Caro Bicio,
ecco il racconto di una gita
sbiciata (senza Bicio) riuscita
benissimo svoltasi lo scorso sabato
14 Giugno.
La squadra è composta da devoti
zainoinspallisti : Elena, la tua
illustratrice preferita, Federica
altrimenti nota come Barracuda,
Alberto un altro reduce
dell’Argentera e la sottoscritta,
diciamo la Scassamaroni per trovare
un soprannome calzante.
Il motto di questa nostra prima
uscita montana è “ Si va con
qualsiasi tempo”, il luogo di
ritrovo - manco a dirlo - il solito
piazzale Lotto ( ci è dispiaciuto
che quella mattina tu sia partito
mezz’ora prima del solito perché le
nostre menti perverse avevano già
partorito battutine e scherzi con
cui tormentarti nel caso ci fossimo
tutti ritrovati lì alle sette );
comunque alle 7 di sabato 14 Giugno
piove, ma poco, il morale è alto,
molto alto, all’altezza delle
caviglie più o meno.
Dimenticavo: la meta è la Val
Tartano una di quelle gite che mi
era rimasta sul gozzo l’estate
scorsa prima che passassi a pieni
voti (?) nella categoria EE (
Escursionisti Esemplari, cioè
escursionisti che per esperienza
montana resistenza alla fatica e
capacità di adattarsi alle più
svariate situazioni possono essere
portati ad esempio per tutta
categoria).
Pronti partenza via e siamo in
breve tempo a Morbegno dove nubi
basse e scure sempre più inquietanti
si addensano; sono talmente dense
che non appena imbocchiamo la strada
che ci porterà a Tartano comincia a
venir giù l’iradiddio; noi facciamo
finta di niente e decidiamo di
consolarci con una bella colazione
appena arrivati in paese.
Detto fatto, una micro-bisciola
micro-bomba calorica insieme con
cappuccini e caffè ci aiutano a
prendere contatto con il territorio
tartanico che sventola di maestose
bandiere dell’Inter campione
d’Italia e di inni a mio zio
Umberto…non c’è che dire, è
decisamente la mia valle!!!
Partiamo dalla piazzetta che
quasi non piove più e ci dirigiamo
nella Val Lunga con passo felpato
facendo scongiuri di ogni genere e
incrociando anche le dita dei piedi
…fin dove si arriva si arriva; i
numerosi outlet presenti nei
dintorni di Morbegno ci offrono
peraltro una valida alternativa nel
caso in cui si metta veramente male,
acquaticamente parlando.
Costeggiamo il torrente gonfio
d’acqua percorrendo la strada di
fondovalle che si fa sempre meno
asfaltata fino a trasformarsi in un
bel sentiero che tranquillamente ci
porta fino ad un pianoro da dove
guadato il torrente il sentiero ci
guida verso i laghi del Porcile; al
secondo lago facciamo una breve
pausa pranzo insieme a 4
escursionisti berga-maschi che
arrivano da Foppolo; la prossima
meta post-prandiale è il terzo lago
del Porcile, bellissimo e ancora
parzialmente gelato, alla faccia
dell’estate ormai alle porte.
Puntiamo quindi al Passo Tartano
dopo aver salutato gli altri
escursionisti che se ne tornano
verso la Val Brembana, molto
opportunamente segnalata da cartelli
posti lungo tutto il crinale della
montagna ed è un bene perché oggi da
quel lato orografico non si vede un
ciufolo , le nubi sono troppo basse!
Dopo qualche indecisione circa
l’opportunità di raggiungere la Cima
di Lemma o di passare più in basso
lungo un sentiero che non sembra
troppo ben segnato decidiamo di
salire e in mezz’oretta siamo in
cima; il panorama è magnifico e lo
sguardo corre da un lato all’altro
della vallata; fa un freddo cane e
tira un vento teso tanto che
spuntano giacche, berretti rossi con
uno zaino ricamato (conosci
l’articolo ?) e guanti da
ciaspolata; le nuvole incombono ma
tengono e noi puntiamo velocemente
verso la valle dopo aver percorso un
micro tratto della GVO. I prati sono
ancora coperti da parecchia neve e
dove questa si è sciolta si è creato
un bel tappetone d’erba fradicio e
giallastro…sembra quasi un articolo
partorito dai designer dell’IKEA!
Da qui fino a Tartano è tutta una
bella discesa lungo la val di Lemma
durante la quale - mentre il cielo
si fa sempre più sgombro e la
temperatura sempre più piacevole -
incontriamo qualche malga circondata
da romiceti (wow!), il giardino
botanico dove ho imparato cosa sia
un romiceto, un po’ malconcio, a dir
la verità, a causa della troppa
acqua caduta negli ultimi tempi e,
dulcis in fundo anche una bella
mandria di mucche e altri quadrupedi
al pascolo con relativi mandriani
che stanno provvedendo alla
mungitura.
Il quadretto è proprio da cartolina,
ci sono tutti gli ingredienti
necessari, il SOLE, finalmente, i
prati i boschi le mucche…a questo
punto cerchiamo anche Heidi ma ci
dicono che, esasperata dal maltempo
e stufa di mungere mucche, è partita
con Remy per Sharm el Sheik!
Ancora un piccolo sforzo e
superato di nuovo un torrente (ma
quanti ce ne sono ??) percorriamo
l’ultimo tratto di carrareccia che
ci condurrà, non senza aver salito
diverse rampe di scale di pietra che
danno l’ultima mazzata alle nostre
gambe, nella piazzetta del paese;
sono esattamente le 18, la giornata
si è trasformata in una splendida
serata estiva, il sole è bello caldo
e noi siamo molto soddisfatti e
felici.
Cosa volere di più? Ma ovviamente
un bel piatto di pizzoccheri
valtellinesi - pieni di formaggio e
burro per tenere alto il livello di
polistirolo - che ci vengono serviti
in un batter d’occhio ad un classico
orario da ospedale (forse non sono
ancora le 19!) e che placano
l’atavica fame che contraddistingue
tutti gli escursionisti, ma qualcuna
in maniera particolare!!!
Concludiamo in gloria, dopo un
viaggio interstellare su una Fiesta
azzurra, a casa di Alberto dove ci
accoglie Franca con una magnifica
torta al limone per festeggiare il
suo imminente compleanno e che già
pregusta il piacere della tua
compagnia (!!) e di 7 gg di sole
nella magnifica Creta, con nostra
grandissima invidia!
Dopo questa giornata stupenda
siamo maturi per organizzare un fine
settimana….vuoi essere dei nostri
;-) ?
Ciao!
Valeria
Uno dei laghi del
Porcile
La Fam.Brambilla
Un passo indietro,
ancora un passo indietro...
E finalmente fu il
sole
Nessuna foto dello
squalo all'opera? E' un vero
peccato...
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