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La bellezza di andare a fare un trekking in un paese straniero, non è solo
nella possibilità di ammirare posti esotici, panorami diversi da quelli a cui
siamo abituati, ma c'è tutto un mondo di diversità, che merita essere preso in
considerazione: popoli, cultura, storia, abitudini e, perchè no, cibo.
In queste schede vorrei solo anticiparti alcune "pillole" del posto che
stiamo andando a visitare, ma senza esagerare, anche perchè il bello sarà vivere
questa esperienza in diretta.
Un po' di geografia
L'isola di Madeira si trova in pieno oceano Atlantico a 650Km dalle coste
meridionali del Marocco e a 350Km a nord delle Canarie.

In realtà è un arcipelago e l'isola di Madeira è la principale.
Sono tutte isole di origine vulcanica e non sono altro che l'affioramento sopra
l'oceano
di magmi solidificati dopo le eruzioni di circa 130 milioni di anni fa.
Grazie a questa origine si spiegano una lunga serie di fatti:
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il problema dell'acqua, risolto brillantemente con le
Levadas
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la forma delle montagne, aspre, ma ricche di vegetazione
grazie alla ricchezza dei suoli
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la localizzazione dei paesi, sorti nei punti dove la lava si
è appiattita
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la tracciatura dei sentieri, che seguono le linee di minor
pendenza, creando lunghi percorsi interconnessi
A proposito di camminate, la rete sentieristica copre la
bellezza di oltre 450Km e quindi ce n'è da vedere.
Un po' di storia
Pare, ma dico pare, che i primi scopritori dell'isola fossero nientepopodimeno
che i Fenici, probabilmente sbattuti al largo delle coste africane da qualche
mareggiata. Ci sono reperti archeologici di mappe fenicie con segnalata la
posizione dell'isola.
Da queste parti si è sempre favoleggiato la presenza della mitica Atlantide, in
continente mitologico posizionato al di fuori delle colonne d'Ercole (cioè lo
stretto di Gibilterra). Secondo la mitologia, Atlantide è sprofondata sotto il
mare , mentre è noto che Madeira è il risultato di un'emersione, piuttosto che
di un'immersione.
Tornando alla storia, i primi abitanti di Madeira sono stati i navigatori portoghesi, che all'inizio
del 1400 hanno cominciato a spingersi al largo delle coste africane, in
particolare con il principe Enrico, che non per niente era stato chiamato "il
navigatore". L'isola era
allora completamente disabitata e solo una fitta vegetazione copriva le sue
terre... da qui nasce il nome: Madeira, che in portoghese vuol dire Isola del
Legname.
Come i contadini delle nostre montagne hanno ricavato i terreni da dedicare al
pascolo tagliando boschi e foreste, così i Portoghesi hanno fatto spazio nella
vegetazione, lavorando in modo "industriale". Hanno messo a ferro e fuoco
l'isola, che è bruciata per ben 7 anni (hai letto bene), senza nessun capacità
di tenere l'incendio sotto controllo.
Alla fine anche le fiamme si sono stancate di ardere e le opere di
colonizzazione sono potute andare avanti, creando Funchal, tuttora il capoluogo
dell'isola, Machico e Porto Moniz, sulla parte più occidentale dell'isola.
L'idea, per nulla scema, dei Portoghesi era quella di utilizzare Madeira come
base d'appoggio ai traffici marittimi che si stavano sviluppando tra l'Europa e
l'Africa. Allora non si sapeva nulla delle Americhe ed infatti Cristoforo
Colombo, finanziato dagli Spagnoli, starà ben alla larga da Madeira durante il
suo famoso viaggio datato 1492. In realtà Mr.Colombo aveva già visitato l'isola
nel 1478, ma aveva ritenuto che non era sulla rotta adatta per la scoperta delle
Indie.
La presenza costante dei portoghesi (a parte una breve occupazione inglese agli
inizi dell'800) ha fatto di questa terra una provincia del Portogallo, dove i
costumi, i riti, i cibi, la stessa musica è quella di Lisbona.
I Pirati
Sembra una storia per bambini, ma la posizione defilata di Madeira rispetto alla
madre patria, ha permesso ai pirati di assaltarla con una discreta facilità.
Nella metà del 1500, gli abitanti stanchi dei continui assalti hanno cominciato
a costruire fortificazioni, in particolare le mura che tutt'ora proteggono
Funchal.
Gli stessi pirati hanno trovato riparo nelle numerose isole disabitate che
circondano Madeira e che uniscono con una sola linea le Azzorre con le Canarie.
Questo ampio tratti di mare era diventato sede di numerosi commerci e le
attività piratesche si sono allineate alla legge del mercato: essendoci tanta
offerta di galeoni carichi di ori, spezie e ogni ben di dio, si è anche
sviluppata la fiorente economia del brigantaggio di mare.
A darci un taglio a tutta questa storia, ci ha pensato un matrimonio: quello tra
Carlo II d'Inghilterra e Caterina, una delle principesse della dinastia
portoghese. Il matrimonio ha suggellato un momento di pace tra i due imperi e ha
svuotato i pirati dalle loro protezioni politiche.
Il vino
Maderia è famosa per l'omonimo vino: corposo, liquoroso, certo non da bere a
pasto.
I Portoghesi sono famosi per i vini di questo tipo, basti pensare al Porto.
Ma il matrimonio di cui sopra, ha fatto sì che i mercanti inglesi cominciassero
ad interessarsi del commercio del vino e si sa che quando una potenza mondiale,
come era l'Inghilterra di allora, si interessa di qualche cosa, questa diventa
subito fiorente.
Il mercato del "Madeira" si allargò a macchia d'olio (anzi di vino) e la domanda
spinse la costruzione di numerosi terrazzamenti per la crescita delle vigne.
Questo portò anche ad uno spostamento della popolazione dell'isola che finora
era vissuta quasi esclusivamente lungo le coste. L'agricoltura era diventata
un'attività fiorente.
Ed è così continuato fino ai nostri giorni, tranne che per una pausa di una
decina d'anni a metà dell'800, quando il colera colpì una buona fetta di
abitanti dell'isola. I vigneti rimasero senza cura ed assistenza e pure loro si
ammalarono.
Cosa si mangia?
E visto che ho appena parlato di vino, come posso esimermi dal fare quattro
chiacchiere sul cibo locale?
Vista la posizione geografica, Madeira offre di tutto e di più: dalla carne, al
pesce, ai mille frutti e verdure.
Ma è ovviamente il pesce che la fa da padrone.
Il tonno è servito in svariati modi: dalla classica bistecca alla griglia, al
carpaccio, oppure fritto in olio d'oliva con una salsina a base d'aglio.
E poi c'è il polpo e le seppie, fatte a tocchetti e cotte in ottimi sughini di
pomodoro.
Ogni cena inizia con l'antipasto. Il più comune è il "bolo do caco", un pane
casereccio cotto a legna (squisito), che viene servito caldo e mangiato da solo,
oppure con burro salato (che derivi dall'influenza degli Inglesi?) o con olive.
Il nostro primo piatto è fatto da una zuppa di verdure, spesso passate, quindi
non aspettarti spaghetti e maccheroni.
Il secondo è un mega piattone a base di carne o pesce e sempre servito da un
sacco di verdure.
Immancabili i dolci, in particolare il "bolo do mel": una pasta mescolata con
miele.
Se passiamo alla frutta, potresti stomacarti a colpi di frutti sub-tropicali,
come il mango, il frutto della passione, la papaya e l'immancabile banana.
E se ti manca il caffè, stai pure tranquillo: qui l'espresso è fatto come in
Italia e spesso anche meglio e costa la metà.
La Flora
Dal momento in cui l'isola di Madeira è emersa dal fondo dell'oceano (si parla
di milioni di anni fa), i primi licheni hanno cominciato a conquistare il suolo
e a colonizzarlo.
Ma alberi e fiori sono arrivati solo in un secondo momento, molto probabilmente
i loro semi furono portati dalle correnti marine, dai venti e dai "depositi" di
uccelli migratori, che hanno trovato qui un nuovo punto di appoggio per
riposarsi durante le loro lunghe traversate.
Dopo la colonizzazione, che ha portato nuove specie sull'isola, a scopo
economico, la vegetazione ha ora una sua struttura ed ecosistema ben collaudato
e conservato. Qui è presente la più grande foresta al mondo di lauro: non per
niente l'etimologia della parola "Madeira" viene proprio da "legno". Sono
presenti in larghi spazi anche eucalipti, mimose e conifere (queste ultime alle
quote più elevate). Il sottobosco è ricchissimo e presenta numerose specie di
felci e di fiori.
Ma non è facile raccontare i diversi ambienti che si possono ammirare
sull'isola: si parte dalla zona costiera, con palme, banani, papaya, frutti
della passione e canna da zucchero. Qui sono presenti anche i vigneti, che ci
forniscono il famoso "Madeira". Bellissimi sono i fiori di aloe.
Lungo le levadas i boschi di eucalipti e mimose la fanno da padrone. Qui si
incontrano il pittosforo, piante giganti di geranio che sono blu naturali, l'agapanthus,
la belladonna (importata dai coloni sudafricani) e le calle, che normalmente
vediamo solo dal fiorista.
Nelle foreste di lauro invece si potranno ammirare la colorata digitale,
numerose specie di orchidee e la mitica capelvenere nei luoghi più umidi, oltre
ad una nutrita serie di altre felci.
Saliamo di quota e tra le conifere (in realtà importate) prendono posto le
eriche arboree, gli alberi di ginepro (mica i nostri cespugli...), il bellissimo
fiore di echio non per nulla chiamato anche "orgoglio di Madeira", oltre alle
viole, sassifraghe e numerose piante grasse.
In effetti non è corretto parlare dell'eco-sistema di Madeira, quanto piuttosto
degli ecosistemi.
La varietà è sicuramente una delle bellezze dell'isola.
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