Linking Together 2007
Diario Progetto “Linking
Together 2007” a favore
dell’alpinista disabile Oliviero
Bellinzani
Giovedì 5 luglio 2007
Partenti:
Alberto Zucchetti , guida
alpina di Alagna Valsesia,
Oliviero Bellinzani, alpinista
disabile varesino, Massimo
Magnocavallo, ballabiese
,accompagnatore di Oliviero e
coordinatore del progetto,
Giorgio Tessari, guida alpina di
Ballabio, Raffaele Cargasacchi,
aspirante guida di Lecco e
membro del Gruppo alpinistico
Gamma Lecco, Giuseppe Orlandi
detto “CALUMER” di Ballabio,
membro del Soccorso alpino di
Lecco. Purtroppo la guida alpina
di Aosta Ezio Marlier , qualche
giorno prima della partenza, per
impegni di lavoro mi comunica
che non potrà più partecipare .
Non avendo pensato di chiedere
ad una guida alpina suo amico la
sua eventuale sostituzione, mi
ha creato qualche problema
nell’organizzazione del
progetto.
Partenza alle ore 18.00 dalla
località acqua bianca 1450 mt
appena ,sopra il paese di Alagna
Valsesia ,destinazione Rifugio
Barba Ferrero 2250 mt.
Alberto ci ha aspettato al
bar delle Guide di Alagna dove
incontriamo la guida di Alagna
Sergio Gabbio con la quale
scambiamo due chiacchiere.
Sergio conosce CALUMER che ha
incontrato alla Piramide del CNR
alla base dell’Everest durante
il mese di agosto 2006.
Alle 18.00 partiamo dalla
località acqua bianca con il bel
tempo anche se la cresta Signal
al Rosa è innevata e tira forte
vento, oggi nessuno è salito
alla Margherita ! Raffaele è con
me, Giorgio ed Oliviero e fa
alcune riprese con la sua
videocamera, CALUMER va avanti
con Alberto. Sono già contento e
mi assale una forte carica
emotiva che mi avvolge man mano
che saliamo, mi viene da
piangere, penso sia dovuto allo
scarico della tensione per tutta
l’organizzazione del progetto o
forse derivi dal fatto che
stiamo vivendo un momento molto
bello tutti insieme. Lo
spettacolo che i miei occhi
vedono guardando la cresta est
del Rosa, la nostra meta dei
prossimi giorni , è eccitante.
Arriviamo al rifugio Barba
Ferrero, un rifugio molto carino
e riservato ricavato da una
vecchia malga alpina dove ci
accolgono i gestori di Milano
Lorenza e Marco . Ci preparano
un gustoso risotto alle ortiche,
polenta, carne e formaggio.
Siamo soli a parte un amico dei
gestori, Sergio, papà di una
amica del liceo di Lorenza che
rimane estasiato dal nostro
progetto e molto felice di
conoscere Oliviero. Passiamo una
bella serata tutti insieme
intonando con Giorgio e CALUMER
alcuni canti di montagna.
Venerdì 6 luglio
Ci siamo alzati con il tempo
bello ma purtroppo il forte
vento durante la notte non ha
mai mollato e le condizioni per
salire al bivacco Resegotti a
quota 3600 mt non sono
favorevoli. La nostra guida
Alberto propone di rinunciare
così, di comune accordo,
decidiamo di ridiscendere ad
Alagna Valsesia dove salutiamo
Alberto che non ha più ragione
di rimanere con noi e risaiamo
in seggiovia al Passo Salati a
quota 2890 mt. Facciamo tappa al
rifugio Vigevano per mangiare
una pastasciutta dove salutiamo
Silvia, la figlia della nostra
amica Anna Folghera che ci ha
aiutato a ridurre i nostri costi
attraverso il CAI di Varallo
Sesia, proprietario dei rifugi
Gniffetti e Capanna Margherita..
Dopo aver mangiato e salutato
Silvia siamo saliti al rifugio
Gniffetti a quota 3670 mt. Il
vento è ancora molto forte,
domani è previsto ancora vento
forte da Ovest ma dobbiamo
andare aventi per completare la
nostra tappa alla Capanna
Margherita a quota 4556 mt dove
ci aspetterà per la prima
staffetta la guida alpina di
Bergamo Mauro Soregaroli con la
sua compagna , membro del
Soccorso Alpino di Bergamo che
si è aggregata per sostiture la
presenza di Marlier. Le mie
emozioni oggi sono meno forti
visto che abbiamo dovuto
rinunciare alla cresta Signal al
Rosa, che saliremo sicuramente a
fine agosto con migliori
condizioni, promessa di
Alberto!!!!. Comunque il morale
del gruppo è alto, Raffaele,
Giorgio, CALUMER ed Oliviero
sono persone meravigliose, hanno
dato la loro parola a
partecipare al progetto, hanno
dato tutto il loto sostegno ad
Oliviero e questo mi rende molto
felice visto che posso contare
su altre persone che mi danno
una mano per rendere contento
Oliviero. Dopodomani mattina
scenderemo dalla Capanna
Margherita per affrontare la
cresta dei Lyskam e Raffaele e
Giuseppe hanno deciso di
continuare insieme a noi e a
Mauro con la sua ragazza ,
saremo in 7 persone a dare una
mano ad Oliviero !.Sono le 21,30
, qui al rifugio Gniffetti c’è
molta gente e dobbiamo
ringraziare Alberto Zucchetti
che ci ha dato una mano per
trovare posto visto che questo
rifugio non rientrava nelle
nostre tappe. Oliviero è
tranquillo, allenato e penso che
domani non dovrebbero esserci
problemi particolari. Io sono
molto adrenalinico e felice di
essere con questi amici con i
quali stiamo passando dei
bellissimi momenti. Raffaele
oggi ha fatto delle bellissime
riprese con il mio cavalletto
che ho acquistato con Oliviero
insieme ad una nuova video
camera visto che non abbiamo
avuto il supporto di nessun
professionista cine-operatore.
Sia io che Raffaele abbiamo
effettuato le riprese . Oggi è
successo un fatto strano che mi
ha infastidito parecchio:
venerdì scorso io ed Oliviero
siamo stati alla RAI di Aosta
per un’intervista sul nostro
progetto, una giornalista ci ha
chiesto se ci sarebbe piaciuto
che la RAI con la collaborazione
della Protezione Civile di Aosta
potesse effettuare delle riprese
con l’elicottero durante una
nostra tappa. Noi chiaramente
abbiamo detto di si . Oggi mi ha
chiamato la giornalista
rimangiando tutto quello che ci
avevano promesso ! Non è giusto,
prima le certezze per non
deludere Oliviero.
Sabato 7 luglio
Siamo partiti dal rifugio
Gniffetti alle 7.30 con forte
vento da Ovest, io e Giorgio ci
leghiamo insieme, Oliviero si
lega con Raffaele al quale ho
dato il soprannome di “bambino”
visto che come tocca il letto si
addormenta e CALUMER.Saliamo
abbastanza veloci verso il colle
Vincent a 4000 mt, saliamo il
Corno Nero a quota 4322 mt,
attrezziamo per Oliviero una
corda doppia e ci dirigiamo
verso la cresta Ludwigshohe , un
altro 4342 mt, attraversiamo
sotto la punta Parrot e saliamo
direttamente alla Capanna
Margherita a quota 4554 mt, tre
4000 in giornata!!. Luca, il
rifugista della Margherita ci
accoglie con entusiasmo ,
beviamo tutti insieme ed
aspettiamo la guida Mauro
Soregaroli con la compagna
Luisa.. Quando arrivano ci
conosciamo, scambiamo quattro
chiacchiere e decido di dare a
Mauro la responsabilità nella
conduzione della tappa
dell’indomani. Le mie emozioni
sono altissime, ho anche un po’
di preoccupazione per la salita
della cresta del Lyskam. Sono le
21,45, domani sveglia alle 5.00.
Dalla finestra della Capanna si
vede la nostra meta ed anche il
Cervino con la sua parete est e
la cresta di nord-est in
condizioni invernali (sono
preoccupato per i prossimi
giorni).
Domenica 8 luglio
Oliviero non sta bene, ha la
nausea e dice che se vomiterà
potrà avere dei seri problemi
che potrebbero portare ad
interrompere il progetto.
Sono molto preoccupato, ma
dopo 1 ora Olivero decide di
scendere e di affrontare la
tappa. Anche Luisa, la compagna
di Mauro non sta bene e decide
di rientrare ad Alagna. Oliviero
no è in forma, ha molti dubbi
sulla salita della Cresta dei
Lyskam. Scendiamo tardi alla
base dei Lyskam, sono le 7.30 ,
il tempo cambierà nel primo
pomeriggio e Mauro decide di
optare per la salita al Naso.
CALUMER ha mal di schiena, non
mi ha detto prima di partire che
sta facendo delle manipolazioni
per la sua ernia al disco, ha
stretto i denti per aiutare
Oliviero sin qui ma deve
rinunciare. Lo accompagnerà ad
Alagna anche Raffaele, così io e
Giorgio ci leghiamo, Oliviero
con Mauro e partiamo verso il
Naso. Saliamo la cima del Naso a
quota 4272 mt, Oliviero e Mauro
scendono dalla cresta, io e
Giorgio aggiriamo il Naso in
diagonale su terreno giacciato
su traversi molto impegnativi e
raggiungiamo Mauro ed Oliviero
nell’ultimo facile tratto
diagonale che ci condurrà al
rifugio Quntino Sella. Dopo
dieci minuti la perturbazione
anticipa di parecchio le
previsioni meteo, alle 11.00 ci
sorprende la nebbia ed una fitta
nevicata sino al Rifugio
Quintino Sella che raggiungiamo
alle 12.00. La meteo dava brutto
per lunedì, questo lo sapevamo
ma non sapevamo che sarebbe
rimasto brutto sino a giovedì.
La guida di Cervinia che avrebbe
dovuto dare staffetta a Mauro mi
chiama dicendo che non sarebbe
salito viste le condizioni,
chiamo il Presidente delle guide
di Cervinia Lucio Trucco che mi
conferma le pessime previsioni
meteo nei prossimi giorni , così
decidiamo di interrompere il
progetto e di riprenderlo verso
la fine di luglio.
Lunedì 9 luglio
Alle 7.30 sotto una forte
nevicata usciamo per primi dal
rifugio e scendiamo le corde
fisse con 15 centimetri di neve
fresca verso il colle Bettaforca
per rientrare contenti ad Alagna
dove riprenderò la macchina di
Oliviero alla frazione di acqua
bianca, organizzo con mio padre
di venirci a prendere a Sesto
Calende visto che Oliviero abita
da quelle parti. Mio padre viene
a prenderci e ci porta a casa
dei miei genitori a Cesano
Maderno dove arriva mia moglie
con la moglie di Giorgio per
accompagnarci a Ballabio.
Martedì 24 luglio 2007
Partecipanti:
Oliviero Bellinzani,
alpinista disabile varesino,
Massimo Magnocavallo, ballabiese
,accompagnatore di Oliviero e
coordinatore del progetto,
Giorgio Tessari, guida alpina di
Ballabio, Lucio Trucco, guida
alpina e Presidente delle guide
di Cervinia
Riprendiamo il nostro
progetto da dove l’avevamo
interrotto, cioè dal rifugio
Quintino Sella.
Alle 6,20 del mattino passo a
prendere Giorgio a casa sua con
la mia macchina, abbiamo
appuntamento a Vergiate (Va) con
Oliviero che ci aspetta alle
8.00. Partiamo con le due
macchine, arriviamo a Cervinia
alle 10,20 , nostra meta finale
della seconda parte del
progetto. Lucio Trucco ci
aspetta alla casa delle guide
insieme alla responsabile
organizzativa Adriana. Lucio
decide al momento di
accompagnarci per i primi due
giorni per la salita dei primi 4
quattromila, Castore, Polluce,
Breithorn centrale ed
occidentale, siamo orgogliosi di
averlo come compagno. Decidiamo
di lasciare a Cervinia la
macchina di Oliviero che è più
piccola per proseguire verso
Gressoney con la mia.
Scarichiamo dalla macchina di
Oliviero il suo materiale, mi
raccomando di non dimenticare
nulla. Partiamo tutti e 4 per
Gressoney per prendere la
funivia delle 14,15. Arriviamo
alle 12.45 , prima di scaricare
gli zaini mangiamo qualcosa al
bar della funivia, torniamo alla
mia macchina alle 13,45 per
prendere gli zaini quando
Oliviero mi dice di aver
dimenticato nella sua macchina a
Cervinia tutto l’occorrente per
le sue stampelle per affrontare
i nevai ed i ghiacciai !!!.
L’ultima funivia parte alle
17,15, ho tre ore di macchina
per andare e tornare a Cervinia
per recuperare il suo materiale
, non dico nulla ad Oliviero,
parto come un razzo, surriscaldo
i freni dell’auto ed alle 16,45
sono di ritorno a Gressoney.
Alle 17.00 partiamo con la
funivia e con passo veloce
raggiungiamo alle ore 20,15 il
rifugio Q.Sella.Quando arriviamo
il rifugista dice con tono
seccato a Lucio che la mia
prenotazione era prevista per il
giorno 23 luglio e che quindi
non c’è posto. Parlo io con il
rifugista e fortunatamente il
rifugista di dice che un gruppo
ha disdettato e che ci può
sistemare per la notte. Credo
che abbiano capito male loro
facendo confusione visto che
preoccupato per le tappe
successive , telefono agli altri
rifugi che mi confermano le
prenotazioni fatte da me la
settimana prima.
Mercoledì 25 luglio
Sveglia alle 5.00 , colazione
alle 5.30, partenza alle 6.00
per la cresta del Castore (4260
mt) che nel 2003 ho già salito
con Oliviero per allenarci per
il Cervino. Alle 8.15 siamo in
cima , la giornata è stupenda,
faccio le foto e le riprese di
rito con il cavalletto.
Scendiamo dal Castore ed
aggiriamo la base rocciosa del
Polluce e cominciamo ad
arrampicare sulla cresta
rocciosa di 2 grado che ci porta
dopo alcune corde fisse appena
sotto la cima dove è situata una
madonnina in ferro. Saliamo la
cima a quota 4090 mt, facciamo
alcune riprese, siamo felici,
intervisto Oliviero, Giorgio e
Lucio, anche Lucio mi intervista
e alle 10,20 scendiamo, dopo
mezz’ora siamo al rifugio Guide
D’Ajas dove ci preparano una
buona pasta. Esco dal rifugio ,
mi arrampico sulla bastionata
sopra al rifugio per trovare il
campo per poter usare il mio
telefonino e chiamo mia moglie
Anna per dare buone notizie.
Dopo qualche minuto mi chiama
un giornalista dell’ANSA di
Aosta chiedendomi notizie sulle
nostre tappe e sulle nostre
salite.
I giorni successivi
probabilmente parleranno molto
di noi sui giornali.
Oliviero è in gran forma,
domani ci aspetta la tappa del
Breithorn, probabilmente
saliremo solo il centrale e
l’occidentale perché la cresta
orientale è impraticabile.
giovedì 26 luglio
Partiamo alle 6,15 dal
rifugio, ci aspetta subito una
salita di 500 mt di dislivello
per salire in traverso verso la
base del Breithorn centrale,
nostra prima meta. Faccio
fatica, Oliviero è in forma,
sudo molto, c’è freddo. Dopo 2
ore arriviamo al colle che porta
verso la cresta finale, ho
ancora la giacca a vento, decido
di fermarmi a togliermela e bere
qualcosa, i miei compagni mi
dicono di non fermarmi e di
proseguire, ho uno scatto d’ira
e li mando al diavolo dicendo
che ho i miei tempi e mi da
fastidio quando qualcuno mi dice
quello che devo fare !! Sarà il
carico emotivo, la stanchezza
dell’organizzazione del
progetto. Mangio una
marmellatina, bevo un po’ di
acqua, tolgo la giacca a vento e
riprendo la marcia con più
energie. Arriviamo sotto la cima
del Breithorn centrale,
l’ambiente è bellissimo,
lasciamo gli zaini e saliamo
lungo la cresta affilata prima
io e Giorgio per organizzare le
riprese della salita di Lucio e
Oliviero, facciamo le riprese,
le foto di vetta a quota 4160
mt, dietro di noi si vede il
Cervino con la sua parete est e
la cresta nord-est dell’Hornli,
nostra meta di sabato, siamo
preoccupati perché è molto
innevata e Lucio ci dice che
abbiamo poche possibilità di
realizzarla. Mi prende lo
sconforto pensando che potremmo
ancora interrompere per la
seconda volta il progetto !.
Scendiamo dalla cresta per
risalire l’affilata cresta del
Breithorn occidentale a quota
4165 mt. Anche qui facciamo le
riprese con le bandiere degli
sponsor Sartorius, l’azienda per
la quale lavoro e la società
farmaceutica IBSA mia cliente.
Scendiamo al Plateau Rosà dalle
piste da sci per arrivare alle
13.00 al rifugio Guide del
Cervino a 3450 mt dove ci hanno
offerto un lauto pranzo a base
di lasagne, garganelli ai funghi
e costata di manzo con dolce
fatto in casa. Il gestore si
chiama Walter ed è guida alpina
di Cervinia, la moglie Sabrina
ci accoglie con dolcezza .
Conosciamo anche Tiziana,
cameriera stagionale che vive a
Valtournanche e studia in
Università a Bologna,
specializzazione ortopedia. Non
sa nulla del nostro progetto,
conosce Oliviero, le racconto la
nostra storia, si entusiasma e
vorrebbe partire con noi il
giorno dopo…
Oliviero mi chiede se ho
preso le chiavi della sua
macchina visto che dobbiamo
scendere da Cervinia a Gressoney
per prendere la mia auto. E’
incredibile, nella fretta nello
scendere da Cervinia non mi sono
ricordato di prendere dalle mia
macchina le chiavi di Oliviero e
quindi siamo in crisi per
riprendere l’auto di Oliviero
domenica mattina.
Ci viene una brillante idea:
visto che Raffaele Cargasacchi
presente alla prima parte del
progetto ha dato la sua
disponibilità per la salita al
Cervino chiamando un suo amico
guida Andrea Spandri, chiediamo
loro per favore di passare a
casa mia a prendere la copia
delle mie chiavi e di passare a
Gressoney domani mattina a
ritirare la mia auto con le
chiavi di Oliviero e di portare
la mia auto a Cervinia, i
ragazzi dicono che non ci sono
problemi e l’indomani faranno
quello che ho chiesto loro, che
grandi !!!
Nel pomeriggio facciamo la
conoscenza con 2 alpinisti
spagnoli , Antonio e Josè che
andranno domani al Castore e nei
prossimi giorni vorrebbero
salire anche loro il Cervino. La
sera facciamo amicizia anche con
un gruppo di alpinisti di
Trieste che chiedevano
informazioni a Giorgio sulla
salita del Polluce, loro meta di
domani. Mangiamo tutti insieme ,
scherziamo, facciamo delle foto,
parliamo del nostro progetto,
Giorgio racconta le sue
esperienze delle sue prime
invernali e dei suoi bivacchi
con i fratelli Rusconi di
Valmadrea, brindiamo con un po’
di grappa , ci scambiamo le
e-mail, i numeri di telefono ed
alle 22,30 andiamo a dormire.
venerdì 27 luglio
Facciamo colazione alle 8.00,
aspettiamo la guida di Cervinia
Laurent Nicoletta che ha dato
staffetta a Lucio Trucco,
partiamo dal Plateau Rosà in
direzione della funivia
Troknersteg, scendiamo a Furi e
saliamo a Schwarzee. Ci fermiamo
a mangiare un piatto di patate e
salsicce, beviamo una birra e
saliamo alla capanna Hornli. Il
rifugio è pieno, tutti gli
alpinisti presenti saliranno
domani il Cervino. Ieri solo 4
persone sono salite ed un
cecoslovacco è morto per
imprudenza.
Sono un po’ preoccupato perché
la parete è innevata nella parte
alta, ma sono però tranquillo
nel pensare che le cordate che
ci precederanno ci prepareranno
le tracce per la parte alta, la
più impegnativa sul versante
nord.
Facciamo conoscenza con
alpinisti di tutto in mondo che
si congratulano con Oliviero per
la sua tenacia e volontà.
Aspettiamo i due ragazzi che
arrivano molto veloci alle
17.00. Conosciamo Andrea, guida
giovane di Cortenova (Lc) e
membro del famosissimo Gruppo
alpinistico lecchese Ragni di
Lecco.
Mangiamo tutti insieme ,
scherziamo, siamo uniti,
determinati a salire e a fare
bene, siamo allenati ma sappiamo
che domani sarà molto dura e
lunga la giornata con tutte le
incertezze della salita con
Oliviero.
Sabato 28 luglio
Oggi è il 13.mo compleanno di
mia figlia Ilaria che rientrerà
dal campeggio estivo
dell’oratorio di Ballabio
organizzato in Valle d’Aosta a
Ollomont in Valpeline. Le sono
molto vicino . Sveglia alle
3.00, ci prepariamo, Oliviero
non dice una parola, è molto
nervoso, non ha dormito la notte
pensando alle salita, anch’io
ogni tanto lo chiamavo e
parlavamo un po’. Ci leghiamo e
partiamo con la frontale.Io e
Giorgio andiamo avanti per
primi, seguiamo le altre cordate
ed a un certo punto ci fermiamo
pensando di essere saliti troppo
in alto vedendo le altre
frontali sotto di noi, scendiamo
arrampicando e ci ritroviamo
sulla cengia già percorsa prima,
ridiamo un po’ e riprendiamo il
gruppo con Oliviero che è già
caricatissimo. Il tempo è
bellissimo, dobbiamo arrivare al
bivacco Solvay entro le tre ore
, invece arriviamo con 1 ora di
ritardo. La regola delle guide è
quella che se i clienti arrivano
dopo le tre ore si ritorna alla
Hornli. Laurent fa un’eccezione
per Oliviero ma è preoccupato
per il ritardo. Abbiamo trovato
anche molte cordate che ci hanno
rallentato la marcia ed abbiamo
dovuto aiutare Oliviero nel
portare le sue stampelle quando
non le poteva utilizzare .
Questo lavoro lo hanno sostenuto
Andrea e Raffaele ai quali va
tutta la mia stima ed
ammirazione.
Io faccio foto e riprese che mi
stancano tantissimo, ma non
posso farne a meno. Saliamo
veloci sino alla spalla del
Cervino dove nel 2005 con il mio
amico di Ballabio Giorgio
Borsani abbiamo dovuto
abbandonare per cattivo tempo.
Dalla spalla incominciamo al
alzarci sulla cresta che porta
verso la parete nord dove hanno
attrezzato delle corde fisse di
canapa per agevolare la
difficile salita. Dopo questa
corde fisse faccio le riprese ad
Oliviero, mancano 100 metri alla
cima del Cervino, piango, mi
emoziono tantissimo, riprendo
con la video-camera i miei
compagni sotto di me. Ci
raggruppiamo e decidiamo di
affrontare la parte nevosa
alcuni con i ramponi, io e
Giorgio decidiamo di non usarli.
Parto io per primo da
capocordata, dopo pochi metri
decido di usare la piccozza per
maggiore sicurezza. Sono teso
perché la parete è ripida e
perché proseguiamo in conserva.
Giorgio mi dice di stare
tranquillo, dopo 40 minuti sono
in cima, riprendo la statua di
legno di S.Bernardo, protettore
di tutti gli alpinisti, sulla
vetta svizzera del Cervino non
c’è croce, la croce è situata
solo sulla vetta italiana.
Aspetto che arrivino i miei
compagni e decido che sia
Oliviero il primo a toccare la
vetta più alta rispetto alla
statua di S.Bernardo. Sono le
11.15 , siamo tutti sulla cima
del Cervino, siamo in estasi,
Oliviero piange, facciamo le
riprese, le foto e cominciamo a
scendere. Io sono in crisi
psicologica, rallento la discesa
, Giorgio mi assicura con il
mezzo barcaiolo, scendiamo tutti
con i ramponi, la discesa è
molto faticosa, facciamo anche
qualche doppia nella parte
finale, sono lento, il gruppo ci
aspetta al bivacco Sovay dove
arriviamo con 15 minuti di
ritardo, scendiamo ora più
veloci, sto meglio ma siamo
ancora lenti. Gli altri arrivano
alla Hornli alle 19,30, noi alle
21,00 con ben 10 ore di discesa
faticosa. Il Cervino è una
grande parete e bisogna essere
molto veloci in discesa ed
allenati per evitare bivacchi
notturni molto pericolosi se si
è lontani dalla Solvay. Dopp 17
ore siamo al rifugio dove i
nostri amici ci hanno tenuto in
caldo una minestra ed un po’ di
carne. Ciraccontano che quando
Oliviero è arrivato al rifugio
tutti gli alpinisti presenti si
sono alzati ed hanno fatto a lui
un caloroso applauso !!Loro
vanno a dormire, io mi fermo a
meditare, a guardare i filmati,
riassetto lo zaino, sono felice
per aver concluso il progetto,
sono molto contento per
Oliviero, alle 23.10 vado a
dormire. Alle 6.30 mi sveglio,
esco dal rifugio, Giorgio mi
raggiunge, faccio delle riprese
al Cervino , il tempo è ancora
bellissimo. Alle 8.00 facciamo
colazione tutti insieme,
scherziamo, faccio ai miei
compagni un’intervista con il
Cervino alle loro spalle,
scendiamo alla funivia che ci
porterà al piccolo Cervino per
arrivare al rifugio Guide del
Cervino da dove partirà la
funivia per Cervinia.
Prendiamo le macchine ed andiamo
alla casa delle guide dove ci
aspetta Adriana e Lucio. Andiamo
a mangiare una pizza ed alle 14..00
arriva la giornalista della RAI
di Aosta che mi ha stressato da
martedì 24 sino a pochi minuti
fa per l’intervista e la messa
in onda in anteprima. Con
l’operatore fanno l’intervista
alla casa delle guide ad
Oliviero e ci dicono che sarà
messo in onda la sera stessa sul
TG regionale di Aosta. Poi
daranno il servizio a Milano TG
Regionale ed anche al nazionale
TG1. Andrea e Raffaele rientrano
prima, io Giorgio ed Oliviero
andiamo a bere qualcosa, ci
fermiamo in edicola e leggiamo
sul quotidiano La Stampa ed
Avvenire notizie sull’impresa di
Oliviero, ci salutiamo molto ma
molto soddisfatti e felici. Io e
Giorgio andiamo ad Aosta per
riprendere i nastri dei miei
filmati.
Linkink Together si è conclusa
nel modo migliore !!!
Grazie di cuora ancora a
tutti voi per il vostro prezioso
sostegno
31.luglio 2007
Massimo Magnocavallo


