Val di Nizza ( PV )

Costruito prima del 1000, appartenne quasi ininterrottamente
ai marchesi Malaspina fino alla fine del XVIII secolo, e fu legato ad
avvenimenti assai importanti. Il castello fece inoltre da sfondo agli scontri che
videro i marchesi schierati a favore o contro i Visconti e gli Sforza di
Milano. Distrutto da Niccolò Piccinino nel 1396, l’edificio venne ricostruito
nel 1474 da Manfredi Malaspina con il permesso di Ludovico il Moro.
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Ciò che viene identificato come Castello di Oramala in realtà corrisponde solo a una parte di esso, vale a dire alla rocca. Il resto del complesso è andato perduto a causa delle numerose spogliazioni di materiale, utilizzato per costruire le abitazioni di alcune frazioni circostanti. La rocca è strutturata come un recinto quadrilatero, organizzata su due teste rafforzate, collocate a sud e nord. La prima consiste nell’enorme torre in pietra che domina su tutto; l’altra consiste in un gran corpo di fabbrica. Le corti murarie, di spessore minore, formano i fianchi del recinto, e si sviluppano fra torre e corpo di fabbrica. Nella muratura in pietra locale vi sono feritoie e aperture strombate, tipiche dei baluardi difensivi. La base delle pareti perimetrali è scarpata e delineata da una cordonatura sporgente. Alla sommità delle mura vi sono dei mensoloni in granito, che facevano parte degli originari piombatoi. Il portale d’ingresso al ricetto della rocca è ad arco ribassato ed è stato dotato di saracinesca, inserita nella sua sede originaria ancora presente nella muratura. I lavori di restauro hanno portato al rifacimento della volta caduta del locale destinato al corpo di guardia, situato sulla sinistra dell’ingresso. Immediatamente sopra questo locale troviamo la cappella gentilizia dedicata a Sant’Eufemia, già esistente nel XIII secolo. A fianco della cappella vi è il camminamento di ronda, che corre lungo i muri perimetrali. Sotto il cortile è presente un vano quadrato con pozzo centrale in pietra: da qui è possibile accedere alla torre attraverso un cunicolo collegato con il pozzo nella sala al piano terra della torre, utilizzato come riserva idrica. La torre, collocata a cavaliere del lato sud della rocca, ha una pianta particolare: una figura a semicerchio appoggiata ad un rettangolo; è databile alla prima metà del Quattrocento. Al piano terra vi è il pozzo. Nell’ala settentrionale si trova un locale sotterraneo con volte a botte in pietre a vista, identificabile come prigione: lì è anche visibile un antico sanitario.