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 pict  Vita da rifugio    

Quante volte sei stato in rifugio, non solo a mangiare, ma a pernottarci? Se hai già fatto questa esperienza, probabilmente le cose che racconterò in questa pagina saranno per te ovvie, ma se non hai mai vissuto il rifugio "dal di dentro" e ti stai accingendo a farlo, magari qualcuno di questi consigli ti verranno utili.

Introduzione
Innanzitutto teniamo bene a mente che un rifugio, per quanto ci dia da mangiare e da dormire, non è un albergo. La sua posizione remota (che è il bello del rifugio) rende gli approvvigionamenti difficili, la struttura stessa è spesso spartana e talvolta può esserci un problema di acqua (sia per bere che per i servizi igienici). Anche se i rifugi si stanno sempre più ammodernando, aumentando i servizi che offrono (ad esempio la doccia è sempre più facile trovarla) non aspettarti di ricevere un trattamento come se fossi in una pensione della riviera adriatica.
Anche lo smaltimento dei rifiuti è un problema, perché il trasporto a valle di lattine, bottiglie, cartaccia costa fatica e denaro.

Cosa serve per dormire in rifugio
Solo poche strutture offrono camere piccole con lenzuola, è molto più probabile trovare rifugi dove si dorme in camere da 6 a 20 posti letto. Qui viene dato il letto (meno male), che può essere su tavolato, cioè con i materassi uno attaccato all'altro; viene sempre fornito il cuscino e le coperte. Le lenzuola no, per cui sta a noi portarle nello zaino... ma evita di portare le lenzuola di casa, che pesano un sacco e una sporta. In questi casi viene utilizzato il cosiddetti sacco letto o sacco lenzuolo, che non è altro che un lenzuolo piegato a metà e cucito da un lato. Una volta piegato occupa poco spazio nello zaino.

Con un po' di ago e filo, il sacco lenzuolo può essere abbondantemente personalizzato. Una zainoinspallista, che soffre maledettamente dell'effetto "salame" insito nel sacco, ha creato questo modello, che può essere un'ispirazione anche per te.

Molti rifugi mettono a disposizione delle ciabatte per girare al suo interno. Se non li avesse è bene portarle con sé, come sempre leggere, anzi leggerissime.

Durante la notte vige il coprifuoco: l'energia costa e normalmente alle 22 le luci vengono spente. A quell'ora si è già in branda, ma se hai bisogno di alzarti per andare in bagno è bene avere con sé una lampada (lascia perdere la torcia che tieni in auto). Ottime (anche se un po' più costose) sono le pile frontali, che non solo sono leggere, ma possono essere usate durante le escursioni notturne.

Per la sezione igienica, servono queste cose:

  • un asciugamano, magari quelli in tessuto sintetico, che asciugano bene e soprattutto si asciugano in fretta. Lascia perdere accappatoi e asciugamani in spugna/cotone
  • un saponcino, di quelli piccoli, normalmente "recuperati" nelle stanze degli alberghi
  • un piccolo contenitore con lo shampoo (recuperato come il saponcino)
  • dentifricio e spazzolino: vendono dei fantastici kit da viaggio, piccoli e leggeri
  • la carta igienica è normalmente presente nel rifugio, ma averne qualche foglietto con te non guasta (magari ti può servire per emergenze durante la camminata)

In commercio si trovano oggi dei saponi altamente biodegradabili, che inquinano molto meno le falde acquifere.
Molti rifugi sono oggi dotati di docce calde, che normalmente sono a pagamento. Alcune sono a gettone, altre no, ma il buon senso dice di usare la minor quantità di acqua possibile.
Se non vuoi fare la doccia, sono sempre disponibili degli ampi lavabi dove puoi lavarti a pezzi; in questo caso l'acqua è normalmente fredda, anzi gelida... ma la goduria dopo un lavaggio qui è massima.
Sarebbe assurdo portare il phon: probabilmente non avrai nemmeno a disposizione una presa elettrica (oltre al problema che pesa un sacco).

Visto che sono sull'argomento, parliamo ora di ricariche elettriche. Molti di noi si portano dietro apparecchiature che necessitano di pile o batterie, come cellulari, gps, macchine fotografiche, ecc. Queste apparecchiature vengono normalmente vendute con il loro caricabatterie.
Primo consiglio: acquista apparecchiature che utilizzano delle pile standard (tipo le stilo AA o le più piccole AAA). In questo modo minimizzerai il peso dei caricabatterie che vorrai portare con te.
Secondo consiglio: tieni presente che non tutti i rifugi hanno a disposizione delle prese elettriche, dove effettuare la ricarica. Per cui porta una scorta di pile di ricambio.
Terzo consiglio: per quanto possibile, lascia l'elettronica a casa e dedica il tuo tempo in montagna da vero montanaro.

Un capitolo a parte merita il discorso sul lavaggio degli indumenti, che richiede, anche questo, un breve cappello introduttivo. Quando vai in giro per rifugi, porti sulle tue spalle tutto l'occorrente, tra cui i ricambi dei vestiti utilizzati durante la camminata. Questi si sporcano e necessitano di una resettata. E 'impensabile portare con sé un ricambio per ogni giornata di trek, sennò invece di uno zaino dovresti portare sulle spalle un furgone. L'unica soluzione è quella di lavare i panni sporchi, in particolare le magliette che stanno a contatto di pelle.
Per far fronte a questa necessità, dovrai portare con te:

  • un sapone per lavare i panni (che può essere anche quello che usi per lavare te stesso)
  • 4 mollette da bucato per stendere la biancheria
  • un filo per stendere (non sempre c'è al rifugio). Io uso le stringhe di riserva per gli scarponi, che hanno quindi un doppio ruolo ed utilità

Con me porto un set di magliette che indosso e uno di riserva che tengo nello zaino. Alla sera, quando arrivo al rifugio, faccio il bucato e, se le tue magliette sono di quelle ad asciugatura rapida, le troverai pronte la mattina del giorno dopo per la nuova escursione.

Mangiare in rifugio
Ogni rifugio custodito offre il servizio di cucina. Anche se la qualità e la quantità del cibo offerto sono decisamente aumentate negli ultimi anni, non pensare di andare al ristorante sul lungolago.
La colazione standard comprende the, caffè d'orzo e latte, insieme a pane, burro e marmellata.
Il pranzo normalmente lo si consuma durante la camminata, per cui ci si rifornisce di panini al rifugio prima di partire per l'escursione.
La cena varia molto da rifugio a rifugio: c'è chi ha il menù alla carta e chi offre un menù fisso. Se hai dei problemi alimentari è bene che tu lo segnali subito al gestore, in modo da trovare delle adeguate alternative.
Normalmente nel trattamento a mezza pensione dei rifugi italiani è incluso un primo, un secondo con contorno (che può essere polenta), un dolce e il pane. Tutto il resto si paga a parte.
Nei rifugi stranieri le regole sono molto diverse, ad esempio in molti rifugi francesi, i commensali si occupano dello sparecchiamento della tavola. Le due portate sono spesso inglobate in un unico piatto e la pasta la vedi solo come contorno. Anche il pane è spesso latitante (o distribuito in modiche quantità) all'estero.
Solo in pochi rifugi è possibile avere verdura e frutta fresche, per ovvi motivi di approvvigionamento e conservazione, quindi goditi le patate fatte in mille modi diversi e, se va di lusso, la frutta sciroppata.

I rifiuti
Nel nostro zaino portiamo sempre qualche vivanda (panini, bottigliette d'acqua, ecc.), che consumiamo durante l'escursione o quando arriviamo al rifugio.
Dato che lo smaltimento dei rifiuti è molto più costoso e problematico a 2000m di quota, che non in pianura, e visto che ci siamo portati in quota una bottiglia piena d'acqua, perché dobbiamo abbandonare al rifugio il contenitore vuoto?
Tutti i nostri rifiuti dovrebbero essere riportati a valle: mi sembra una piccola regola di civiltà.
 

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