Finalmente le FERIE!
Dopo tanti anni si torna in valle di
Cogne!
Qualche giorno d’allenamento e di
camminate soft ed eccoci a giovedì
19 luglio 2007, ovvero.. Colle del
Trayo arriviamo!
Appuntamento ore 8.15 in piazza a
Gimillan(1787m.s.l.). L’aria è
pungente e il cielo velato. Si va
con 2 macchine anche se siamo in
4:Laura,Paolo,Ale ed io. Ci
dirigiamo a valle verso il paesino
di Sylvenoire(1331m.s.l.): 4 case,
una chiesetta, l’immancabile fontana
e una piazzola dove lasciamo la
macchina di Paolo, mentre con “la
206” torniamo ad Epinel(1452m.s.l.)
da dove avrà inizio la nostra
salita. Parcheggiamo vicino al campo
sportivo (qui un tempo veniva la
SAMP in ritiro estivo!), ci armiamo
di zaini e bastoni e si parte!
Attraversiamo la Gran Eyva e
iniziamo a salire nel bosco lungo la
mulattiera che parte alla destra del
ponte. Al quarto o quinto tornante
ci sorpassano 2 ragazzi ad una
velocità impressionante e ci fanno
letteralmente mangiare la polvere.
Ci guardiamo in faccia con aria
interrogativa... e ci sentiamo delle
schiappe! Ma.. chi va piano va sano
e va lontano! Procediamo con il
nostro passo. La natura è nel suo
pieno rigoglio ed è proprio un bel
vedere!
Dopo aver lasciato sulla sinistra i
casolari di Pianesse(1743m.s.l.)
usciamo nella radura formata dalla
valanga che scende dalle ripide
pareti della Punta Pousset che ci
sovrasta. Ale apre la fila, io lo
seguo, Paolo e Laura sono più dietro
e si perdono il primo incontro con
la fauna locale. Un camoscio sta
brucando lungo il sentiero 10 passi
davanti a noi: la sorpresa
dell’incontro è reciproca ed in
pochi salti si dilegua non senza
mettere in allarme un paio di
marmotte poco più a monte. Con una
salita tra alberi diventati più radi
raggiungiamo in breve le baite
dell’alpe del Trayo(2037 m) Ci sono
una trentina di placide mucche al
pascolo che con i loro campanacci
rompono il silenzio della valle e
mettono allegria, ci spostiamo sulla
destra del torrente e nella pietraia
poco sopra notiamo 1,2,3... 9
camosci indisturbati.
Un paio di tornanti e incontriamo i
2 ragazzi di prima che... con gran
foga stanno risistemando il
sentiero! Ecco il perché di tanta
fretta!La buona riuscita della
nostra escursione è anche un po’
merito loro! Grazie!
Arriviamo alla capanna P.N.G.P. del
Trayo alle 10.30 e facciamo una
sosta a base di cioccolato, mentre
riempiamo le borracce. Un paio di
foto e si riparte!
Figura 1: la capanna P.N.G.P.del
Trayo

La nostra salita
prosegue sul lato destro di una
morena alla fine della quale usciamo
su pendii più aperti sotto la
seraccata del Trayo. Procediamo in
ordine sparso su tracce di sentiero
tra vasti prati disseminati a tal
punto di stelle alpine che in certi
tratti non si sa dove posare i
piedi! Finalmente arriviamo a
scorgere la depressione del colle
caratterizzata da blocchi di roccia
giallo-rosata. C’è ancora una bella
salita prima di arrivare lassù! Ora
sono io a guidare il gruppo e il
fatto di vedere la meta mi infonde
una tale energia che dietro devono
tirare più volte il freno. Si
procede su dossi morenici, qua e là
qualche marmotta
Figura 2: la depressione del colle

Figura 3: tra i
"faraglioni"… come a Capri!

Passati i
“faraglioni” sventolo bandiera
bianca e cedo volentieri la guida a
Paolo che si inerpica con la
facilità di un camoscio. Lo seguo:io
non avrei saputo come andare avanti!
Ci arrampichiamo zigzagando su per
un ripido e faticoso canale di terra
segnato da radi ometti passando in
mezzo alle rocce più chiare sino ad
arrivare ad un pianoro con un
laghetto o meglio... viste le
dimensioni... con una pozza d’acqua!
Tutta colpa dell’inverno avaro di
neve!
Sono da poco passate le 13.00 e lo
stomaco chiama:decidiamo di fermarci
nei pressi del laghetto per il
pranzo. Le nuvole però si fanno
presto più basse e qualche fiocco di
neve ci consiglia a riprendere il
cammino. Proseguiamo qualche
centinaio di metri a destra del
laghetto su tracce di sentiero ed
eccoci! Colle del Trayo! Quota 2875
m.s.l! le nuvole purtroppo coprono
buona parte della parete della
Grivola, ma si ha in ogni modo la
sensazione di poter toccare con mano
il ghiacciaio!

Figura 4: a
"toccare con mano" la parete nord
della Grivola

Figura 5: la
discesa

Anche qui le solite
fotografie e poi si scende
sull’opposto versante lungo ampi
pendii detritici sino a raggiungere
il piano del Gran Nomenon sovrastato
dall’omonima cima. Percorriamo il
pianoro sino al suo limite inferiore
dove stanno brucando una dozzina tra
camosci adulti e piccoli.
La conca del Gran Nomenon dominata
dagli imponenti versanti
settentrionali della Grivola offre,
a detta dei più, uno dei più severi
scenari di montagna della Valle di
Cogne e quindi ci soffermiamo
qualche minuto a godere di tale
spettacolo. Ancora una piccola
discesa accanto ad una cascata e
siamo in vista dell’alpe del Gran
Nomenon (2310m.s.l) e del Bivacco
Mario Gontier che è chiuso. Il
bivacco è in realtà un piccolo
rifugio in muratura a due piani che
serve come punto d’appoggio in quota
per gli sci-alpinisti e per gli
itinerari circolari intorno alla
Grivola (per averne le chiavi
occorre chiedere informazioni ad
Aymavilles).
Figura 6: la
Grivola dal pianoro del Gran Nomenon

Ci dissetiamo alla
fontana poco distante dal rifugio e
siamo nuovamente in marcia,
scendiamo su un terreno che si fa
più ripido e si ricopre
progressivamente di bosco e ci
troviamo ad attraversare un prato
grande quanto mezzo campo da
calcio…una distesa di ortiche! Io ho
i pantaloni corti! Grazie ai bastoni
di Paolo usati come ”apripista”
riesco a passare indenne e
procediamo. Fortunatamente la
vegetazione del luogo è molto varia
e non ci sono solo le ortiche!
Passato il torrente,subito sotto
l’alpe del Petit Nomenon(1974m.s.l.),
ci imbattiamo in veri e propri
cuscini di rododendri fioriti. Più
in basso, in un tratto molto umido e
riparato da uno sperone di roccia
scorgiamo addirittura la rara
Linnaea Borealis!
Figura 7: il Bivacco Gontier
all'Alpe del Gran Nomenon

Figura 8: pianta
di Linnaea Borealis

Alle 16.45 arriviamo
a Pian Pessey(1361 m.s.l.) dove si
trova una deliziosa casetta con i
tipici gerani alle finestre. Proprio
alle spalle di questa casetta si
trova il bivio del sentiero: a
sinistra si scende per Vieyes,
mentre a destra si va a Sylvenoire.
Prendiamo la comoda strada sterrata
sulla destra e in un paio di
sali-scendi eccoci alla macchina.
Non ci resta che risalire sino ad
Epinel e poi sino “a casa” a
Gimillan. Arrivederci Colle del
Trayo! Fatti due conti, in una sola
giornata, abbiam fatto in totale
4000mt di dislivello! Domani si
torna a casa…le ferie sono finite!
Ma finite in bellezza! |