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La prima escursione: Sempione 1983 (by Roberto) |
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Non ne potevo più di resoconti di
escursioni, trek, ciaspolate, del
nostro caro Bicio, straordinario
nella gestione del sito, nella
preparazione minuziosa degli eventi,
nella conduzione del gruppo,
nell'assemblaggio del materiale per
i posteri, sia fotografico tramite
le immagini più significative, sia
letterario condito da quella sua
"verve" un po' boccaccesca densa di
humour spietato nell'analizzare i
fatti accaduti, nonchè accurata
nelle descrizioni botanicorografiche.
Oggi la penna la prendo di nuovo in
mano io nell'ottica di
appropriamento del sito da parte di
noi protagonisti delle avventure che
ci ha propinato ... e vi sprono a
fare altrettanto, semprechè
riusciate a rilasciare i vostri
resoconti prima di lui, cosa
praticamente impossibile.
Potete comunque rilasciarli dopo di
LUI o meglio quando LUI non c'è.
E ieri LUI non c'era e per me è
stato come ciaspolare senza la mamma
che mi tiene per mano e che mi
conduce sui sentieri meravigliosi
dell'escursionismo.
Allora mi è venuta in mente la mia
prima escursione in assoluto, se
così si può chiamare una dissennata
scorribanda, dalle parti appunto del
Sempione, di due orfanelli
dell'escursionismo.
Diversi anni fa (correvano i mesi
successivi alla fine del liceo) una
domenica mattina ricevetti la
telefonata di un compagno che mi
invitava a trascorrere la domenica
facendo una camminata dalle parti
del Sempione.
Non avendo niente di meglio da fare
indossai maglietta, jeans, felpina e
scarpe da tennis e salii di primo
pomeriggio sulla sua fiammante 126
gialla.
A parte i documenti e pochi "ghelli"
non avevamo dietro nient'altro, nè
io nè il mio sciagurato amico.
Ricordo che più o meno arrivammo
dalle parti del Sempione, lasciammo
l'auto troooooooppo lontano tant'è
che ci sorbimmo a piedi km di
gallerie per la gioia dei nostri
polmoni; ad un certo punto
imboccammo un sentiero che faceva
più o meno al caso nostro ed
iniziamo a pompare sui polpacci
(citazione biciana).
Eravamo giovani e pimpanti ma erano
ore che camminavamo in mezzo ai
boschi senza incontrare nemmeno
l'ombra di un essere vivente,
iniziavamo ad accusare sete e
stanchezza, ma continuavamo, certi
della vicinanza della meta, peccato
che non sapevamo neanche quale fosse
la nostra meta!!!
Finalmente a pomeriggio inoltrato
quando sete e stanchezza stavano
diventando quasi insopportabili
incontrammo due veri escursionisti,
che, visti i nostri volti sconvolti,
ci allungarono le loro borracce e ci
chiesero dove stavamo andando.
Al nostro balbettare ci dissero che
eravamo dei pazzi furiosi e ci
consigliarono di ripigliare
prontamente la via del ritorno che
loro stavano percorrendo.
Chiaramente li perdemmo dopo pochi
metri e presto la fame e la
stanchezza tornarono nuovamente a
farsi sentire.
Arrivammo non so come al calar della
sera sul finir della discesa presso
un gruppo di baite, all'esterno di
una di queste scorreva fresca ed
abbondante acqua ... finalmente la
nostra agognata oasi!
Chiamammo se ci fosse qualcuno e non
ricevendo risposta alcuna ci
appropinquammo per dissetarci
abbondantemente.
Ma, sorpresa delle sorprese, sotto
l'abbondante flusso d'acqua
stazionavano in un bacinellone
diversi invitanti grappoli d'uva
bianca .... non ci pensammo due
volte, iniziammo con un acino poi
con un secondo, poi con un terzo ...
fino a lasciare i racemoli nudi e
crudi ... ebbene sì quella volta
rubammo in terra svizzera ...
rubammo per fame!
Come è lontano quel ricordo dalle
esperienze degli ultimi anni,
dapprima condotte dalla mamma Bicio,
e poi condotte in autonomia con
un'adeguata preparazione!
Avevo necessità di raccontare quella
assurda esperienza a chi è alle
prime armi con l'escursionismo,
QUESTO E' UN PERFETTO ESEMPIO DI
COSA NON FARE!
Se avete voglia di conoscere la
montagna e siete inesperti
rivolgetevi a mamma Bicio, lui saprà
farvi crescere come escursionisti ed
anche come uomini !
Grazie Bicio, grazie ancora di
quello che hai fatto in questi anni
e che ci auguriamo tu possa fare
ancora per molti e molti anni per
poi ritirarti in un comodo ospizio (Simplon
?) computer alla mano a rileggere le
avventure da te condotte ed a
nutrirti delle avventure di quelli
che avranno seguito il tuo esempio. |
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