa seconda
alternativa.
Parliamoci chiaro: due
gocce non hanno mai fatto male a nessuno, una giornata di pioggia magari
sì. Quindi la mia scelta non è orientata alla ricerca a tutti i costi
delle giornate di sole... sennò, quando mai andremmo in montagna???
C'è però un valore anche
nel camminare in condizioni meteo non ottimali.
Se si va in montagna è
anche per allontanarci da quel mondo artificiale, che è la città,
dove le strade sono perfettamente lisce, dove è possibile trovare riparo
al primo bar che incontriamo, dove l'acqua viene artificialmente
incanalata nella rete fognaria (con qualche eccezione, come qui a
Milano) per toglierla dai nostri percorsi cittadini.
Se vogliamo ritornare
qualche volta alla natura, dobbiamo anche accettarne le sue regole, che
sono regole di vita, basate sul sapersela cavare, sulla solidarietà tra
chi percorre lo stesso sentiero, sull'esperienza fatta sulla propria
pelle.
Se non lo sapete ancora,
sul sito c'è una pagina http://www.zainoinspalla.it/meteo.asp
che contiene i link ai principali siti che forniscono le previsioni, in
modo che ciascuno abbia l'autonoma possibilità di farsi un'idea
dell'evoluzione delle condizioni meteo.
Questa newsletter la voglio proprio dedicare
all'inverno che pian piano si sta avvicinando.
Domenica scorsa siamo stati nel Parco del Monte Avic, che ci ha regalato
una bellissima camminata, tra la neve appena caduta e i panorami
mozzafiato sul Cervino e il Rosa.

Le marmotte, ormai al pieno del loro grasso, tra poco
andranno in letargo e le rivedremo, magre come dei chiodi, solo nella
prossima primavera.
Anche gli scoiattoli hanno fatto le loro scorte alimentari e passeranno
un sacco di tempo chiusi nelle loro tane, ma non cadranno il letargo,
infatti le loro impronte sono tra le più facili da vedere sulla neve in
pieno inverno.
C'è chi cambia livrea, ma rimane a presidiare la zona (come la pernice
bianca e la lepre variabile), c'è chi emigra (il culbianco ne sa
qualcosa) e chi si sposta leggermente (come il camoscio) scendendo più
verso le valli, dove ha maggiori probabilità di sopravvivenza.
In questo quadretto, manchiamo solo noi escursionisti
e mi viene da chiedere:
"E tu che tipo di escursionista sei?"
Magari sei un escursionista-marmotta, che ai primi freddi si chiude in
casa, per poi ritornare all'aria aperta con l'avvicinarsi della prossima
estate.
Oppure sei un'escursionista-scoiattolo che, accettando la brutta
stagione, riduce le sue attività, pur rimanendo desto e pronto alla
camminata nel caso arrivi una bella giornata.
Guardati allo specchio: non è che sei un escursionista-lepre? Sempre lì
a presidiare il territorio, ovviamente con un abbigliamento consono alla
più rigida stagione?
Lo so che non vorresti sentirti dire che potresti essere un
escursionista-culbianco, ma pensaci su un momento: questo simpatico
uccellino imparentato con gli usignoli ha pensato bene che le coste
dell'Africa sono un luogo decisamente più confortevole dove trascorrere
l'inverno rispetto alle fredde vallate alpine...
Ti do' un'ultima possibilità: l'escursionista-camoscio, che rinuncia
alle cime da 3000 e passa metri scavallate durante l'estate, per
trascorrere più tempo a quote più ragionevoli, dove è più facile trovare
cibo (leggasi bar e trattorie aperte).
Qualunque tipo di escursionista ti senti di essere,
c'è qualcosa da fare per alimentare la tua passione ANCHE con
l'avvicinarsi delle giornate corte:
dalle ciaspolate, ai trekking più tranquilli fatti in zone più calde
(vedi la Garfagnana), alle escursioni in giornata in luoghi accessibili
anche nelle mezze stagioni:
- se sei un tranquillone ti consiglio il
rif.Martina di domenica prossima, la Val Otro, la salita al Faiè nel
Parco della Val Grande e il rifugio Maria Luisa con tanto di bagno
termale, oltre all'emozionante escursione notturna alla luce della
luna piena lungo il crinale di Brunate
- se come escursionista viaggi già con sicurezza,
ma ti rimane il piacere di affrontare le camminate con la giusta
calma nel programma c'è sicuramente qualcosa di tuo interesse:
l'antica strada del Cardinello verso lo Spluga, il trek in
Garfagnana nel ponte del 1° Novembre, le gole spetatcolari della Val
Parina, per chiudere con le due cime di Cavlera e dell'Aralalta...
dimenicavo... c'è anche la salita al mitico rifugio Rosalba lungo il
sentiero delle Foppe, un must per gli escursionisti delle nostre
latitudini
- ti piace scorrazzare per raggiungere le mete più
impegnative? Cosa ne pensi dei laghi del Deleguaccio e della Cima
della Rosetta?
E' la seconda volta che
faccio questo tipo di promozione e devo dire che è stato divertente. Una
ventina di persone hanno seguito la presentazione e al termine sono
state premiate con l'aperitivo (una degustazione di vini) offerto da
Monica e Chiara, le proprietarie della libreria.
Volevo solo ringraziare chi ha partecipato, rendendo la serata
particolarmente piacevole, in quanto si sono "scatenate" le 1000 domande
sulla montagna, che hanno portato a interessanti confronti su vari temi.