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 pict  Merano 2011 - by Patrizia 
Ecco il terzo contributo di Patrizia nel 2011... buona lettura

Merano - Settembre 2011

Settembre: ultimi giorni di ferie in questo buon 2011.
Le previsioni meteo promettono tempo stabile, sole e temperature ancora estive.
Tutte condizioni che invogliano al movimento, magari alla scoperta di un'altro pezzo della nostra bella Italia.
Provo a chiedermi che tipo di vacanza mi piacerebbe: natura ? Cultura ? Sport ? Sano divertimento?
Difficile scegliere..... Poi l'idea: so di un posto che mi può offrire tutto!

Parto martedì 20 settembre e visto che posso fare con calma decido di ignorare l'autostrada.
Raggiungerò la meta attraversando valli e paesi, godendo degli spettacoli offerti dalla natura.
La prima sorpresa la trovo al Passo Tonale. La perturbazione della domenica precedente ha portato neve a quote più basse di quel che immaginavo e al passo la prima nevicata fa già pensare al bianco e magico mondo invernale.
Non resisto alla tentazione e anche se la temperatura esterna è di soli 6°C, scendo dall'auto e con gli infradito d'ordinanza attraverso uno spiazzo, per ammirare poi le orme impresse. Fantasticooooo!
Ho già calpestato la prima neve di stagione!
Mi ripiglio e proseguo il viaggio attraversando l'amata Val di Sole finchè la vista del lago di S.Giustina mi avverte che sono in Val di Non, famosa per la coltivazione delle mele. E davvero non si potrebbe non accorgersene: la strada scorre tra pendii stracolmi di meli che esibiscono i loro frutti
maturi e l'aria è satura del loro invitante profumo. Ai lati della strada sono ordinatamente posizionate le ceste per la raccolta che, una volta riempite dagli addetti, vengono caricate sui piccoli e lenti camioncini che ripetutamente sorpasso. C'è un'operosità tale che, se non avessi già un programma predefinito, mi verrebbe voglia di fermarmi, infilarmi tra i filari e offrire una mano per la raccolta.
Ne prendo nota mentalmente, chissà..... magari un giorno..... se mi sarà concesso di andare in pensione....... Gulp! Lasciamo perdere stì discorsi, soprattutto in stì tempi.
Sempre attorniata dai filari di meli risalgo fino al Passo della Mendola (1363m) e qui faccio tappa per dedicarmi alla prima escursione in programma. E' una facile camminata, interamente su largo sterrato ed è accessibile anche d'inverno con le ciaspole, come viene evidenziato dai vari segnavia
sul percorso. Si superano diversi punti di ristoro: il rifugio Genzianella, il rifugio Mezzavia, la Malga Romeno con la chiesetta dedicata agli alpini e lo splendido panorama, fino al rifugio Oltradige (aperto anche in inverno). Rientro per la stessa via dell'andata, veloce cambio di scarponi e si riparte per la meta finale, Merano mi attende!

E il pomeriggio della giornata successiva sarà proprio dedicato alla città, mentre la mattina verrà impiegata per la visita ai giardini di Castel Trauttmansdorff.
I giardini vengono pubblicizzati con lo slogan “Giro botanico del mondo in poche ore” ed in effetti lo si può affermare. Sono vasti (12 ettari) e comprendono 4 percorsi (totale 7 km) dedicati ai temi: boschi nel mondo (boschi in miniatura dell'America e dell'Asia), Giardini del Sole (piante
mediterranee), Giardini acquatici e terrazzati, Paesaggi dell'Alto Adige.
Quel che più mi ha colpito è il bosco di cipresso calvo del Nord America, per via delle sue protuberanze radicali chiamate “pneumatofori”. E' un'adattamento della pianta che vive nelle regioni paludose ricoperte, per buona parte dell'anno, da un metro d'acqua. Queste protuberanze affiorano dall'acqua ed hanno il compito di fornire ossigeno alle radici sommerse.
Qui le “protuberanze” le si vedono spuntare dalla terra e, non so perchè, ma mi hanno fatto pensare agli zombi che uscivano dalle tombe nel video “thriller” di M.Jackson. Brrr.... via, via, finchè si può! Anche il “giardino proibito” è stato interessante: una raccolta di piante ed erbe da cui si estraevano (e chissà, magari ancora si estraggono) vari veleni.
Nel pomeriggio scendo a Merano, la città-giardino. Ho letto molto sui suoi parchi e giardini, ma soprattutto sulle diverse passeggiate che offre.
Dalla passeggiata Kurhaus (perchè fiancheggia il Kurhaus, l'edificio dove si svolgono concerti, feste, cene di gala, meeting, ecc.) alla passeggiata Lungopassirio, che si snoda lungo la città fiancheggiando il torrente Passirio (lunga 800m). La passeggiata d'inverno con la “Wandelhalle” un loggiato coperto in stile liberty con panchine, tavole commemorative e busti di personaggi illustri.
La passeggiata d'estate (lunga 2150m) in posizione perfettamente opposta alla passeggiata d'inverno che collega il centro città al quartiere Maia Alta.
La passeggiata Gilf (lunga 1050m), il cui ingresso è segnalato da uno storico portale in ferro battuto e prende il via in prossimità del Ponte Romano. Questa passeggiata risale con delle serpentine i fianchi del Monte S.Zeno e raggiunge una torre, detta la Polveriera. Dalla Polveriera parte la passeggiata Tappeiner (lunga 3184m) che si snoda pianeggiante lungo le pendici del Monte Benedetto a circa 60m al di sopra del centro storico, offrendo scorci di grande fascino.
Passeggiate, parchi e giardini costituiscono lo sforzo che la città ha messo in atto per elevarsi al rango di un luogo di cura internazionale. Nel parco Elisabetta si trova una statua di marmo raffigurante l'imperatrice d'Austria (detta Sissi) che soggiornò spesso a Castel Trauttmansdorff e che, con la sua presenza, contribuì notevolmente al lancio turistico di Merano.

Fa ancora caldo e il sole splende, motivi per cui giovedì 22 decido per un'escursione circolare in alta quota. M'inoltro su facile sterrato immerso nel bosco alla località Falzeben (Merano 2000), supero i rifugi Zuegg e Parete Rossa per sbucare in prossimità della stazione a monte della cabinovia del Monte Ivigna, cuore del comprensorio sciistico Piffinger Koepfi.
Seguendo il segnavia 3 punto al Passo della Croce 1984m (Kreuzjochl), dal passo salgo ancora fino a raggiungere il rifugio Kesselberg (2300m) punto di massima quota della giornata, quindi proseguo fino al nuovo rifugio Mittagerhutte (2260m), che offre una vista magnifica sulle Dolomiti, sul massiccio dell'Ortles, sulle Alpi di Stubai e le Alpi Zillertal.
Inizio la discesa verso il rifugio Merano (Meranerhutte) per poi rientrare al punto di partenza seguendo il segnavia 14.
Uno splendido giro in una splendida giornata. Unica pecca: la presenza di parecchi impianti di risalita.

Venerdì 23 è l'ultimo giorno di vacanza che mi concedo. Mi trovo in una città nota per i suoi giardini, parchi e.....terme.
Dove posso aver sguazzato per tutto il tempo che mi è rimasto ?
Finisce nelle goduriose piscine termali la mia ultima e gradevolissima vacanza del 2011.
Auf Wiedersen.

Patrizia – Bergamo.


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