Il ritrovo era alle 8,45 sul
Piazzale dei Resinelli, chissà come
mai c’eravamo tutti in anticipo
(voglia
di Grigna?). Tanto da scordare di
acchiappare il Rossogrigio alla
rotonda di Ballabio, si proprio
quella all’uscita dal tunnell… ma si
sa l’entusiasmo..o la paura…fanno
brutti scherzi, come quello
che ha lasciato a letto a poltrire
un paio di assonnati che forse
avevano fatto le ore piccole ieri
sera.
Ma intanto che arriva il dimenticato
facciamoci una bella colazione, e
mettiamo ai voti i percorsi.
Veramente mettere ai voti non è
esatto, diciamo che qualcuno (pochi)
pensano che lasciare
sulla roccia la loro impronta non
sia necessario, preferiscono il
Sentiero delle Foppe, comodo,
panoramico e verdeggiante e in 5 ci
saluteranno con la promessa di
ritrovarci tutti lassù: al Rosalba.
Non mangiate tutto voi neh!
Il gruppone, gli arditi, i temerari,
gli incoscienti, pardon gli
innocenti (in verità c’è n’è uno
solo ha
13 anni, ma che gambe!)si scambiano
sguardi complici e issati gli zaini
in spalla iniziano l’ascesa.
Le previsioni meteo ieri sera ci
avevano rincuorato e la decisione di
affrontare la salita era stata
unanime, con qualche riserva se il
tempo fosse cambiato, ma stamattina
che sorpresa, il sole si era
presentato e ci salutava quasi fosse
contento di riscaldare il gruppetto
che si spogliava dei primi
strati di pile. Le cime e cimette
della Grigna meridionale stavano
davanti a noi, e mentre il sentiero
si faceva più ripido cominciavamo a
pensare a quei passaggi con le corde
e le scale che alcuni di noi
raccontavano a chi non aveva ancora
fatto l’esperienza della
Direttissima.
Il sentiero sale abbastanza
velocemente verso la parte rocciosa
e ben presto l’erba la vedremo solo
dall’alto. Si arrampica aiutandosi
con le mani, attaccandosi alle corde
fisse; si affrontano piccoli
traversi, qualche canalino, poi un
colle e dopo un lungo traverso che
passeremo poggiando i piedi
sulle staffe e tenendoci alla corda
fissa ci attende la prima prova: la
scala di ferro. La fila freme, ma
forse era solo per lo smacco che il
“piccolo” ci ha dato salendo con
nonchalanche e ora è lassù che
da consigli come aggrapparsi e dove
mettere le mani… ma i gradini
saranno anche nostri!
Poi il sentiero scende , ma poco
poco, si ricomincia a salire tra
rocce, salti, pinnacoli : quello è
la Lancia, quello il Fungo, quello è
l’Angelina! La natura qui fa la sua
mostra, espone le opere
lavorate dal Tempo, dall’Acqua, dal
Vento e ..andiamo andiamo, non
perdiamoci ad ammirarle
tutte, guardate dove mettete i piedi
e le mani. Ma è difficile arrestare
la voglia di immortalare le
gesta di questi scalatori e le forme
di queste rocce. Ci sono momenti che
la macchina fotografica
è rossa..ma non per
sottoesposizione. Arriviamo al Colle
Valsecchi, da qui si va per via
dolente
(scusate, si va al Rosalba),
lasciamo qui i pensieri di chi
vorrebbe andare sulla cima, un’altra
volta neh Davide! E prendiamo il
sentiero sulla sinistra, un piccolo
canale che scarica pietrame ci
costringe a fare attenzione, anche
se a distrarci c’è il Grignone, che
con la sua mole e una nuvoletta
che gli fa da cappello ci guarda
severo - Speriamo che non piova – è
il pensiero che passa nelle
teste e intanto ecco apparire il
Rosalba, ma è proprio rosa, dipinto
di rosa e con il tetto verde!
Adesso capisco perché l’hanno
chiamato Rosalba! Ma se lo
dipingevano di rosso?
La compagnia delle Foppe ci accoglie
con calore, siam stufi di stare qui
da soli!
Ora sosta, si mangia, si parla, ci
si riposa e un caffè non ce lo
toglie nessuno (un caffè vero fatto
con la macchinetta da quelle sante
manine dei gestori del rifugio). Poi
foto di gruppo, finalmente
tutti insieme a fare un sorriso a
…ma chi era quel signore che ci ha
fotografato? Boh, uno che
passava di li forse, ma un piacere
lo si chiede, ma cheee mettere
l’autoscatto che poi la macchina
fotografica si muove e magari la
foto viene mossa e poi chi le sente
le donne : ma io non mi vedo
mai..ma come sono venuta male…
insomma ragà chi ha la foto di
gruppo? Quella che ho fatto
io…beh manco solo io, eh no!!!
Ci sono tra noi un paio di
scalatori, e come per incanto (non
saran mica prestigiatori?) dagli
zaini
escon corde, moschettoni, chiodi e
parton per la presa del torrione (
mannaggia mi son scordata il
nome), quello con la campana in
cima…ahhh ho capito!! il parroco è
arrivato fin qui per andare a
suonarla!
Beh, intanto noi scendiamo…ma il
“piccolo” decide ancora per mamma e
papà e si
incammina per la variante del
Sentiero dei Morti, insomma il
gruppo si divide anche in discesa ma
con la promessa di ritrovarsi a
valle, laggiù ben custodita nel
bagagliaio di una macchina c’è una
torta che aspetta e aspetta.
Il sentiero delle Foppe adesso lo
facciamo in discesa, è un bel
percorso che degrada tra ampi
pratoni verdi e piccole formazioni
rocciose che paiono tanti funghi
cresciuti qui e là, ora il
panorama sono le montagne del
triangolo lariano, riconosciamo i
Corni di Canzo, e giù sotto di noi
ecco che si intravede il Pian dei
Resinelli , uno spicchio del Lago di
Lecco e la pianura verso Erba.
Volgendo lo sguardo al torrione con
la campanella ecco che due piccole
sagome si muovono lassù:
evviva sono arrivati in cima: bravo
Giorgio, bravo Carlo, adesso
scendete, noi vi aspettiamo al
parcheggio.
Peccato che quando sono arrivati non
è valso il proverbio che recita così
– beati gli ultimi se i primi
sono stati onesti - Onestamente la
torta ce la siamo mangiata tutta
senza lasciare nemmeno le
briciole.
Padre Giorgio, ci perdoni ma…era
troooppo buona!
Il sole continua a splendere sulla
Grignetta e questa giornata ci ha
regalato momenti davvero belli.
Alla prossima…..