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 pict  Estate 2010... Sentieri di pace (by Patrizia) 
Storia, escursionismo e maestosi scenari montani – agosto 2010

Qualche mese fa mi capitò fra le mani una pubblicazione sul “Sentiero della Pace”, un'itinerario storico-escursionistico che ripercorre idealmente quasi tutto il lungo fronte alpino della prima guerra mondiale.
Contrassegnato con una colomba gialla, si snoda per circa 450 km su mulattiere militari, sentieri e camminamenti di guerra incontrando resti di fortificazioni e trinceramenti. E' un'itinerario pervaso da un profondo significato culturale e storico: un percorso nelle memorie, per riflettere e meditare, nel desiderio di pace e nella speranza di non ripetere i tragici errori del passato.
Per dirla con le parole della pubblicazione “i forti, gli ospedali e i piccoli cimiteri in quota, le trincee, i campi di battaglia si presentano ora come le stazioni di un laico pellegrinaggio che invitano l'uomo a immergersi in una natura ricca e varia, ma anche a non dimenticare la devastante
crudeltà della guerra”.
L' invito mi convince e senza avere l'ambizione di percorrere tutte le nove tappe che compongono il lungo “Sentiero della Pace”, mi sono costruita un mini-trekking che mi ha portato a solcare la terra di tre regioni distinte: l'alta Val Camonica in Lombardia e le Valli del Pasubio nel Veneto per la parte storica, la Val di Sole del Trentino per un totale tuffo nella natura più rilassante.

La Lombardia
Il percorso ad anello dell'Alta Val Camonica mi offre subito la visita di un gioiello di architettura alpina: il villaggio di Case di Viso (1750m - frazione di Ponte di Legno), un bellissimo agglomerato di baite – molte ristrutturate – interamente in pietra, ormai più uniche che rare.
Uscita dal villaggio, seguo la larga sterrata (segnavia 52) che in circa 2,30 ore mi porta al rifugio A.Bozzi a 2478m.
Nei pressi del rifugio sorge il “villaggio Montozzo”, un'insediamento militare della prima guerra mondiale, costruito dalle penne nere (fra cui Angelino Bozzi) a quasi 2.500m di quota. E' un vero e proprio museo a cielo aperto: trincee, camminamenti in galleria, postazioni per pezzi di artiglieria e casermatte sono le testimonianze della Grande guerra.
Faccio sosta al rifugio per il pranzo e mi ritrovo a chiacchierare con un'anziano signore. Mi spiega che tutti gli anni sale al Bozzi per onorare la memoria del padre, uno dei soldati che ha combattuto in questo luogo. Stacca la fotografia di un gruppo di soldati (che lui ha donato al gestore) dalla parete del rifugio e orgoglioso mi mostra suo padre ritratto accanto al ten. Cesare Battisti (che sarà poi catturato sul Pasubio). Dimostra una conoscenza approfondita degli eventi bellici di quegli anni e ascoltarlo è piacevole ed interessante.
La mia escursione però deve proseguire e proprio sul Sentiero della Pace che qui si sovrappone l'Alta Via Camuna, quindi lasciato il rifugio proseguo con il segnavia 2, con un tratto quasi pianeggiante ma in alcuni punti un po' danneggiato ed esposto, essendo sospeso a mezzacosta sulla Valle di Viso, fino a raggiungere (1,30h) il primo dei laghi di Ercavallo a quota 2621m.
So che poco distanti ci sono altri due laghi, ma l'escursione fin qui mi ha già ampiamente appagato, quindi torno sui miei passi e raggiunto l'incrocio col segnavia 59 lo seguo tornando a Case di Viso.

Il Veneto
Non è possibile pensare ai combattimenti della Grande guerra senza ricordare il massiccio del M.Pasubio. Senza ricordare, in particolare, quell'autentica meraviglia dell'ingegneria militare e del lavoro umano realizzata dalla 33.ma compagnia minatori che prende il nome di Strada delle 52 gallerie o della 1.a armata.
E' un'ampia ed ardita mulattiera che prende il via da Bocchetta Campiglia e si snoda fra tratti scavati in roccia e altri a perpendicolo, determinando un succedersi di sensazioni che attribuiscono a questo percorso un primato estetico sicuramente non superabile. Questa strada, che termina a Porte del Pasubio dopo la 52.esima galleria, è il monumento più significativo che ricordi l'epopea vissuta dal soldato italiano e da un intero popolo fra il 1915 e il 1918.
Raggiungo il rifugio Achille Papa a metà pomeriggio, il tempo di dare un'occhiata attorno per progettare la mattinata successiva, di sistemare le mie cose in camerata ed è già ora di cena. E' a questo punto che faccio la felice conoscenza del modenese Emanuele e del tedesco Marcus.
Due bravi ragazzi, intelligenti e di buon senso che hanno vivacizzato la mia “solitaria” escursione con una mega chiacchierata coinvolgente, allegra e gratificante. Li ricordo e li ringrazio con vero piacere.
La mattina successiva la dedico alla scoperta della “zona sacra”, luogo di straordinario interesse storico e ambientale, che si sviluppa lungo il crinale iniziando dal Cogolo Alto e comprendendo Cima Palon e il Dente Italiano fino alla Selletta dei Denti. Purtroppo non è compreso il Dente
Austriaco, che meriterebbe ampiamente d'essere incluso.
E' alla portata anche del più modesto camminatore e solo là, sui luoghi stessi della battaglia, dove ogni zolla, ogni ciottolo, ogni rupe fornisce la sua testimonianza muta ma eloquente, si possono cogliere quelle sensazioni che attingono ai sentimenti umani.
Non è da raccontare, ma un'esperienza da fare assolutamente in prima persona!

Il Trentino
Come smaltire l'ondata di emozioni del Pasubio ?
Con una rilassante escursione in uno degli angoli più incantevoli dell'ormai (per me) familiare Val di Sole: presso la conca dei laghi del Malghetto di Mezzana. Raggiungo Marilleva 1400 con la strada asfaltata e parcheggio in prossimità del residence Artuik dove parte la bella sterrata (segnavia 202) che sale ai laghetti.
Dopo circa 1,30 ore di cammino sbuco in una luminosa conca erbosa dove sorge il Malghetto Copai (1986m) , una malga del comune di Mezzana che funge da bivacco. Proseguo e poco dopo incontro un bivio con una cappella votiva. Svolto a sinistra e in breve mi trovo a costeggiare il primo dei due laghetti: il laghetto di Mezzana inferiore. Proseguendo su questo sentiero c'è la possibilità di risalire il Dosso della Pesa, dal quale, in assenza di nebbie, si può godere di uno splendido panorama sulle montagne del gruppo del Brenta.
Decido di provare, ma ahimè, la mia sudata non viene per niente ripagata. Mi fermo sul dosso una ventina di minuti sperando che le nebbie si diradino ma.... niente da fare, oggi non è giornata.
Torno al bivio con la cappelletta e stavolta prendo a destra. In breve e in leggera salita raggiungo il laghetto superiore (2023m). In questa conca l'ambiente è davvero molto suggestivo con l'intenso color verde degli specchi d'acqua, circondati da zone torbose, larici, abeti, dominati dalla Cima Artuic. E' un'invito alla calma e al rilassamento che mi godo appieno, finchè l'ora tarda suggerisce di rimettersi in marcia.
Mi riavvio sulla sterrata percorsa in precedenza, ma raggiunti i cartelli in legno che segnalano la deviazione per Malga Panciana abbandono la sterrata e svolto. Con 15 minuti di cammino approdo prima al rifugio Orti, e con altri 15 minuti alla Malga Panciana raggiunta dagli impianti di risalita.
Dopo una breve sosta riprendo il cammino e seguendo il tracciato delle piste da sci scendo a Marilleva 1400 chiudendo l'anello.

Quattro splendidi giorni da ricordare...... in attesa di nuove avventure.
Patrizia – Bergamo.

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Pagina letta 1044 volte dal 21/8/2010 - Pagina aggiornata il 29/10/2010