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 pict  Estate 2007... allo Stelvio (by Patrizia e Claudio)    
Parco Nazionale dello Stelvio (Luglio 2007)
Capitava ormai da un sacco di tempo.
Ogni volta che sentivamo nominare il Parco Nazionale dello Stelvio i nostri sguardi si incrociavano ed ogni volta ci si ripeteva: ”Ecco, anche li' sarebbe bello poterci fare un giro. Lo diciamo da sempre, ma poi regolarmente ce ne scordiamo. Dobbiamo deciderci un giorno ad organizzare un bel percorso ad anello, per un trek tranquillo ma di soddisfazione”.
Potra' sembrare incredibile, ma solo ora che l'abbiamo concluso, ci siamo resi conto del motivo per cui questo trek e' rimasto a lungo solo un desiderio: su un'area cosi' vasta, inconsciamente stavamo aspettando qualcosa o qualcuno, che per qualche motivo richiamasse la nostra attenzione su un punto specifico.
Ed e' arrivato Fabrizio, alias Bicio, a suggerirci il punto di partenza.
Nel calendario di Zainoinspalla, il febbraio scorso, c'era una ciaspolata alla quale ci sarebbe piaciuto partecipare e che prendeva il via dalla localita' Arnoga, a pochi chilometri da Bormio. Ma il classico imprevisto era dietro l'angolo, cosi' fummo costretti a rinunciare.
Una rinuncia temporanea comunque, perche' in quel luogo, a dispetto di ogni imprevisto, ormai si era deciso di andarci.
Ci siamo arrivati a luglio, entusiasti e prontissimi ad affrontare l'avventura che ci avrebbe impegnati per 5 giorni.
Le tappe in sintesi:
Martedi', 17 luglio.
La meta della prima giornata e' il rifugio Val Viola. Lo raggiungiamo seguendo il sentiero che risalendo la Val Viola Bormina passa dall'alpe Dosde', dove scopriamo un rifugio non riportato sulla nostra mappa, il “Federico in Dosde' ” a quota 2133m, aperto nel 2001. Il tragitto e' facile ed il posto magnifico (torrente, cascate, ghiacciai) ma non ve lo descriviamo perche', come diceva un famoso slogan: “Provare per credere” (pero' ci sono delle foto).
Giungiamo al rifugio Viola verso sera, con tutta calma, scoprendo, con sorpresa e con tristezza, che siamo gli unici clienti. Che folla! Per fortuna dopo una mezz'ora fanno la loro comparsa due biker tedeschi, che non capiscono neanche una parola di italiano, ma in compenso annuiscono e sorridono sempre. (Pure noi non capiamo una parola di tedesco, ma ce la caviamo gesticolando.)
Dopo cena concludiamo la giornata salendo al Passo di Val Viola, a breve distanza dal rifugio, sconfinando in terra elvetica.

Mercoledi', 18 luglio.
Si parte dal rif. Viola per la traversata della Vallaccia. Ci facciamo spiegare dettagliatamente il percorso dal rifugista, perche' le informazioni che abbiamo riferiscono di un tratto poco segnalato (dalla malga Funera 2241m, al Passo della Vallaccia 2614m) in cui fare molta attenzione. Il rifugista e' esaustivo e le nostre preoccupazioni si riveleranno infondate. Infatti, il tratto fino al passo e' sufficientemente marcato con il solito segno bianco/rosso; al contrario, dal passo la frequenza della marcatura cala drasticamente, tanto che si rende necessario viaggiare a vista. Problemi di orientamento comunque non ce ne sono, valicato il Passo della Vallaccia e' tutta una lunga, lunga, lunghissima discesa sul fondovalle solcato dal torrente Vallaccia, fino ad arrivare, dopo aver oltrepassato delle caratteristiche baite, al ponte del Rezz (2021m) e quindi all'abitato di Trepalle. L'ambiente naturale fin qui incontrato e' selvaggio, abbiamo visto solo due piccoli laghetti in alta quota, ma in giro non c'e' anima viva ed il sole che picchia inclemente ci ha bruciato, assetato ed indebolito. Giunti a Trepalle cerchiamo disperatamente: l'ombra, una bibita gelata, una seduta comoda. Ma le fatiche odierne non sono finite.
Muovendoci in alta stagione, pensavamo che senza i pernottamenti prenotati saremmo andati incontro a qualche nottata passata all'aperto. Cosi', nonostante siamo giunti a Trepalle gia' cotti e stracotti, per raggiungere l'albergo prenotato (La Tea) abbiamo dovuto sorbirci un'ulteriore strappo fino al Passo d'Eira (2210m). Personalmente credevo che dall'albergo non avrei piu' mosso piede. Eppure dopo una buona accoglienza, una doccia rinfrescante e una gustosa cena, abbiamo chiuso la giornata con la facile salita al monte La Pare' (2353m) e splendida veduta panoramica su Livigno ed il suo lago. (Sara' stato l'effetto della bottiglia di Cabernet scolata durante la cena? )

Giovedi, 19 luglio.
Si scende dal Passo d'Eira per ritornare a Trepalle.
Dopo la sfacchinata di ieri ci vogliamo regalare una giornata dai ritmi soft, per cui modifichiamo il programma di base tagliando l'estensione al lago Nero (2550m), e puntiamo dritti al Passo di Trela (2295m). Il sentiero e' bellissimo e ben curato, anche perche' fa parte del circuito della “Pedaleda” (percorso di gara per mtb) e porta al passo fra fioriture di stelle alpine. Con una breve discesa, adagiato in una verdissima conca, raggiungiamo l'agriturismo Malga Trela, dove abbiamo sostato a lungo. A parte la buona cucina e l'ottimo caffe' del pastore (una specie di bombardino) ci e' stato possibile assistere alla lavorazione del latte prodotto in malga (stavano facendo la ricotta) e un casaro, molto orgoglioso del suo lavoro, ci ha aperto le porte del magazzino/cantina per la visita e la degustazione dei prodotti finiti, in primis, sua maesta': il BITTO. (Non pensiate che a favore del bitto si siano snobbati la bresaola o i pizzoccheri. Tranquilli... ci siamo fatti pure quelli!)
Ripartiamo felici e contenti, e se fino alla malga di Trela il tragitto e' stato bello, dalla malga in poi diventa spettacolare. Ci muoviamo verso la meta di oggi, la Val di Fraele e i laghi di Cancano, percorrendo un sentiero (che diventa quasi subito una vera carrareccia) che si snoda in un primo tempo a balcone sui laghi, per continuare poi in un fresco bosco di pini mughi. Nel soleggiato pomeriggio ci concediamo un'altra pausa per tuffare i piedi nelle acque del ruscello, prima di iniziare la ricerca del rifugio Val di Fraele che ci ospitera' per le prossime due notti.

Venerdi', 20 luglio.
Dalla conca che ospita i laghi artificiali di Cancano partono tanti itinerari, tutti belli e meritevoli, e per chi non puo' fermarsi a lungo la scelta diventa davvero difficile. Sapendo che c'era la possibilita' di noleggiare delle mtb per compiere il periplo dei laghi (16 km), abbiamo optato per un'itinerario che ci permetteva di partire dal rifugio a piedi e di ritornarvi in bici.
Costeggiando in parte e a piedi i due laghi, siamo giunti al ristoro Solena e proseguendo oltre ci siamo immessi sul largo sentiero che compie la traversata della Val Forcola, per sfociare al Passo dello Stelvio (iv cantoniera). Considerato il tempo a disposizione siamo arrivati fino alla malga di Forcola (2311m), quindi ritornati sui nostri passi e raggiunta la sponda opposta dei laghi, con una sosta presso la postazione gestista dall'apt di Bormio abbiamo noleggiato le mtb, completando il giro dei laghi e percorrendo la “Via Imperiale d'Alemagna” (antica via di comunicazione fra l'Alta Valtellina e paesi d'oltrape) fino al Passo di Val Mora.

Sabato, 21 luglio.
Si parte in mtb, ma solo per raggiungere la postazione dell'apt e riconsegnare le biciclette.
E' l'ultimo giorno del nostro peregrinare ed e' ora di chiudere il largo anello aperto ad Arnoga qualche giorno fa.
Passando accanto al rifugio Monte Scale Park iniziamo a scendere verso il lago naturale delle Scale, sostiamo per una visita alle torri di Fraele, poi abbandonata la strada asfaltata che scende a Pedenosso, c'immettiamo sulla decauville che, con un percorso su carrareccia di 12 km quasi pianeggiante, ci portera' all'Husky Village, all'albergo Li Arnoga, per terminare al parcheggio dove la nostra auto ci sta pazientemente aspettando.

Abbiamo trascorso splendide giornate, immersi in una natura rigogliosa, incontrando gente semplice ma capace di sorprendere, collezionando nella memoria e nell'esperienza un patrimonio emotivo e visivo in grado di arricchire il nostro spirito, un'occasione di crescita che niente e nessuno potra' sottrarci, e che restera' ad offrirci compagnia e conforto in ogni momento della nostra vita, anche e soprattutto in quelli piu' miseri.
E' questa per noi, la funzione e l'essenza di ogni viaggio.
Claudio e Patrizia - Bergamo.

Cascata nella Val di Dosdè

Il ghiacciaio alla fine della valle

La Val Viola vista dall'alto

Il lago del Cancano visto dal sentiero all'Alpe di Trela

La chiesa di Trepalle

Claudio nel periplo dei laghi

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