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Cavalese, 13 novembre 2005.
COMUNICATO STAMPA di MOUNTAIN
WILDERNESS ITALIA
MARMOLADA: i danni al ghiacciaio sono
reali.
Chi li ha provocati deve risarcire la
collettività pubblica.
Nella giornata di ieri, 12 novembre, il Corpo
Forestale nazionale incaricato dalla Procura della Repubblica di
Trento ha portato al tavolo dei magistrati le conclusioni della
perizia che riguarda i lavori di sbancamento effettuati sul
ghiacciaio della Marmolada nel tratto compreso fra Seruata (2950) e
Punta Rocca (3250, terzo tronco della funivia che sale da Malga
Ciapèla).
Nell’importante
documento la forestale afferma che questi lavori hanno compromesso
la capacità di recupero stagionale del ghiacciaio, che si è
intaccato la coltre glaciale ben oltre la superficie nevosa, come
con tempestività, determinazione e chiarezza aveva denunciato
l’associazione ambientalista Mountain Wilderness (3 agosto 2005). I
gatti della neve, (solo quelli?) con il loro passaggio hanno così
accelerato l’agonia del ghiacciaio, lo ricordiamo, l’ultimo grande
ghiacciaio presente nelle Dolomiti, area SIC tutelata dall’Unione
Europea e dalle norme della legge Galasso, oltre che dal Piano
Urbanistico Provinciale di Trento, un sito in procinto di essere
dichiarato Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’UNESCO.
La nostra
associazione rimane sconcertata dalle dichiarazioni del Presidente
della società impiantistica che si ostina, anche davanti
all’evidenza dei fatti, a negare il danno apportato al ghiacciaio
causa comportamenti inadeguati e assolutamente privi di sensibilità
e rispetto verso l’ambiente e la sacralità della montagna. Forse
l’ing. Vascellari non ha ancora compreso, dopo gli scandali dei
rifiuti nei crepacci in Marmolada (1988 –89), dopo lo scandalo
dell’attività dell’eliski, che la Marmolada non è proprietà della
sua società, ma che la sua impresa sta lavorando in concessione su
una proprietà demaniale, cioè su un bene collettivo, proprietà
pubblica.
E’ questo
atteggiamento imprenditoriale tanto spudorato e insensibile che
impedisce all’ente pubblico, sia di parte veneta che trentina, di
riportare in Marmolada, a vantaggio delle popolazioni che vivono
sotto la protezione della Regina delle Dolomiti, un disegno di
sviluppo sostenibile condiviso e partecipato.
La perizia della
Forestale conferma i contenuti della nostra prima denuncia: il danno
è grave e irreversibile.
Ci aspettiamo ora
interventi coerenti da parte della provincia di Trento, in
particolare riguardo il ripristino immediato del divieto di transito
dei mezzi battipista sul ghiacciaio fino al momento dell’apertura
della stagione sciistica, non si comprende quale logica abbia
portato alla sospensione del provvedimento. E’ deplorevole che la
Provincia, ormai da venti giorni, abbia permesso ai mezzi battipista
di ripercorrere il tracciato così gravemente danneggiato nel corso
dell’estate.
Mountain Wilderness
Italia, davanti a tanta chiarezza presente nella relazione della
Forestale, chiede che la Provincia di Trento da subito si
costituisca parte civile all’interno di questa complessa istruttoria
richiedendo da subito un congruo e adeguato risarcimento dei danni
apportati al ghiacciaio.
Per Mountain Wilderness Italia
Luigi Casanova
Il testo originale è presente nel sito di
Mountain Wilderness |