Descrizione.
Questa volta andiamo a pestare il ghiaccio nel Parco Nazionale
dello Stelvio, in particolare saliremo su una delle sue cime più
importanti: il Cevedale.Avremo bisogno di due giorni, come quasi
sempre avviene se si vuole fare una cima alpinistica.
Il primo giorno sarà dedicato all'avvicinamento: partiremo dai Forni
e, passando per il rifugio Pizzini, raggiungeremo il Casati, nostro
punto di appoggio, dopo aver risalito 1100m di dislivello. Qui mangeremo, dormiremo, ma soprattutto saremo
inchiodati dalla vista della salita che ci aspetterà la mattina
dopo, che si presenta in tutta la sua meraviglia dalla balconata del
rifugio. Nel frattempo una ripassatina alle procedure di cordata non
guasteranno.
Il secondo giorno inizierà per noi molto presto. Vedo già i
movimenti dentro il rifugio: vestizione di tutto punto, colazione e
prime battute, si esce... sta albeggiando, ma accendiamo le frontali
ugualmente. Indossiamo i ramponi e ci leghiamo in cordata. Ultime
raccomandazioni e via a mordere il ghiaccio con le punte. Si procede
tranquillamente ed è bellissimo vedere le cime intorno a noi che si
tingono di rosso, dalla bella piramide del Gran Zebrù al profilo
inconfondibile dell'Ortles.
SIAMO IN CIMAAAAAAAAAA!!!!!! Tremilasettecentosessantanove... ve lo
scrivo in cifre, come un assegno: 3769
Ci sono volute quasi tre ore per superare i 500m di ghiacciaio, ma
sono sicuro che la penserai come me: "Ne valeva proprio la pena".
Che dire: l'ambiente è fantastico e la salita è una di quelle che
non si dimenticano, grazie alle emozioni che dona.
Il Cevedale come lo si veda dalla Casati

Il Gran Zebrù all'alba

Sulla cresta finale che porta alla cima del
Cevedale

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