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 pict  Le newsletter di Zaino in Spalla: n.7 - Ottobre 2005

Benvenuti nella newsletter n.7 di Zaino in Spalla

L'accompagnatore: una professione meteopatica

Ciao,
che dire dopo una settimana del genere, che mi hanno fatto spuntare branchie e pinne?
L'andare in montagna, si sa, è decisamente legato alle condizioni meteo, non solo per ovvi motivi di sicurezza, ma anche per la godibilità dell'escursione. Passare una giornata mezzi inzuppati, viaggiando a testa bassa per non prendere la pioggia sul viso, senza possibilità di vedere una qualsiasi cosa né tanto meno di fermarsi a chiacchierare e dire qualche battuta non è particolarmente divertente.
Ecco perchè l'uscita al sentiero glaciologico del Ventina della scorsa domenica l'ho voluta cancellare e, con le previsioni di oggi in mano, anche la salita al Bregagno di sabato prossimo è a rischio.
 
Come mi comporto in questi casi? Aspetto di vedere le ultime previsioni (quelle del giorno prima della partenza), che sono decisamente le più attendibili. Tanto per darti un'idea, in media l'attendibilità delle previsioni a un giorno è superiore all'80%, a due giorni cala al 70%, mentre a tre giorni è di poco superiore al 50%, cioè, visto che vogliamo sapere se pioverà o meno, il contenuto previsionale è praticamente nullo, perchè è come lanciare in aria una monetina e dire testa=non piove, croce=piove. In entrambi i casi la probabilità è del 50%.
Una volta viste le previsioni del giorno prima, decido se è il caso o meno di partire e in quest'ultimo caso avviso gli iscritti.
Nel caso fosse possibile organizzare al volo un'escursione di pari difficoltà in una zona, dove le previsioni meteo sono più clementi, propongo questa seconda alternativa.
Parliamoci chiaro: due gocce non hanno mai fatto male a nessuno, una giornata di pioggia magari sì. Quindi la mia scelta non è orientata alla ricerca a tutti i costi delle giornate di sole... sennò, quando mai andremmo in montagna???
 
C'è però un valore anche nel camminare in condizioni meteo non ottimali.
Se si va in montagna è anche per allontanarci da quel mondo artificiale, che è la città, dove le strade sono perfettamente lisce, dove è possibile trovare riparo al primo bar che incontriamo, dove l'acqua viene artificialmente incanalata nella rete fognaria (con qualche eccezione, come qui a Milano) per toglierla dai nostri percorsi cittadini.
Se vogliamo ritornare qualche volta alla natura, dobbiamo anche accettarne le sue regole, che sono regole di vita, basate sul sapersela cavare, sulla solidarietà tra chi percorre lo stesso sentiero, sull'esperienza fatta sulla propria pelle.
 
Se non lo sapete ancora, sul sito c'è una pagina http://www.zainoinspalla.it/meteo.asp che contiene i link ai principali siti che forniscono le previsioni, in modo che ciascuno abbia l'autonoma possibilità di farsi un'idea dell'evoluzione delle condizioni meteo.

Questa newsletter la voglio proprio dedicare all'inverno che pian piano si sta avvicinando.
Domenica scorsa siamo stati nel Parco del Monte Avic, che ci ha regalato una bellissima camminata, tra la neve appena caduta e i panorami mozzafiato sul Cervino e il Rosa.

Le marmotte, ormai al pieno del loro grasso, tra poco andranno in letargo e le rivedremo, magre come dei chiodi, solo nella prossima primavera.
Anche gli scoiattoli hanno fatto le loro scorte alimentari e passeranno un sacco di tempo chiusi nelle loro tane, ma non cadranno il letargo, infatti le loro impronte sono tra le più facili da vedere sulla neve in pieno inverno.
C'è chi cambia livrea, ma rimane a presidiare la zona (come la pernice bianca e la lepre variabile), c'è chi emigra (il culbianco ne sa qualcosa) e chi si sposta leggermente (come il camoscio) scendendo più verso le valli, dove ha maggiori probabilità di sopravvivenza.

In questo quadretto, manchiamo solo noi escursionisti e mi viene da chiedere:
"E tu che tipo di escursionista sei?"
Magari sei un escursionista-marmotta, che ai primi freddi si chiude in casa, per poi ritornare all'aria aperta con l'avvicinarsi della prossima estate.
Oppure sei un'escursionista-scoiattolo che, accettando la brutta stagione, riduce le sue attività, pur rimanendo desto e pronto alla camminata nel caso arrivi una bella giornata.
Guardati allo specchio: non è che sei un escursionista-lepre? Sempre lì a presidiare il territorio, ovviamente con un abbigliamento consono alla più rigida stagione?
Lo so che non vorresti sentirti dire che potresti essere un escursionista-culbianco, ma pensaci su un momento: questo simpatico uccellino imparentato con gli usignoli ha pensato bene che le coste dell'Africa sono un luogo decisamente più confortevole dove trascorrere l'inverno rispetto alle fredde vallate alpine...
Ti do' un'ultima possibilità: l'escursionista-camoscio, che rinuncia alle cime da 3000 e passa metri scavallate durante l'estate, per trascorrere più tempo a quote più ragionevoli, dove è più facile trovare cibo (leggasi bar e trattorie aperte).

Qualunque tipo di escursionista ti senti di essere, c'è qualcosa da fare per alimentare la tua passione ANCHE con l'avvicinarsi delle giornate corte:
dalle ciaspolate, ai trekking più tranquilli fatti in zone più calde (vedi la Garfagnana), alle escursioni in giornata in luoghi accessibili anche nelle mezze stagioni:

  • se sei un tranquillone ti consiglio il rif.Martina di domenica prossima, la Val Otro, la salita al Faiè nel Parco della Val Grande e il rifugio Maria Luisa con tanto di bagno termale, oltre all'emozionante escursione notturna alla luce della luna piena lungo il crinale di Brunate
  • se come escursionista viaggi già con sicurezza, ma ti rimane il piacere di affrontare le camminate con la giusta calma nel programma c'è sicuramente qualcosa di tuo interesse: l'antica strada del Cardinello verso lo Spluga, il trek in Garfagnana nel ponte del 1° Novembre, le gole spetatcolari della Val Parina, per chiudere con le due cime di Cavlera e dell'Aralalta... dimenicavo... c'è anche la salita al mitico rifugio Rosalba lungo il sentiero delle Foppe, un must per gli escursionisti delle nostre latitudini
  • ti piace scorrazzare per raggiungere le mete più impegnative? Cosa ne pensi dei laghi del Deleguaccio e della Cima della Rosetta?

 
Martedì 4 Ottobre c'è stata la presentazione del trek in Garfagnana del ponte del 1° Novembre presso la libreria Monti in Città.
E' la seconda volta che faccio questo tipo di promozione e devo dire che è stato divertente. Una ventina di persone hanno seguito la presentazione e al termine sono state premiate con l'aperitivo (una degustazione di vini) offerto da Monica e Chiara, le proprietarie della libreria.
Volevo solo ringraziare chi ha partecipato, rendendo la serata particolarmente piacevole, in quanto si sono "scatenate" le 1000 domande sulla montagna, che hanno portato a interessanti confronti su vari temi.
 

E buona montagna a tutti dal vostro...
Fabrizio

 
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