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 pict  La strada dell'Arera    
Antefatto

24 Ottobre 2008
Con un gruppo saliamo all'Arera: una cima orobica bella per panorami (anche se ne ne abbiamo visti pochi in quel giorno a causa delle nubi) e per la parte naturalistica.
Durante l'escursione abbiamo visto e fotografato dei fossili, oltre ad essere sede del famoso "sentiero dei fiori".

Si parte da Zambla e la zona è protetta dai vincoli del parco regionale delle Orobie bergamasche.
Purtroppo, oltre a tutte queste belle cose, l'inizio della camminata si è svolta tra lavori di sbancamento e alberi tagliati per l'allargamento della mulattiera che diventerà uno stradello e salirà fino a quota 2000 (ecco le foto).
Sono troppo incavolato: un parco regionale, una zona di così grande pregio letteralmente violentata.
Quando torno a casa invio questa mail al parco:

From: Zaino in Spalla [mailto:info@zainoinspalla.it]
Sent: sabato 25 ottobre 2008 22.24
To: 'segreteria@parcorobie.it'
Subject: Lavori alle pendici del monte Arera

Alla C.A. della direzione del parco regionale delle Orobie bergamasche

Buon giorno,
mi chiamo Fabrizio Bellucci e sono un Accompagnatore di media montagna del Collegio delle Guide della regione Lombardia.

Nel giorno di sabato 25 Ottobre ho condotto un gruppo di 15 persone alla salita al monte Arera, partendo da Zambla Alta.
Le scrivo perché abbiamo potuto vedere con i nostri occhi i lavori di sbancamento per l'allargamento della già esistente mulattiera (che coincide con il sentiero n.221) che porta al rifugio Saba. La sede della mulattiera è stata abbondantemente allargata, con grave danno ai numerosi alberi, che sono stati tagliati.
Il disappunto di questi lavori non può che aumentare, dato che queste opere sono dedicate all'apertura di nuovi impianti sciistici, in una zona dove tuttora risiedono i numerosi resti di vecchi impianti, non più utilizzati da anni.
Nella mia attività professionale, ho il dovere di illustrare la bellezza delle nostre montagne lombarde alle persone che mi accordano la loro fiducia come loro accompagnatore. Tuttavia in questa occasione la vastità e la profondità delle opere hanno negativamente impressionato tutte le persone del gruppo e sicuramente mai nessuno di loro avrà il desiderio di tornare a far visita a Zambla e alle sue vallate e cime. Io concordo pienamente con loro e sicuramente non accompagnerò nessun altro gruppo in questa zona.

Mi auguro che la direzione del parco regionale delle Orobie bergamasche sia al corrente di questo scempio ambientale, ben documentato dalle foto qui allegate, e vorrei chiederle con quali motivazioni e atti amministrativi l'ente parco ha potuto avvallare la decisione dell'allargamento della mulattiera e dei lavori per la messa in opera delle nuove strutture a scopo sciistico.

Rimanendo in attesa di una sua cortese risposta, le porgo i miei cordiali auguri per un buon lavoro

Fabrizio Bellucci

e invito tutti gli amici zainoinspallisti a fare altrettanto.

Grazie alla diffusione della newsletter, la mail arriva anche su di un forum dedicato alla vallata di Oltre il Colle, dove se ne discute e dove imparo che la strada non è progettata a scopi sciistici, ma per "facilitare" l'accesso degli escursionisti al sentiero dei fiori.
Pur rispettando le opinioni espresse da molte persone della zona, francamente non le condivido.

E intanto passa il tempo e nessuna risposta arriva dal Parco.
Infine il 23 Novembre 2008, arriva la risposta ufficiale, addirittura protocollata, che puoi vedere qui:

Se non altro l'ente parco ha rimosso la sua latitanza, anche se ci sono voluti ben due mesi per avere una risposta.
Però sono francamente basito del contenuto della risposta, che riassumo qui:

  1. la strada esisteva già e serviva per i lavori alle miniere, dismesse da tempo
  2. alcuni mezzi continuavano a percorrerla (chi forniva loro l'autorizzazione?)
  3. la sicurezza della strada non era garantita
  4. il comune di Oltre il Colle ha pensato di sistemare la strada per garantire la fruibilità del sentiero dei fiori agli escursionisti

Ecco cosa succederà:

  1. la strada verrà terminata e un serpentone asfaltato salirà fino a quota 2000, dove è presente il rifugio Capanna 2000
  2. arriveranno frotte di auto, che parcheggeranno non si sa dove, con lo scopo di fare qualche escursione nella zona e di mettere le gambe sotto il tavolo del rifugi
  3. il sentiero dei fiori, definito nella lettera del parco come zona fragile e di pregio, verrà sconvolta dai gas di scarico portati in quota
  4. gli unici a guadagnarci saranno il rifugista e qualche esercizio commerciale in valle

Non posso che ribadire quello che ho scritto nella mail al Parco: con queste premesse io non porterò mai più nessun gruppo in quella zona, per il semplice fatto che agli escursionisti piace camminare su sentieri, vedere panorami e natura e non dribblare auto e annusare gas di scarico. Se l'amministrazione locale non comprende questo semplice punto, vuol dire che pensa solo al proprio interesse immediato e non ha una grande visibilità sulle prospettive future. Basti pensare allo sviluppo turistico ed economico che ha avuto l'Alpe di Siusi, dove l'accesso delle auto è stato proibito, se non per attività di lavoro ed è ben noto che il turismo escursionistico nell'Alpe di Siusi è tra i più ricchi di tutte le Alpi.
E' un disastro pensare come queste amministrazioni lombarde gestiscono il nostro territorio.
Triplo sigh!!!

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