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Vi segnalo questo comunicato stampa emesso per protestare contro
un disegno di legge ABOMINEVOLE che permetterebbe ai fuoristrada di
andare per sentieri montani
COMUNICATO STAMPA
No ad una ulteriore
invasione dei fuoristrada su sentieri e mulattiere
Allarme da parte delle
organizzazioni ambientaliste per il nuovo tentativo di apertura ai
veicoli fuoristrada sui sentieri di montagna.
Il Disegno di Legge
N. 2991”Disciplina della circolazione motorizzata su strade a fondo
naturale e fuoristrada” presentato al Senato è un pericolo per
l’ambiente montano e per i suoi frequentatori. Già ora attività
quali eliski, motoslitte, quad, moto e veicoli fuoristrada, causa
la mancanza di regolamentazione o lo scarso valore deterrente dei
meccanismi sanzionatori sono altamente impattanti nei confronti
dell’ambiente e comportano esasperanti conflitti nei confronti dei
fruitori e degli abitanti della montagna. Con questo provvedimento
verrebbero legalizzate attività come la frequentazione di sentieri e
mulattiere con moto da trial e data facoltà agli enti locali di
concedere l’autorizzazione a compiere percorsi fuoristrada e ad
organizzare gare motoristiche su strade bianche. Le associazioni
ambientaliste CIPRA Italia, Club Alpino Italiano, Legambiente,
Mountain Wilderness, Pro Natura, WWF esprimono il loro dissenso nei
confronti del disegno di legge (vedi documento allegato) e chiedono
che il provvedimento venga bloccato e che venga predisposta una
seria regolamentazione delle attività motorizzate in montagna.
Gennaio 2005
No ad una ulteriore
invasione dei fuoristrada su sentieri e mulattiere
Le sottoscritte associazioni, presa visione
del Disegno di Legge N. 2991 sulla “Disciplina della circolazione
motorizzata su strade a fondo naturale e fuoristrada”, esprimono la
propria posizione in merito.
Annotiamo con
interesse nelle finalità del disegno di legge che la tutela del
patrimonio ambientale è prevalente e sopraordinata alle altre
finalità, tuttavia ci sembra che il contenuto del testo in diversi
punti entri in contrasto con tali premesse; siamo d’accordo con la
necessità di una normativa in proposito, ma questa proposta non ci
pare rispondente alle aspettative.
Elenchiamo di
seguito le nostre osservazioni. All’articolo 3 (Tipologia della
circolazione motorizzata su strade a fondo naturale o fuoristrada),
comma 2, del disegno di legge si introduce la definizione di
“escursionismo motorizzato” che di fatto legittima l’utilizzo dei
mezzi motorizzati su percorsi fuoristrada per scopo ricreativo, e
che perciò contestiamo nel modo più assoluto; se l’attività
fuoristradistica può essere considerata una disciplina sportiva, non
si può ammettere per la stessa un fine ricreativo. Il mezzo
fuoristrada deve essere autorizzato alla circolazione su strade a
fondo naturale solo per motivi di lavoro o di servizio, ivi compreso
l’utilizzo dei proprietari terrieri. Se si predispongono impianti
fissi come già esistono per il motocross, in tali ambiti deve essere
confinata l’attività sportiva; qualunque altro percorso dovrà
ottenere l’adeguata identificazione e certificazione, le cui
procedure andranno concordate con le amministrazioni locali e gli
organi preposti alla tutela e al controllo del territorio. All’art.
4 (Circolazione su strade a fondo naturale), comma 2c, si vieta ai
mezzi motorizzati di transitare sui sentieri “con esclusione delle
moto da trial”, con tutto quello che ne potrebbe conseguire anche
solo in tema di sicurezza. All’art. 6 (Circolazione fuoristrada),
che consente il parcheggio fuoristrada su aree private previa
autorizzazione del detentore del fondo, immaginiamo cosa potrebbe
succedere nelle zone montane, in cui il “detentore” del fondo abita
spesso a notevole distanza dallo stesso. All’articolo 7 (Deroghe ai
divieti di circolazione su strade a fondo naturale e fuoristrada),
comma 2b, si prevede la possibilità per gli enti locali di
rilasciare tessere autorizzative annuali a pagamento per i
conduttori di veicoli fuoristrada; in tal modo si invitano le
amministrazioni ad utilizzare il territorio per “fare cassa”
paragonando l’attività fuoristradistica alla pesca o alla raccolta
di funghi e prodotti del sottobosco, concetto assolutamente
inaccettabile. All’articolo 8, comma 3, è prevista l’istituzione del
silenzio-assenso per la richieste di deroga alle limitazioni imposte
dal disegno di legge trascorso il termine di sessanta giorni dalla
domanda: inutile sottolineare la pericolosità di questa previsione,
visti i tempi della burocrazia nazionale tristemente famosi.
All’art. 11 (Gare e manifestazioni su strade a fondo naturale o aree
fuoristrada soggette a divieti di circolazione), si prevede che gli
enti proprietari di strade possano autorizzare per due volte
all’anno e per ben sei giorni alla volta gare motoristiche su strade
bianche, previo un parere consultivo e quindi non vincolante dei
servizi di protezione ambientale; anche questa norma appare
eccessivamente estensiva e benevola verso i fuoristrada.
All’articolo 14 vengono illustrate le sanzioni che vengono
parametrate a quelle del codice della strada per il divieto di
transito; le infrazioni commesse a danno del patrimonio ambientale
comportano un’aggravante delle stesse, perciò giudichiamo le
sanzioni proposte inadatte a scoraggiare la trasgressione dei
divieti previsti. Inoltre nel presente disegno di legge non vengono
menzionati i veicoli “dimenticati” dal codice della strada e
frequentemente utilizzati sui sentieri, come le motoslitte e i quad;
ci pare una mancanza assai grave e una lacuna da colmare senza
indecisioni.
L’impegno delle
maggiori associazioni ambientaliste nazionali mira ad impedire
l’approvazione di un disegno di legge che non porta alla soluzione
dei problemi esistenti riguardo la circolazione dei mezzi
fuoristrada, e che tende a considerare la tutela di ambiente e
territorio una limitazione delle libertà individuali. Il testo
attuale, al di là delle osservazioni di cui sopra, appare
assolutamente inaccettabile e le associazioni sono disposte a
collaborare ad una radicale revisione dello stesso, al fine di
garantire proprio quella tutela del patrimonio ambientale che il
legislatore si prefiggerebbe.
Scritto da CIPRA Italia – MountainWilderness Italia
Sottoscritto da – Club Alpino Italiano – Legambiente – Pro Natura –
WWF
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