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Ricevo da Roberto, vecchio controrelatore (soprattutto vecchio...) e pubblico volentieri
Strega comanda color Grigioni
E' nata un po' così questa settimana di montagna programmata a spanne:
1-un pollice sotto il mento
2-un indice sulla cartina della Svizzera
3-un medio a chi ci vuole far spendere soldi in posti affollati
4-un anulare ... ma, se sei uomo, hai l'anulare più lungo dell'indice? Guarda
che, pur essendo anulare, è indice di prestanza sessuale!!!
5-un mignolino eh eh eh il mignolino non metterlo nel nasino che non sta bene!
... sì insomma solo il dubbio su quale cantone andare a conoscere più
approfonditamente ...
Perchè proprio i Grigioni? Perchè essendo la Svizzera la nazione europea di
montagna per eccellenza ed essendo i Grigioni il cantone più esteso come
superficie si presuppone che sia anche quello in cui ci sono più cose belle da
vedere, o no?
Il ragionamento non fa una piega a differenza del libro di riferimento che si
sfalda pure (è uno dei pochissimi in italiano in circolazione stampato nel
lontano 1993); accaparrate un paio di cartine della zona ed azzardata una
prenotazione via internet (tramite il portale myswitzerland.com) di due
alberghetti sconosciuti ma che ben si presentano, siamo pronti per la partenza.
Prattigau, questa è la prima zona dei Grigioni che abbiamo percorso: scelta
super azzeccata per la bellezza dei paesaggi, è stato un peccato rimanervi solo
4 giorni pur essendo il posto a sole 4 ore scarse di auto da Milano; abbiamo
spaziato da ondeggianti praterie disseminate da splendide case walser contornate
da catene simil dolomitiche (sulzfluh) ed affascinanti laghetti alpini (Partnun)
a zone più aspre sulla cresta di confine con la regione austriaca del Voralberg.
La bellezza dei posti è stata condita dall'innumerevole rete di sentieri da
percorrere (alcuni anche con tratti in galleria che non abbiamo fatto in tempo a
sperimentare), dall'incantevole alberghetto a St.Antonien, dall'aver letto la
storia di questo popolo amante della libertà (i walser in generale, i
prattigoviani in particolare) e ... fors'anche dalla piacevole compagnia? (la
citazione è d'obbligo)
Gli itinerari studiati a lungo a tavolino che coprivano una più ampia area dei
Grigioni sono stati cassati in favore di questa vallata e della vallata attigua
(vedi Clavadel) sovrastante Davos, vera e propria città di montagna da cui siamo
scappati a gambe levate ... ed addirittura contromano rischiando una multa
salata!
Cosa ci aspettavamo prima di partire? Senz'altro di dover imparare il tedesco
visto che lì parlano quasi esclusivamente quella lingua e poi i prezzi un po'
alti, vista la quotazione estiva del franco svizzero arrivata fino a 0,95 euro:
ciò si è puntualmente verificato per le cene (un vero escursionista non pranza
mai, al limita sbocconcella qualcosa) ma non per gli alberghi abbastanza onesti.
Cosa non ci aspettavamo? A parte la bellezza dei posti toccata con mano, non
avremmo mai creduto che, nel periodo a cavallo di ferragosto, non ci fosse
praticamente turismo (lì ad agosto già sono riaperte le scuole e di italiani
nemmeno l'ombra ... eccetto le nostre due).
Se poi aggiungiamo che ferragosto non è festivo perchè sono protestanti è
proprio un paradiso a portata di mano!
I restanti 3 giorni (non ditelo a nessuno) abbiamo sconfinato nel cantone Sainkt
Gallen poichè Bad Ragaz, in cui avevamo stabilito la seconda residenza, è al
confine con i Grigioni ma le montagne più a portata di mano sono verso
nord-ovest.
E qui come non segnalare 2 splendide escursioni sul monte Pizol e sulla
SeebenAlp con splendide viste sulla valle del Reno (inferiore o superiore?) e
sulla catena del Churfirsten: le foto parlano veramente da sole!
E Bad Ragaz sarà sì frequentata da vecchietti per le cure termali ma non è
affatto male con lo splendido Giessenpark (che non è il parco di un
supermercato, ma un parco contornato da laghetti e da ben due campi da golf) e
le gole del Tamina a portata di mano.
E che dire poi del paese di Heidi Meienfeld? Merita merita, più che le caprette
sono le mucche a farti ciao, c'è una bella escursioncina da fare ed è anche zona
di produzione vinicola!
Ma se fa caldo e la sete vi attanaglia invece del vino non fatevi mancare una
cytro e non un "gazzonen", come è stata chiamata
la gazzosa da una barista locale per prendermi in giro: che abbia notato il mio
anulare?!?
Ferragosto l'anno prossimo cadrà di mercoledì: noi sappiamo già cosa fare ... e
voi?!?
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