La scorsa estate un ginocchio un po’
malandato mi costringe a valle.
Mannaggia…. Ma tant’è…
Non posso farci nulla, solo riposo,
riposo, ginnastica ed esercizi
mirati. Poi decido di farmi di acido
(ialuronico, al ginocchio…) e il
ginocchio riprende a funzionare e
via… come Forrest Gump, comincio ad
andare su e giù per i monti e,
complice un inverno assolutamente
anomalo, giro le Orobie in lungo e
in largo e consumo gli scarponi
comprati nuovi per Natale 2006….
Ad aprile esce il programma estivo
di Bicio: piatto ricco mi ci ficco…
ed eccomi a prenotare per la Cima
d’Asta, lo Stelvio, l’Argentera e le
Tre cime di Lavaredo…. Con tutto il
dislivello fatto di certo
l’allenamento non mi manca, e la
voglia di rifarmi per un’estate a
valle è davvero tanta….
Ma, come la legge di Murphy insegna
e come diceva mia nonna “…mai fare i
conti senza l’oste…”, e l’oste si
presenta tramite il calendario di
Outlook che per il 7 maggio dichiara
“giornata intera occupata per
prericovero”.
Prericovero??? E di che????
Orpolina (chiaramente ho detto
altro, ma rischiamo la censura…),
ostreghetta….
Mi ero completamente dimenticata che
l’estate prima l’ortopedico mi aveva
comunque messo in lista d’attesa per
una pulizia al ginocchio… Chiamo il
CTO e chiedo conferma…
Confermano.
Guardo le mie prenotazioni sul sito
di Bicio e comincio a fare 4 conti:
allora, devo essere operata entro 60
gg, faccio un ritardo di una
settimana, è solo una pulizia… Boh,
dovrei farcela a fare tutto,
operazione e trek…
Ma ancora non tengo in debito conto
l’Oste Murphy… Infatti, preparato lo
zaino per la Cima d’Asta, suona il
cell… “Qui il CTO, si presenti
lunedì 2 luglio per il ricovero…”…
Parte la litania delle parolacce…
E saltano i primi due trek: Cima
d’Asta e Stelvio mi sfumano davanti…
L’operazione è una passeggiata
(???), il ginocchio non è
compromesso, solo un po’ sporco
(gergo medico che non indica che mi
lavo poco ma che all’interno ci sono
tracce di sinovia infiammata…), in
una settimana dovrei essere di nuovo
in pista…
E come di regola, una settimana dopo
rimetto gli scarponi: salita leggera
per testare il tutto, senza sforzo e
senza tirare…
Risultato un dolore incredibile alla
coscia. Al ginocchio nulla, ma la
gamba fa male… Stramaledico il
solito oste e comincio la cura del
ghiaccio…
Nel frattempo con un amico di
montagna avevo cominciato ad andare
un po’ in bicicletta, nulla di che:
un giro all’Idroscalo, un pezzo
della Martesana, un giro al parco di
Monza… Giusto per gradire e fare
qualcosa di diverso…
Dopo la prima prova in montagna con
esito disastroso, decido di
pedalare: meno male non mi fa male e
anche il giorno dopo la gamba regge…
Ma la gamba continua a fare male,
soprattutto di notte: per tre
settimane dormo poche ore a notte,
di giorno è una tortura, mi fa male
a fare tutto, nuotare compreso…
Alla fine torna il mio ortopedico
dalle ferie e mi faccio visitare.
Alla malora l’Oste, Murphy e non so
chi altro: il laccio emostatico che
mi era stato messo sulla coscia per
fermare il sangue durante
l’operazione probabilmente era
troppo stretto e mi ha creato un
versamento profondo infiammandomi
una vena e i muscoli della coscia…
Scarponi appesi al chiodo, eparina
in dosi da cavallo, riposo attivo,
ma sempre riposo… e la mia estate si
profila a valle…. Un’altra….
Ma…. Stavolta riesco a fregare
l’oste…
La bicicletta…
Pedalare non mi fa male, anzi….
E allora via… Comincia così una
lunga e nuova estate, nuovi giri,
nuove prospettive… E la valle a cui
sono costretta diventa così la
ricerca continua di ciclabili lungo
corsi d’acque, fiumi, rogge… Tutto
partendo sempre da casa, utilizzando
a volte il treno per andare e/o
tornare…
Ed ecco che invece della scoperta di
nuovi valli e cime, parto a
conoscere vecchie vie di
collegamento, alzaie trasformate in
ciclabili, posti nuovi ed
incredibilmente belli…
Il Parco del Ticino verso Turbigo,
il parco di Monza in ogni angolo, il
lago di Como da Colico a Como, il
Canale Villoresi da Monza a Castano
Primo, e poi ancora il Villoresi da
Monza a Cassano, lungo l’Adda da
Trezzo fino a Garlate e poi fino a
Pavia prima lungo il Naviglio e poi
lungo il Ticino, un’altra volta la
Muzza da Cassano fino a Lodi ed
infine da Peschiera a Mantova…
Giri incedibili, angoli veramente
unici…
E la scoperta della bicicletta,
gancio di salvataggio ma anche
piacevole compagnia che è riuscita a
non farmi sentire così tanto la
mancanza delle cime…
Certo, ho rinunciato a dei trek da
favola, a cui tenevo molto, ma
restare ferma mi ha dato la
possibilità di sperimentarmi in
altro modo e di scoprire nuove
terre, nuovi posti, nuove emozioni e
sensazioni… che poi non sono molto
diverse da quelle che vivo andando
“per bricchi”…
In un paio di mesi arrivo a circa
1.400 km fatti, i giri in bici
arrivano ad essere di 110 km al
giorno.. la mia “rabbia” non so
proprio dove sia e l’astinenza da
dislivello è superata senza averla
sofferta…
Arriva settembre… e testarda decido
di fare l’ultimo trek a cui mi ero
iscritta.
Con le 3 Cime di Lavaredo ho un
conto aperto dal 2002… Vado,
cammino, riesco a fare tutti i 4
giorni…
Il conto arriva poi a casa… Ancora
scarponi appesi al chiodo: i muscoli
sono ancora infiammati e i 4 gg
hanno solo “peggiorato” le cose…
Fa niente… L’estate sta finendo… C’è
ancora posto per qualche bella
giornata in bicicletta… Per la
montagna ci penserò tra un po’…
Ora, a estate finita, guardando le
fotografie posso solo ricordare
un’estate bellissima, intensa,
scoperta giorno dopo giorno,
assolutamente non programmata ma
rubata, di nascosto, ad un oste che
è peggio di un esattore delle tasse…
e forse per questo mi ha lasciato un
sapore dolcissimo….
E andando per ciclabili e strade
verdi era come andare per sentieri:
spesso problemi uguali come le moto,
le ciclabili mal tenute, posti
bellissimi non valorizzati,
sporcizia, segnaletica carente,
carte delle ciclabili inesistenti o
fatte male… E anche qui a cercare la
strada, il sentiero giusto, parlare
con la gente e scoprire culture
diverse, modi di vita diversi…
Incontrare compagni di strada che
vengono da lontano e vanno ancora
più lontano….
Un’esperienza davvero unica… e la
prossima estate chi lo può dire…
magari il trek sarà anche su due
ruote…
Ah, dimenticavo: il ginocchio ora
sta bene, la gamba sta riprendendo a
funzionare, in montagna ho
ricominciato a camminare ma con
MOLTA calma ancora per un mesetto…
L’oste e il Sig. Murphy spero di non
incontrarli, almeno per un po’……
Voi spero di incontrarvi presto, per
ciclabili o per sentieri poco
importa…
MarziaIn attesa
alla stazione di Como

Tra Milano e Pavia

Lungo il Mincio



Mantova

|