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 pict  In Nepal con Giovanna e Alberto    
E' dal primo giorno di trekking, cioè da 8 giorni, che la mia guida sherpa Ram si offre di portare il mio zaino. Ma perchè dovrei darglielo? Si tratta di un piccolo zaino con dentro 3 cose, il grosso del bagaglio e' nel borsone che si porta in spalla il portatore (N.B: il portatore trasporta il bagaglio di 2 persone, per un totale di 30 kg). Gli rispondo sempre di NO.
Ma oggi e' diverso. Ieri sera siamo arrivati a Lobuche a quota 4800 m e ho iniziato ad avere dei problemi respiratori. Ci ho messo almeno mezz'ora a recuperare il fiato dopo la salita e pure la notte e' stata
irrequieta: riuscivo a dormire solo col cuscino (che era durissimo) che mi teneva sollevata la testa e in posizione supina... altrimenti non riuscivo a respirare!
Mi e' venuta una brutta tosse stile bronchite. Ho il raffreddore oramai da 4 giorni: e il raffreddore che si e' trasformato in tosse o e' un sintomo di mal di montagna della categoria HAPE (edema polmonare) ?

Siamo partiti da Lobuche per il Kalapattar alle 6 del mattino, e' una bella giornata di sole. Dopo circa 30 minuti iniziamo a vedere i primi lembi del ghiacciaio dell'Everest: una enorme quantità di crepacci, tutti tondi ed enormi. Vediamo delle bellissime montagne, alcune cime hanno dei ghiacciai impressionanti che sfidano la legge di gravità. Vediamo bene la cima del Pumori, poi il Nuptse che si avvicina sempre più.
Stiamo camminando sulla morena e ci accorgiamo che siamo saliti parecchio e dobbiamo scendere a Gorak Shep per poi (ahimè!) salire di nuovo per raggiungere la cima del Kalapattar.
Siamo a circa 5200 metri, stiamo salendo sul Kalapattar, più saliamo e meglio vediamo le cime attorno, l'Everest e i suoi ghiacciai, il Nuptse e' al nostro fianco e si vede perfettamente, con tutta la sua imponenza e la sua parete di ghiaccio. Ogni passo mi toglie il respiro. Mi fermo per respirare più profondamente, ma non riesco. Non c'e' ossigeno, mi sento come se avessi una attacco di asma (che non ho mai avuto in vita mia). Alla Capanna Margherita respiravo benissimo e qui (in fondo sono solo 700 metri più in alto) ci si sente letteralmente soffocare. Cedo volentieri lo zaino alla guida e proseguo pianissimo. Ogni passo corrisponde a 10 respiri.
Si sente il rumore fortissimo di una valanga e la guida mi invita a guardarla sul Nuptse: non ce la faccio, sono troppo impegnata a respirare e a sopravvivere alla diminuzione della pressione di ossigeno. Ma Messner come ha fatto a salire in cima a tutti gli 8000 senza bombole di ossigeno ??? Mi sembra impossibile.
Arrivo in cima, finalmente a quota 5623 (circa, le cime minori dell'Himalaya non hanno mai un'altezza sicura)!
Rimaniamo lì almeno 20 minuti ad osservare il panorama: il campo base dell'Everest e' a picco sotto di noi. Poi la seraccata del Khumbu, e tutto l'Everest, l'Hillary step e la cima. Il Nuptse e' veramente imponente e il suo aspetto e' quasi più maestoso di quello del suo vicino più famoso. Ci sono tante altre cime, alcune senza nome (ma in fondo perchè dare un nome a una cimetta che appena supera i 6000 metri, quando siamo pieni di 7000 e 8000 ?), tutte grandiose.
Iniziamo la discesa, va meglio, ma comunque si ha sempre una strana sensazione respiratoria, ancora si avverte l'aria sottile. A Gorak Shep (5100) faccio super fatica a fare 10 metri di salita per entrare nel lodge dove tenteremo di pranzare. In realtà non mangiamo niente. Neanche a cena (tornati a Lobuche) e neanche la mattina seguente a colazione: il nostro stomaco si e' totalmente bloccato. Ma avete presente quello che mangia di solito Alberto nei rifugi?
Mangeremo il giorno dopo scesi a Dingboche, a quota 4350.
Che bello i 4350 metri: si dorme, si mangia, si cammina senza fatica !
A Dingboche non ho più neppure la tosse stile bronchite (ma allora il raffreddore non c'entra!). E ad Alberto (e al nostro portatore, che e' salito pure lui in cima al Kalapattar, senza bagagli, perchè voleva vedere l'Everest) e' completamente passato il mal di testa.

In questo momento non so ancora fare un bilancio sul nostro trekking in Nepal. Era il viaggio che volevo fare da anni e sono contentissima di esserci riuscita.
Ma l'alta quota non ci ha permesso di godere pienamente la giornata più importante, coi panorami più grandiosi e con il re di tutte le montagne, l'Everest. Mah, forse la prossima volta organizzeremo un trekking più a bassa quota (ad esempio il Campo Base dell'Annapurna e' un fantastico 4100 metri) e cercheremo di non superare più i 5000 metri. Abbiamo capito quale e' il nostro limite....

Considerazione puramente statistica: abbiamo incontrato tante persone, escursionisti ed alpinisti, sui sentieri del Khumbu. Il 70% erano uomini e solo il 30% donne. Se poi guardiamo gli italiani, la percentuale delle donne scende bruscamente: 3 donne (una sono io, un'altra e' Nives Meroi, non so se mi spiego) su circa 40 italiani incontrati. Nei francesi le donne salgono al 20% dei partecipanti, nei gruppi di orientali (coreani e giapponesi) sono circa il 30% e nei tedeschi e anglofoni toccano il 50%. Peggio di noi sono solo gli iraniani, che hanno ZERO donne (mi sembra ovvio il motivo).
E le donne italiane che fanno ??? Non possiamo farci battere così da tedesche e inglesi ...

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