Fungaioli per caso nel Parco
Regionale dei Cento Laghi –
agosto 2010E dopo
paziente attesa, in questo
agosto 2010, ecco esaudirsi
un'altro desiderio: si viaggia
verso il ventunesimo parco
nazionale italiano, il Parco
Nazionale dell'Appennino
Tosco-Emiliano istituito nel
2001. Un giovane parco che
include il preesistente parco
regionale emiliano denominato
“dei Cento Laghi” perchè le sue
aree, a più alta quota, sono
costellate da un elevato numero
di laghetti, in gran parte di
origine glaciale. E'
quest'ultima zona che più attrae
la mia curiosità, nata sulle
belle foto e impressa dai
simpatici resoconti pubblicati
sull'argomento dal capitano
Bicio, leader indiscusso della
comunità di Zainoinspalla. Come
resistere alla descrizione di
facili percorsi, vedute
panoramiche, ottima ospitalità e
buona cucina ?
”L'unico modo per liberarsi da
una tentazione è cedervi”,
diceva Oscar Wilde, e dunque:
“Appennino aspettami... sto
arrivando”.
Si uniscono in questa
scorribanda Maria ed Enrico, due
occasionali compagni
d'escursione.
Partiamo di lunedì per evitare
il traffico dei primi grossi
rientri di vacanzieri e dopo
aver sostato per una breve
visita nel paesino di Corniglio
raggiungiamo il rifugio Lagdei.
L'intero pomeriggio è ancora a
nostra disposizione, quindi,
indossati scarponi e zaini, si
parte sull'iniziale segnavia 727
verso il rifugio Mariotti
adagiato sulle sponde del Lago
Santo. Il tempo di scattare
qualche foto e poi via, si
continua imperterriti verso la
Sella di Marmagna dove il
tracciato confluisce sul
sentiero di crinale. Siamo di
poco preceduti da un piccolo
gruppo capeggiato da un esperto
della zona che, raggiunta la
Sella, parla al gruppetto, ma
anche a noi, del vasto panorama
che si potrebbe ammirare se non
ci fosse tanta foschia. Solo
grazie alle sue indicazioni
riusciamo a intravedere in
lontananza, da quel balcone,
l'isola di Tino e di Palmaria.
Arruffato dal forte vento il
gruppo riparte, e noi con loro,
verso la Cima di Marmagna
(1851m).
Qui i nostri percorsi si
dividono: mentre loro
rientreranno per la stessa via
dell'andata, noi, tentando un
sentiero invaso da un'immensa
brughiera di mirtilli,
scenderemo presso la Capanna di
Braiola e chiuderemo un anello
rientrando su tracciato
alternativo.
La prima giornata, ormai al
termine, ci scopre contenti ed
appagati. Resta un'ultima
aspettativa da soddisfare: i
piaceri del palato nella
decantata gastronomia parmense
e..... non resteremo delusi.
La seconda giornata inizia
sul segnavia 723A, il comodo
sentiero lastricato detto “ il
panoramico” che sale al Lago
Santo.
E' martedì, giorno autorizzato
per la raccolta funghi e
nell'umida faggeta fungaioli
silenziosi si muovono armati di
cesti e passione. Ci si saluta,
si scambiano due chiacchiere e
si sbircia il loro bottino per
pura curiosità. Il nostro
obiettivo è tutt'altro, vogliamo
attraversare la Riserva Naturale
Guadine-Pradaccio salendo fino
al Passo delle Guadine per poi
scendere, passando dalle Capanne
di Badignana, a poca distanza
dai Lagoni e dall'omonimo
rifugio. Fedeli al nostro
programma calchiamo il percorso
prestabilito ma l'insidiosa
“febbre” da fungo ha contagiato
Maria che con occhio attento e
fiuto sopraffino riesce a
scovare freschi porcini
addirittura sul sentiero. Sembra
così facile che anche Enrico
inizia a procedere più
lentamente scrutando il terreno
ed anche la sua “caccia” è
ripagata. Siamo piuttosto
euforici ma raggiunta la Sella
Sterpara riportiamo tutta la
nostra attenzione sul percorso
che, nel frattempo, è divenuto
uno stretto ed instabile
sentierino a mezzacosta. Anche
la nebbia fa la sua comparsa,
seppur fra un'ondata e l'altra,
ci lascia il tempo di godere del
bel panorama sul lago di
Pradaccio.
Al Passo delle Guadine il
sentiero si allarga e di nuovo
rientra in bosco. Iniziamo la
discesa verso le Capanne di
Badignana ma senza fretta: gli
improvvisati fungaioli sono di
nuovo all'opera e di nuovo con
successo. Raggiunte le Capanne
l'umore è alle stelle, mentre la
conversazione con altri
escursionisti presenti ci
conferma la particolare
generosità di questa annata.
Chiudiamo l'anello seguendo
dapprima il segnavia 719, una
comoda forestale contornata da
splendide faggete, ed in seguito
la sterrata che ci riporta a
Lagdei. Più tardi sapremo dal
gestore del rifugio che in
quella giornata, i controlli
dell'adiacente Corpo Forestale
dello Stato, avranno
confiscato 40 kg di funghi:
riuscite ad immaginare una tale
quantità ?
Mercoledì mattina i raggi del
sole e l'aria tersa
preannunciano una splendida
giornata, sciogliendo le riserve
verso il programma di cammino
concordato. Raccogliendo il
suggerimento di un addetto
dell'ufficio informazioni di
Corniglio vogliamo salire sul
Monte Sillara (1859m) per poi
scendere agli omonimi laghetti.
Arriviamo in auto al Passo della
Colla che con i suoi 1466m
dovrebbe risparmiarci dislivelli
eccessivi ed iniziamo a seguire
il segnavia 711A risalendo
subito ripidi pendii. E' una
gran sudata ma in breve tempo
raggiungiamo un poggio dove il
tronco di un albero, sdraiato a
mo' di panca,
sembra fatto apposta per una
sosta riposante, inoltre siamo
consci d'aver già superato la
metà delle fatiche.
Ma una brutta sorpresa ci
aspetta al varco: ad un bivio il
sentiero si innesta con il
tracciato che sale dai Lagoni e
lo fa perdendo quota, tutta la
quota che avevamo già superato.
E' un duro colpo, ma stoicamente
procediamo. Il bosco, da parte
sua, sembra quasi scusarsi
regalandoci, su questi tratti
poco battuti, profumatissimi
funghi.
Poco sotto il Monte Paitino a
quota 1600m circa, Enrico, che
già alla partenza lamentava di
non sentirsi in gran forma,
scivola ed atterra fra cespugli
di mirtilli. Impaurito e
dolorante propone il
dietro-front che Maria ed io non
ci permettiamo certo di
discutere. Scendiamo, prendendo
però per il sentiero che passa
dalle Capanne di Lago Scuro,
presso le quali una sosta
prolungata permette ad Enrico di
riprendersi.
Chiacchierando in compagnia di
altri escursionisti ci avvieremo
poi verso i Lagoni. Enrico ha
ormai superato lo spavento e su
facile sentiero l'attività di
fungaiolo riprenderà il
sopravvento. Altri porcini si
aggiungeranno al nostro già
nutrito bottino e alla fine,
dopo un'accurata pulizia, la
bilancia decreterà il peso
esatto: 1,187 kg. Che ne dite ?
Niente male per dei dilettanti
allo sbaraglio.
Patrizia, Maria ed Enrico –
Bergamo
Patrizia – Bergamo.
Vedi
le foto del giro